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Art. 2585 codice civile: Oggetto del brevetto

Possono costituire oggetto di brevetto (1) le nuove invenzioni atte ad avere un’applicazione industriale, quali un metodo o un processo di lavorazione industriale, una macchina, uno strumento, un utensile o un dispositivo meccanico, un prodotto o un risultato industriale e l’applicazione tecnica di un principio scientifico, purchè essa dia immediati risultati industriali (2).

In quest’ultimo caso il brevetto è limitato ai soli risultati indicati dall’inventore (3) (4).


Commento

Brevetto: [v. 2584].

 

(1) I diritti di brevetto per invenzione industriale consistono nella facoltà esclusiva di attuare l’invenzione e di trarne profitto nel territorio dello Stato, entro i limiti ed alle condizioni previste dal Codice della proprietà industriale (d.lgs. 10-2-2005, n. 30). In particolare, il brevetto conferisce al titolare il diritto di vietare ai terzi, salvo consenso, di produrre, usare, mettere in commercio, vendere o importare il prodotto oggetto del brevetto.

 

(2) I caratteri che l’invenzione deve presentare per essere brevettabile sono la novità, l’originalità, l’industrialità e la liceità. La novità sussiste quando l’invenzione non è compresa nel patrimonio tecnologico esistente; l’originalità ricorre quando la creazione implica attività inventiva; l’industrialità ricorre quando l’oggetto dell’invenzione può essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria; la liceità implica la non contrarietà dell’invenzione all’ordine pubblico e al buon costume.

 

(3) È da sottolineare che, per espressa previsione della legge speciale, non sono brevettabili le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici; le presentazioni di informazioni, i piani, i principi, i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciali e i programmi per elaboratori elettronici o software (v. art. 31, d.lgs. 30/2005).

La tutela dei programmi per elaboratore e delle banche dati è oggetto della disciplina della l. 22-4-1941, n. 633 (artt. 64bis-64sexies).

 

(4) Le tecniche o i ritrovati non suscettibili di brevettazione possono essere oggetto del contratto di know-how con cui un imprenditore, dietro compenso, mette in condizione un altro imprenditore di conoscerli e utilizzarli: oggetto del contratto non è il trasferimento di una mera idea, ma di una tecnologia, di un metodo la cui sperimentata applicazione fa conseguire a chi la applica un migliore sfruttamento della propria capacità produttiva.

 

La norma riconosce il cd. diritto al brevetto ossia il diritto dell’inventore al rilascio del brevetto qualora l’invenzione sia dotata dei requisiti prescritti dalla legge.

 


Giurisprudenza annotata

Segreti

In tema di delitti contro la inviolabilità dei segreti, non costituisce condizione, ai fini della configurabilità del reato di rivelazione di segreti industriali (art. 623 c.p.) - che ha per oggetto la tutela penale del patrimonio cognitivo e organizzativo necessario per la costruzione, l'esercizio e la manutenzione di un apparato industriale - la sussistenza dei presupposti per la brevettabilità, ex art. 2585 c.c., della scoperta o dell'applicazione rivelata. Rigetta, Trib. lib. Asti, 21 settembre 2009

Cassazione penale sez. V  18 febbraio 2010 n. 11965  

 

In tema di delitti contro la inviolabilità dei segreti, non costituisce condizione per la configurabilità del reato di rivelazione di segreti industriali (art. 623 c.p.) la sussistenza di presupposti per la brevettabilità ex art. 2585 c.c., della scoperta o dell'applicazione rivelata.

Cassazione penale sez. V  07 giugno 2005 n. 25174  

 

Brevetti

Costituisce invenzione brevettabile, ai sensi del r.d. 29 giugno 1939 n. 1127, soltanto l'idea caratterizzata dal suo contenuto, che deve consentire il superamento di un problema allo stato non risolto dalla tecnica e concretizzarsi in una materialità dentro un prodotto industriale che nella sua utilizzazione consente di ripetere l'effetto del principio innovativo; non costituiscono, pertanto, invenzioni brevettabili, le idee ed i progetti come tali, ovvero le vere e proprie idee di impresa, le quali, in quanto realizzano il diritto di iniziativa privata e dunque le finalità della concorrenza, non sono in alcun modo monopolizzabili. (Nella fattispecie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva considerato non brevettabile l'idea di sfruttare, attraverso un progetto adeguato, lo spazio al di sopra delle linee elettriche delle stazioni ferroviarie)

Cassazione civile sez. I  21 aprile 2004 n. 7597  

 

Il carattere della novità dell'invenzione richiede che il trovato, per una persona esperta del ramo cui si riferisce, non risulti in modo evidente dallo stato della tecnica e non è escluso dal solo fatto che due brevetti sono connotati dalla identità della funzione, ossia permettono di realizzare uno stesso obiettivo industriale, che ben può essere conseguito mediante differenti soluzioni tecniche; pertanto, l'accertamento della contraffazione riposa su un delicato giudizio di valore, riservato al giudice del merito, che deve essere fondato sulla specifica persuasività della motivazione la quale, conseguentemente, deve dare conto della esaustiva valutazione dei possibili indizi, delle risultanze istruttorie, anzitutto tecniche, e delle contrapposte ragioni delle parti. (Nella fattispecie, concernente la contraffazione di un brevetto avente ad oggetto un sistema di rilevazione a distanza del consumo elettrico dell'utente e di riduzione dell'energia erogata, la S.C. ha annullato, con rinvio, la sentenza di merito che aveva ritenuto fondata la domanda, valorizzando l'identità della funzione dei brevetti, anziché prendere in esame il profilo delle soluzioni tecniche con le quali l'invenzione era stata realizzata, senza considerare compiutamente se lo stato delle conoscenze tecniche successive al brevetto del quale si lamentava la contraffazione consentisse appunto una diversa soluzione rispetto a quella oggetto di quest'ultimo, discostandosi dalle conclusioni del c.t.u., senza esplicitare le ragioni in grado di dimostrare che il secondo brevetto non era fondato sull'adozione di una diversa tecnica).

Cassazione civile sez. I  09 settembre 2005 n. 17993

 

Ai fini del riconoscimento del brevetto per invenzione industriale si richiede, sotto il profilo sostanziale, che l'invenzione si fondi sulla soluzione di un problema tecnico non ancora risolto e sia idonea ad avere concrete realizzazioni nel campo industriale, tali da apportare un progresso rispetto alla tecnica ed alle cognizioni preesistenti (novità estrinseca) e da esprimere un'attività creativa dell'inventore, che non sia semplice esecuzione di idee già note e rientranti nella normale applicazione dei principi conosciuti (novità intrinseca); sotto il profilo formale, è invece necessaria la descrizione chiara e completa, consistente nell'indicazione del problema tecnico rispetto al quale il trovato si pone come soluzione, del gradiente di attività inventiva o comunque dell'utilità che il trovato medesimo persegue rispetto alla tecnica nota, la cui mancanza non può essere colmata ex post, dalla parte o dal consulente tecnico, a seguito della contestazione sulla validità del brevetto.

Cassazione civile sez. I  04 novembre 2009 n. 23414  

 

La vendita dell'unico esemplare è sufficiente a dimostrare la diffusione del trovato e, quindi, a far escludere il requisito della novità dell'invenzione necessario per la concessione di un valido brevetto industriale. La divulgazione, che fa perdere all'invenzione il requisito della novità così da impedire la concessione di un valido brevetto, deve consistere in una comunicazione o diffusione che porti il ritrovato a conoscenza di un numero indeterminato di persone, le quali siano poste in grado di apprenderne gli elementi essenziali e caratteristici, in modo da poterlo riprodurre, attuando cosi l'invenzione. Al contrario, non vi è divulgazione se i terzi posti a conoscenza dell'invenzione sono obbligati a mantenere il segreto (dipendenti, collaboratori, finanziatori e simili) o sono persone inesperte, incapaci di comprendere e di attuare o far attuare da altri l'invenzione o, infine, quando l'invenzione viene fatta conoscere sommariamente o parzialmente.

Cassazione civile sez. I  19 aprile 2010 n. 9291

 



 
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