Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2608 codice civile: Organi preposti al consorzio

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



La responsabilità verso i consorziati di coloro che sono preposti al consorzio è regolata dalle norme sul mandato.

Commento

Consorzio: [v. 2602]; Mandato: [v. Libro IV, Titolo III, Capo IX].

 

Giurisprudenza annotata

Consorzi.

Il curatore del fallimento di un consorzio con attività esterna non è legittimato ad esercitare, nei confronti degli amministratori del medesimo consorzio, l'azione di responsabilità extracontrattuale per lesione dei diritti di credito, ai sensi dell'art. 2043 c.c., non trovando nel patrimonio del consorzio la titolarità di un'azione di responsabilità già spettante all'ente (dato che per l'art. 2608 c.c. gli amministratori rispondono verso i consorziati e non verso il consorzio), e non potendo invocare una norma speciale che gli attribuisca, sul modello dell'art. 2394 (ora 2394 bis) c.c., il potere di agire per conto dei creditori nei confronti di un soggetto diverso dal fallito, né potendo a tal fine giovarsi dell'art. 146 l. fall., perché la speciale disciplina del capo X l. fall. è circoscritta all'ipotesi di fallimento di società, onde sarebbe arbitrario riferirla anche alla diversa figura del consorzio.

Cassazione civile sez. I  03 giugno 2010 n. 13465  

 

Nel caso di un consorzio non avente struttura societaria, la previsione statutaria di un consiglio di amministrazione porta a ritenere che anche la nomina di una pluralità di liquidatori dia vita ad un consiglio funzionante allo stesso modo, nel rispetto della medesima divisione dei poteri; pertanto, nel caso di clausola statutaria che prevede l'attribuzione di tutti i poteri rappresentativi al presidente del c.d.a., la mancata elezione di questi da parte del consiglio di liquidazione porta alla conclusione che a ciascuno dei liquidatori spetta il potere rappresentativo.

Corte appello Trento  13 febbraio 2002

 

Con la modifica dell'art. 2602 c.c., introdotta dalla l. 10 maggio 1976 n. 377, e l'entrata in vigore della l. 21 maggio 1981 n. 240 - che hanno realizzato un ampliamento della causa storica del contratto di consorzio - specifiche fasi dell'attività dei consorziati vengono affidate ad una organizzazione autonoma, che, per la gestione che deve compiere, non può non avere rilevanza esterna. Pertanto, il consorzio, contrattando con i terzi, ex art. 2615 c.c., comma 2, e coerentemente ai principi di cui agli art. 2608 e 2609 c.c., opera quale mandatario dei consorziati, qualità nella quale è legittimato a compiere, ai sensi dell'art. 1710 c.c. atti interruttivi della prescrizione (nella specie, il consorzio aveva stipulato un'assicurazione per conto delle società consorziate).

Cassazione civile sez. I  26 luglio 1996 n. 6774  

 

Con la modifica dell'art. 2602 c.c., introdotta dalla l. 10 maggio 1976 n. 377, e l'entrata in vigore della l. 21 maggio 1981 n. 240 - che hanno realizzato un ampliamento della causa storica del contratto di consorzio - specifiche fasi dell'attività dei consorziati vengono affidate ad una organizzazione autonoma, che, per la gestione che deve compiere, non può non avere rilevanza esterna. Pertanto, il consorzio, contrattando con i terzi, ex art. 2615 c.c., comma 2, e coerentemente ai principi di cui agli art. 2608, 2609 c.c., opera quale mandatario dei consorziati, qualità nella quale è legittimato a compiere, ai sensi dell'art. 1710 c.c., atti interruttivi della prescrizione. (Nella specie, il consorzio aveva stipulato un'assicurazione per conto delle società consorziate).

Cassazione civile sez. I  26 luglio 1996 n. 6774

 

La mancanza del capitale minimo ed il richiamo alle regole del mandato nel rapporto tra amministratori e consorziati (ai sensi dell'art. 2608 c.c., senza il richiamo all'art. 2392 ss. c.c.), rendono inapplicabili ai consorzi le norme dettate in materia di società di capitali.

Tribunale Roma  22 maggio 1995

 

La mancanza del capitale minimo ed il richiamo alle regole del mandato nel rapporto tra amministratori e consorziati (ai sensi dell'art. 2608 c.c. senza il richiamo agli art. 2392 ss. c.c.), rendono inapplicabile ai consorzi le norme dettate in materia di società di capitali.

Tribunale Roma  22 maggio 1995



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