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Art. 2568 codice civile: Insegna

Le disposizioni del primo comma dell’art. 2564 si applicano all’insegna (1).


Commento

Insegna: segno distintivo che contraddistingue i locali in cui viene esercitata l’attività di impresa (stabilimento industriale, negozio di vendita).

 

(1) Per quanto riguarda la formazione dell’insegna è pacifico che debbano trovare applicazione i principi fondamentali ricavabili dalla disciplina della ditta e del marchio.

L’insegna dovrà quindi essere lecita e dovrà rispondere ai principi di verità e novità, i quali sono specifici di tutti i segni distintivi.

 


Giurisprudenza annotata

Ditta e insegna

La ditta, comunque sia formata, deve contenere, a norma dell'art. 2563, secondo comma, cod. civ., almeno il cognome o la sigla dell'imprenditore, salvo quanto è disposto dal successivo art. 2565. Tuttavia, in base all'art. 2564, primo comma, cod. civ. - applicabile anche all'insegna in virtù dell'art. 2568 cod. civ. -, allorché la ditta sia uguale o simile a quella usata da un altro imprenditore e possa creare confusione per l'oggetto dell'impresa e per il luogo in cui questa venga esercitata, essa "deve essere integrata o modificata con indicazione idonee a differenziarla". Rigetta, App. Torino, 07/12/2010

Cassazione civile sez. VI  17 maggio 2013 n. 12136  

 

Il concetto di luogo di esercizio dell'impresa di cui agli artt. 2564 e 2568 cod. civ., ai fini della tutela in caso di confondibilità fra imprese, non va inteso con esagerato valore restrittivo, dovendosi badare anche agli sviluppi potenziali dell'impresa razionalmente prevedibili, nonché alle pratiche difficoltà, che sovente s'incontrano, ad isolare l'espansione di un'impresa in un determinato ambito territoriale. Pertanto, la localizzazione non deve essere intesa secondo un criterio restrittivo, riguardo soltanto all'attività esplicata in un determinato momento, nel luogo di produzione e di commercio, ma facendo anche riferimento alla possibilità di espansione all'intera zona territoriale, al cosiddetto mercato di sbocco, raggiunta dall'attività complessiva dell'impresa. Rigetta, App. Torino, 07/12/2010

Cassazione civile sez. VI  17 maggio 2013 n. 12136  

 

Se è vero che in base all'art. 2563, secondo comma c.c., la ditta, comunque sia formata, deve contenere almeno il cognome o la sigla dell'imprenditore, salvo quanto a disposto dall'articolo 2565, è altrettanto certo che, in base all'art. 2564, primo comma c.c. (applicabile anche all'insegna in virtù dell'art. 2568 c.c.), allorché la ditta sia uguale o simile a quella usata da un altro imprenditore e possa creare confusione per l'oggetto dell'impresa e per il luogo in cui questa venga esercitata, essa deve essere integrata o modificata con indicazioni idonee a differenziarla. Ne deriva pertanto che il cognome dell'imprenditore che deve essere inserito nella ditta o nella denominazione di società di persone non può valere di per sé conte elemento differenziatore della ditta o dell'insegna.

Cassazione civile sez. VI  17 maggio 2013 n. 12136  

 

La ditta, comunque sia formata, deve contenere, a norma dell'art. 2563, comma 2, c.c., almeno il cognome o la sigla dell'imprenditore, salvo quanto è disposto dal successivo art. 2565. Tuttavia, in base all'art. 2564, comma 1, c.c. - applicabile anche all'insegna in virtù dell'art. 2568 c.c. - allorché la ditta sia uguale o simile a quella usata da un altro imprenditore e possa creare confusione per l'oggetto dell'impresa e per il luogo in cui questa venga esercitata, essa "deve essere integrata o modificata con indicazione idonee a differenziarla".

Cassazione civile sez. I  08 luglio 2004 n. 12568

 

L'indagine sulla confondibilità di ditte, ragioni sociali o insegne, a mente degli art. 2564, 2567 e 2568 c.c. deve essere condotta tenendo conto del risultato percettivo che quei segni, nella loro globale composizione, possono produrre su una clientela potenziale composta da persone di attenzione e di diligenza medie.

Corte appello Roma  19 gennaio 1987

 

La sostituzione dell'aggettivo "Antico" nella denominazione di un ristorante (nella specie "Antico Pedavena) con l'aggettivo "Nuovo" non vale a costituire modificazione dell'insegna idonea ad eliminare confusione tra le due insegne ai sensi del combinato disposto degli art. 2568 e 2564 comma 1 c.c.

Pretura Verona  08 luglio 1986

 

Con riguardo alla ditta, che contenga il prenome ed il cognome dell'imprenditore, qualora detto prenome venga ad assumere, nel corso del tempo, una funzione predominante, indicando e contrassegnando, nell'ambiente della clientela, l'intera impresa, deve riconoscersi all'imprenditore medesimo il diritto di far uso esclusivo di tale prenome, e correlativamente, il diritto di vietare che altri, dell'esercizio di analoga attività, se ne avvalga per la propria ditta o per la propria insegna. Questo principio trova applicazione anche nel caso di cessione dell'azienda, tenuto conto che sia la ditta che che l'insegna seguono l'azienda, nei suoi trasferimenti, solo in presenza di uno specifico patto fra il precedente ed il nuovo titolare.

Cassazione civile sez. I  27 febbraio 1985 n. 1715  



 
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