codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 257 codice civile: Clausole limitatrici

E’ nulla ogni clausola diretta a limitare gli effetti del riconoscimento (1).


Commento

Riconoscimento: [v. 250].

 

(1) Il riconoscimento va posto nella categoria degli actus legitimi, cioè quegli atti che non tollerano l’apposizione di alcuna clausola che, in qualsiasi modo, limiti la loro efficacia.

 


Giurisprudenza annotata

Società

L'usufruttuario di quote di società in nome collettivo, pur non essendo socio, ha diritto di essere investito della qualifica di amministratore della società, con potere gestorio e responsabilità analoghi a quelli spettanti all'usufruttuario dell'azienda.

Tribunale Parma  19 gennaio 1998

 

Artigianato

Per verificare la prevalenza del fattore lavoro sul fattore capitale ai fini del riconoscimento della natura artigiana di un'impresa occorre misurare con quale entità di capitale (inteso come sommatoria delle attività correnti, cioè magazzino netto + crediti netti + attività liquide) può formarsi il valore aggiunto, identificato nella remunerazione del lavoro e del compenso dell'imprenditore (nella specie, la natura artigiana non è stata riconosciuta poiché, procedendo ad un raffronto con le caratteristiche di imprese per definizione industriali, svolgenti la stessa attività sull'intero territorio nazionale o sul medesimo territorio della opponente, il coefficiente capitale-valore aggiunto calcolato in relazione alla contabilità della pretesa impresa artigiana era di gran lunga superiore a quello delle imprese industriali.

Tribunale Firenze  02 agosto 1994

 

 

Lavoro subordinato

L'istanza di sollecito all'esercizio dei poteri d'ufficio spettanti al giudice in ordine al nuovo esame di testimoni già escussi, ai sensi dell'art. 257 c.c. (disposizione applicabile anche al rito del lavoro nel quale vige altresì la norma, di più ampia portata, sui poteri istruttori del giudice, di cui all'art. 421 c.p.c.) non è riconducibile alla previsione di cui all'art. 420, comma 7 c.p.c., la quale concerne piuttosto la diversa ipotesi della deduzione di nuovi mezzi di prova, e non è pertanto soggetta ai termini ivi previsti, per cui non è suscettibile di preclusioni o decadenze. L'esercizio di detti poteri da parte del giudice, al pari di quello di disporre d'ufficio di mezzi di prova allo stesso riconosciuti nel rito del lavoro, involge un giudizio di mera opportunità, rimesso ad un apprezzamento esclusivamente discrezionale, pertanto si sottrae al sindacato di legittimità, anche sotto il profilo del difetto di motivazione.

Cassazione civile sez. lav.  25 luglio 1994 n. 6903  

 

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti