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Art. 2593 codice civile: Modelli e disegni

Chi ha ottenuto una registrazione per un nuovo disegno o modello che abbia carattere individuale, ha il diritto esclusivo di utilizzarlo e di vietare a terzi di utilizzarlo senza il suo consenso, in conformità alle leggi speciali (1).


Commento

(1)  L’art. 44 del Codice della proprietà industriale dispone che i diritti di utilizzazione economica dei disegni e modelli industriali protetti ai sensi della legge 633/1941 (art. 2, c. 1, n. 10, introdotto dal d.lgs. 95/2001) durano tutta la vita dell’autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sua morte; l’art. 239 del Codice disciplina i limiti alla protezione accordata dal diritto d’autore che non opera in relazione ai prodotti realizzati in conformità ai disegni o modelli che, anteriormente alla data di entrata in vigore del d.lgs. 95/2001, erano oppure erano divenuti di pubblico dominio. Il Codice, infine, detta un’apposita disciplina transitoria per le domande di brevetto per disegno e modello depositate prima della data di entrata in vigore del d.lgs. 95/2001 che sono trattate in base alle disposizioni in esso contenute.


Giurisprudenza annotata

Brevetti

A norma degli art. 2592 e 2593 c.c. nonché 2 e 5 legge sui modelli industriali, non sono autonomamente brevettabili come modelli ornamentali quelle parti staccate di carrozzeria per autoveicolo che sono ideate per (e destinate a) costituire la carrozzeria come cosa composta ed unitaria, con una forma sua propria, apprezzabile esteticamente nel suo complesso, nella quale confluiscono le forme delle singole parti.

Tribunale Torino  19 maggio 1995

 

Per la validità di un brevetto per modello ornamentale l'art. 5 r.d. 25 agosto 1940 n. 1411, nel testo applicabile alla fattispecie in esame, e l'art. 2593 c.c., richiedono la sussistenza, quale elemento costitutivo del modello, del carattere della novità, la quale va intesa come novità estrinseca dell'oggetto rispetto agli altri di comune commercio, caratterizzata da una particolare espressione figurativa e da un valore estetico, che valga a caratterizzare il prodotto in modo autonomo, di talché esso acquisisca un suo specifico valore sul mercato e si differenzi dagli altri appartenenti allo stesso genere proprio in funzione del suo pregio estetico; è, altresì, necessario che quel nuovo modello o disegno sia idoneo a conferire al prodotto industriale uno speciale ornamento, sia per la forma, sia per la particolare combinazione di linee, di colori o di altri elementi (art. 5 cit.), mentre l'art. 2593 c.c. impone che esso abbia carattere individualizzante.

Cassazione civile sez. I  21 gennaio 2009 n. 1570  

 

I brevetti per disegni e modelli ornamentali concessi prima della data di entrata in vigore del d.lg. 2 febbraio 2001 n. 95, sono soggetti alla disciplina originariamente prevista dall'art. 5 r.d. n. 1411 del 25 agosto 1940 e dall'art. 2593 c.c.; disciplina che tutela non la forma in sè astrattamente considerata, ovvero quale espressione artistica, bensì la forma o disegno che, in quanto inscindibili dal prodotto, gli attribuiscono uno speciale ornamento e gli conferiscono un particolare pregio estetico, inscindibile dal prodotto industriale.

Corte appello Milano  20 ottobre 2004

 

La brevettabilità di un modello ornamentale è subordinata al riconoscimento di un suo peculiare valore, ovvero di un suo particolare pregio estetico, tali da caratterizzarlo, sotto tale profilo, in modo autonomo, e da fargli acquisire, conseguentemente, un suo specifico valore di mercato. Deve, pertanto, negarsi la brevettabilità di un prodotto che costituisca parte di un prodotto più complesso, oggetto di autonomo brevetto, quando la forma del primo risulti necessitata dal fatto di essere parte del secondo, atteso che non è consentita l'artificiosa frammentazione di una stessa idea stilistica sulla base della mera frammentarietà del " "corpus" mechanicum" nel quale essa si è realizzata, con l'ulteriore conseguenza che il titolare (o il licenziatario) del brevetto relativo al prodotto complesso non può invocare una (ulteriore) tutela esclusiva relativamente ad una singola parte del prodotto stesso non caratterizzato da un autonomo pregio estetico. (Nella specie, la sentenza impugnata aveva negato la brevettabilità di specifiche parti della carrozzeria e degli specchietti retrovisori di un modello di autovettura; la S.C., nel confermare la decisione, ha enunciato il principio di diritto che precede, aggiungendo che non potevano trarsi diverse conclusioni dal contenuto dalla direttiva europea del 13 ottobre 1998 sulla protezione giuridica dei modelli ornamentali).

Cassazione civile sez. I  03 gennaio 2001 n. 60  

 

 

Falsità

Il reato di falso punito dall'art. 473 c.p. è applicabile anche alla contraffazione o alterazione dei c.d. modelli ornamentali disciplinati dall'art. 2593 c.c., che sono indicativi della provenienza del prodotto dall'impresa che l'ha brevettato. In tal caso la contraffazione consiste nel dare al prodotto quella forma e quei colori particolari che possono indurre il pubblico ad identificarlo come proveniente da una certa impresa, anche contro le eventuali indicazioni dei marchi con i quali venga contrassegnato. Ed invero quando il modello contraffatto sia legittimamente contrassegnato anche da un marchio di provenienza, per la consumazione del reato è necessario che sia integralmente riprodotta per imitazione una forte capacità identificativa del modello, pur riconoscendosi autonoma rilevanza penale alla contraffazione del modello a norma dell'art. 473 comma 2 c.p. (Fattispecie relativa a modelli ornamentali di capi di abbigliamento).

Cassazione penale sez. V  22 giugno 1999

 



 
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