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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2613 codice civile: Rappresentanza in giudizio

I consorzi possono essere convenuti in giudizio in persona di coloro ai quali il contratto attribuisce la presidenza o la direzione, anche se la rappresentanza è attribuita ad altre persone.


Commento

Consorzio: [v. 2602].

 

La norma intende favorire i terzi, individuando gli organi consortili che possono resistere in giudizio, in qualità di convenuti. Tale legittimazione processuale passiva di presidenti e direttori sussiste in ogni caso, anche se il contratto disponga diversamente.

 

 


Giurisprudenza annotata

Fallimento

I consorzi con attività esterna, svolgendo attività ausiliaria per conto delle imprese consorziate, costituiscono, nei confronti dei terzi, autonomi centri di imputazione di rapporti giuridici e di responsabilità e, pertanto, attesa la disciplina specificamente dettata dal codice civile, che attiene al sistema di pubblicità legale relativo alla struttura organizzativa (art. 2612), alla rappresentanza in giudizio (art. 2613), al fondo comune (art. 2614) e, soprattutto, alla responsabilità nei confronti dei terzi (art. 2615), nonché il processo di assimilazione alle società per azioni, evincibile dalla parziale estensione della disciplina di dette società (art. 2615 bis, aggiunto dall'art. 4 della legge 10 maggio 1976, n. 377), partecipano della stessa natura degli imprenditori commerciali consorziati e sono assoggettabili a fallimento ai sensi dell'art. 1 legge fall. Rigetta, App. Catanzaro, 07/04/2011

Cassazione civile sez. I  16 dicembre 2013 n. 28015  

 

 

Consorzi.

In materia di consorzi, anche se la legge non precisa esattamente quali siano gli organi di tali enti, dal complesso delle disposizioni dettate dagli art. 2603, comma 2 n. 4, 2612, comma 2 n. 4, e 2613 c.c. deriva che detta qualifica, mentre spetta senz'altro a coloro i quali hanno la direzione dei consorzi, non può essere esclusa in capo ad altri soggetti cui sia conferito un incarico diverso, con conseguente idoneità dell'attività di tali soggetti a far sorgere la responsabilità solidale a carico dei consorziati ex art. 2615, comma 2 c.c.

Cassazione civile sez. II  27 novembre 1986 n. 6993  

 

 

Impugnazioni

Con riguardo alla sentenza resa nei confronti di un consorzio con attività esterna, in persona del suo rappresentante, deve escludersi che i singoli consorziati, estranei al relativo giudizio, possano proporre impugnazione, indipendentemente dalla natura della controversia e dalla sua incidenza sui loro interessi (nella specie, la sentenza aveva accolto la domanda di nullità di una deliberazione assembleare), considerando che il consorzio medesimo integra un centro autonomo di rapporti giuridici, e, pertanto, assume la qualità di parte in causa come soggetto distinto dai consorziati, non come sostituto processuale degli stessi.

Cassazione civile sez. I  26 gennaio 1989 n. 441  



 
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