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Art. 2592 codice civile: Modelli di utilità

Chi, in conformità della legge, ha ottenuto un brevetto per un’invenzione atta a conferire a macchine o parti di esse, strumenti, utensili od oggetti particolare efficacia o comodità di applicazione o d’impiego (1), ha il diritto esclusivo di attuare l’invenzione, di disporne e di fare commercio dei prodotti a cui si riferisce (2).

Il brevetto per le macchine nel loro complesso non comprende la protezione delle singole parti.


Commento

(1) In ogni caso, anche i modelli di utilità richiedono i requisiti della novità, della originalità e dell’industrialità [v. 2585]: l’originalità, però, si atteggia diversamente rispetto all’invenzione industriale in quanto l’apporto creativo è richiesto in misura minore.

 

(2) Nonostante le obiettive diversità tra modelli di utilità e invenzioni industriali, talvolta può essere difficile qualificare l’attività creativa nell’uno o nell’altro senso: in tali casi l’interessato può presentare domanda per ottenere il brevetto per invenzione e subordinatamente per modello di utilità (art. 84, d.lgs. 30/2005).

 

I modelli di utilità presi in considerazione dalla norma in esame hanno la funzione di dare maggiore efficacia all’impiego di oggetti già conosciuti e utilizzati.

 


Giurisprudenza annotata

Brevetti

In tema di contraffazione di brevetto per equivalenza, al fine di valutare se la realizzazione contestata possa considerarsi equivalente a quella brevettata, sì da costituirne una contraffazione, occorre accertare se, nel permettere di raggiungere il medesimo risultato finale, essa presenti carattere di originalità, offrendo una risposta non banale, né ripetitiva della precedente, essendo da qualificarsi tale quella che ecceda le competenze del tecnico medio che si trovi ad affrontare il medesimo problema, in questo caso soltanto potendo ritenersi che la soluzione si collochi al di fuori dell'idea di soluzione protetta. L'accertamento concreto dell'equivalenza della soluzione costituisce una questione di fatto, affidata all'apprezzamento insindacabile del giudice di merito, se sorretto da motivazione adeguata ed esente da vizi logici. (Conferma App. Milano 8 febbraio 2010 n. 303).

Cassazione civile sez. I  12 giugno 2012 n. 9548

 

In tema di contraffazione di brevetto per equivalenza, al fine di valutare se la realizzazione contestata possa considerarsi equivalente a quella brevettata, costituendone contraffazione, occorre accertare se, nel permettere di raggiungere il medesimo risultato finale, essa presenti carattere di originalità, offrendo una risposta non banale, né ripetitiva della precedente. La valutazione deve farsi tenendo conto delle conoscenze del tecnico medio che si trovi ad affrontare il medesimo problema

Cassazione civile sez. I  12 giugno 2012 n. 9548  

 

Anche i nuovi modelli di utilità possono costituire oggetto di brevetto se dispongono di entrambi i requisiti, formale e sostanziale, previsti dalla legge per le invenzioni industriali. Per il modello di utilità il requisito sostanziale consiste nella maggiore efficacia e comodità di impiego di macchine, strumenti, utensili ed oggetti già conosciuti ed utilizzati a mezzo di una idea innovativa che, pur se non è tale da poter essere definita invenzione, deve applicare soluzioni non scontate.

Cassazione civile sez. I  02 aprile 2008 n. 8510  

 

Ai fini del riconoscimento del brevetto per modello di utilità è richiesto, come per il brevetto per le invenzioni, oltre al requisito formale della descrizione chiara e completa, il requisito sostanziale della novità intrinseca od originalità, da riconoscersi ogni qual volta sia possibile rinvenire un'idea nuova che incida su un meccanismo od una forma già noti, conferendogli nuova utilità mediante soluzioni ed accorgimenti che vadano oltre la mera applicazione di regole ovvie ed elementari e attribuiscano a macchine, strumenti, utensili ed oggetti, un incremento di efficienza o di comodità d'impiego.

Cassazione civile sez. I  02 aprile 2008 n. 8510  

 

I modelli di utilità sono brevettabili purché possiedano entrambi i requisiti, formale e sostanziale, previsti dalla legge per le invenzioni industriali. In particolare, il requisito della novità intrinseca consiste nella maggiore efficacia e comodità di impiego di macchine, strumenti, utensili ed oggetti già conosciuti ed utilizzati a mezzo di una idea innovativa che, pur se non è tale da poter essere definita invenzione, applica soluzioni non scontate ed elementari. (Conferma App. Milano 2 maggio 2003).

Cassazione civile sez. I  02 aprile 2008 n. 8510  

 

Il modello di utilità è brevettabile purché, al pari dell’invenzione, possieda il requisito dell’originalità; in questo caso la novità intrinseca deve consistere in un’idea innovativa che fornisca più efficienza e comodità d’impiego a un meccanismo già noto, a condizione, però, che le soluzioni e gli accorgimenti adottati non consistano nell’applicazione di regole elementari.

Cassazione civile sez. I  02 aprile 2008 n. 8510  

 

In tema di contraffazione di brevetto per equivalenza, al fine di valutare se la realizzazione contestata possa considerarsi equivalente a quella brevettata, sì da costituirne una contraffazione, occorre accertare se, nel permettere di raggiungere il medesimo risultato finale, essa presenti carattere di originalità, offrendo una risposta non banale, nè ripetitiva della precedente, essendo da qualificarsi tale quella che ecceda la competenze del tecnico medio che si trovi ad affrontare il medesimo problema, in questo caso soltanto potendosi ritenere che la soluzione si collochi al di fuori dell'idea di soluzione protetta.

Cassazione civile sez. I  13 gennaio 2004 n. 257

 

In tema di contraffazione di brevetto per equivalenza, al fine di valutare se la realizzazione contestata possa considerarsi equivalente a quella brevettata, sì da costituirne una contraffazione, occorre accertare se, nel permettere di raggiungere il medesimo risultato finale, essa presenti carattere di originalità, offrendo una risposta non banale, nè ripetitiva della precedente, essendo da qualificarsi tale quella che ecceda le competenze del tecnico medio che si trovi ad affrontare il medesimo problema, in questo caso soltanto potendo ritenersi che la soluzione si collochi al di fuori dell'idea di soluzione protetta. L'accertamento concreto dell'equivalenza della soluzione costituisce una questione di fatto, affidata all'apprezzamento insindacabile del giudice di merito, se sorretto da motivazione adeguata ed esente da vizi logici.

Cassazione civile sez. I  13 gennaio 2004 n. 257  

 

A norma degli art. 2592 e 2593 c.c. nonché 2 e 5 legge sui modelli industriali, non sono autonomamente brevettabili come modelli ornamentali quelle parti staccate di carrozzeria per autoveicolo che sono ideate per (e destinate a) costituire la carrozzeria come cosa composta ed unitaria, con una forma sua propria, apprezzabile esteticamente nel suo complesso, nella quale confluiscono le forme delle singole parti.

Tribunale Torino  19 maggio 1995

 



 
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