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Art. 2572 codice civile: Divieto di soppressione del marchio

Il rivenditore può apporre il proprio marchio ai prodotti che mette in vendita, ma non può sopprimere il marchio del produttore.


Commento

 

 


Giurisprudenza annotata

Marchio e altri segni distintivi

L'art. 2572 c.c., ponendo in capo al rivenditore il divieto di sopprimere il marchio del produttore (così ribadendo la previsione dell'art. 12 r.d. 21 giugno 1942 n. 929), si riferisce all'ipotesi di prodotti o merci destinati alla circolazione, e quindi è rivolto esclusivamente a tutelare il produttore nei rapporti con il venditore e nei successivi rapporti del rivenditore con i commercianti contro eventuali alterazioni e contraffazioni del marchio; estranea, invece, alla previsione di tale norma è l'ipotesi di vendita di beni non destinati al commercio successivo, ma all'uso personale dell'acquirente.

Cassazione civile sez. I  23 luglio 2004 n. 13822  

 

La norma dell'art. 12 r.d. 21 giugno 1942 n. 929 (il cui contenuto è stato trasfuso nell'art. 2572 c.c.), per la quale il commerciante può apporre il proprio marchio alle merci che mette in vendita, ma non può sopprimere il marchio del produttore o del commerciante da cui abbia ricevuto il prodotto o le merci, è volta esclusivamente a tutelare il produttore nei rapporti con il venditore e nei successivi rapporti del rivenditore con i commercianti contro eventuali alterazioni e contraffazioni del marchio, con la conseguenza che allo stesso è dato di imporre all'acquirente (venditore o rivenditore nei successivi rapporti di scambio) le modalità di uso del marchio.

Cassazione civile sez. I  15 maggio 1986 n. 3211  

 

Fallimento

La surrogazione legale a favore del vettore o dello spedizioniere che abbiano pagato l'I.V.A. all'importazione per conto del proprietario della merce, in caso di fallimento di quest'ultimo, ha luogo anche nel privilegio che per detta imposta compete allo Stato e precisamente nel privilegio generale di cui all'art. 2572 c.c.

Tribunale Udine  06 maggio 1985

 



 
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