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Art. 2611 codice civile: Cause di scioglimento

Il contratto di consorzio si scioglie:

1) per il decorso del tempo stabilito per la sua durata;

2) per il conseguimento dell’oggetto o per l’impossibilità di conseguirlo;

3) per volontà unanime dei consorziati;

4) per deliberazione dei consorziati, presa a norma dell’art. 2606, se sussiste una giusta causa;

5) per provvedimento dell’autorità governativa, nei casi ammessi dalla legge;

6) per le altre cause previste nel contratto (1) (2).


Commento

Consorzio: [v. 2602].

 

(1) Accanto alle cause di scioglimento previste dalla norma è possibile individuarne altre ricorrendo ai principi generali (es.: il venir meno della pluralità di soci).

 

(2) L’intervento di una causa di scioglimento non comporta automaticamente l’estinzione del consorzio in quanto ad essa segue una fase avente lo scopo di definire i rapporti pendenti (fase di liquidazione).


Giurisprudenza annotata

Consorzi.

La riduzione ad un unico soggetto consorziato non è prevista dall'art. 2611 cod. civ. tra le cause di scioglimento del consorzio e non comporta, pertanto, l'estinzione del medesimo, evento che può essere determinato solo dall'effettiva liquidazione di tutti i rapporti giuridici pendenti e dalla definizione di tutte le controversie giudiziarie in corso. Rigetta, App. Roma, 11/05/2006

Cassazione civile sez. I  13 marzo 2013 n. 6214

 

Decorso il termine, pattizio o legale, di durata del consorzio ex art. 2602 e seguenti c.c. (causa di scioglimento dell'ente ai sensi dell'art. 2611 c.c.), costituisce preciso dovere degli organi amministrativi e di controllo non procrastinare lo scioglimento del contratto sociale e di conseguenza ogni attività, dovendo viceversa i medesimi attivarsi onde porre formalmente in liquidazione il consorzio ovvero deliberarne la proroga.

Tribunale Torino  31 luglio 2003

 

 

Giurisdizione civile

Nel caso in cui sia richiesto lo scioglimento di un Consorzio ai fini della stipula di una successiva convenzione, e non la sua trasformazione, per giusta causa, ex art. 2611, n. 4, c.c., come espressamente previsto dalla convenzione istitutiva, si verte sulla corretta applicazione di una specifica norma della convenzione e di una correlata disposizione del codice civile e tanto esclude la configurabilità di una posizione di interesse legittimo da parte del comune interessato a fronte del diniego opposto dall'assemblea del Consorzio, essendo, più correttamente, configurabile un suo diritto soggettivo ad ottenere l'adempimento di un obbligo contrattualmente assunto dagli aderenti al Consorzio. Su tale domanda di annullamento e di accertamento del diritto allo scioglimento del Consorzio sussiste, dunque, il difetto di giurisdizione del Tribunale amministrativo.

T.A.R. Ancona (Marche) sez. I  30 giugno 2006 n. 506  



 
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