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Art. 2615 codice civile: Responsabilità verso i terzi

Per le obbligazioni assunte in nome del consorzio dalle persone che ne hanno la rappresentanza, i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo consortile (1).

Per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati rispondono questi ultimi solidalmente col fondo consortile. In caso d’insolvenza nei rapporti tra i consorziati il debito dell’insolvente si ripartisce tra tutti in proporzione delle quote (2).


Commento

Obbligazione: [v. Libro IV, Titolo I]; Consorzio: [v. 2602]; Rappresentanza: [v. Libro IV, Titolo II, Capo VI]; Fondo consortile: [v. 2614]; Solidarietà: [v. 1292].

 

(1) Le obbligazioni di cui al comma 1 sono, per esempio, quelle relative alle spese degli uffici o degli impianti del consorzio.

 

(2) Per le obbligazioni di cui al comma 2 la responsabilità del fondo consortile ha, quindi, funzione di garanzia. Pertanto, il consorzio, se adempie nei confronti dei terzi, potrà poi esercitare azione di rivalsa per l’intero contro il consorziato interessato e, qualora questi sia insolvente, azione di rivalsa pro quota verso gli altri consorziati.


Giurisprudenza annotata

Fallimento

I consorzi con attività esterna, svolgendo attività ausiliaria per conto delle imprese consorziate, costituiscono, nei confronti dei terzi, autonomi centri di imputazione di rapporti giuridici e di responsabilità e, pertanto, attesa la disciplina specificamente dettata dal codice civile, che attiene al sistema di pubblicità legale relativo alla struttura organizzativa (art. 2612), alla rappresentanza in giudizio (art. 2613), al fondo comune (art. 2614) e, soprattutto, alla responsabilità nei confronti dei terzi (art. 2615), nonché il processo di assimilazione alle società per azioni, evincibile dalla parziale estensione della disciplina di dette società (art. 2615 bis, aggiunto dall'art. 4 della legge 10 maggio 1976, n. 377), partecipano della stessa natura degli imprenditori commerciali consorziati e sono assoggettabili a fallimento ai sensi dell'art. 1 legge fall. Rigetta, App. Catanzaro, 07/04/2011

Cassazione civile sez. I  16 dicembre 2013 n. 28015  

 

Le società costituite nelle forme previste dal codice civile ed aventi ad oggetto un'attività commerciale sono assoggettabili a fallimento, indipendentemente dall'effettivo esercizio di una siffatta attività, in quanto esse acquistano la qualità di imprenditore commerciale dal momento della loro costituzione, non dall'inizio del concreto esercizio dell'attività d'impresa, al contrario di quanto avviene per l'imprenditore commerciale individuale. Sicché, mentre quest'ultimo è identificato dall'esercizio effettivo dell'attività, relativamente alle società commerciali è lo statuto a compiere tale identificazione, realizzandosi l'assunzione della qualità in un momento anteriore a quello in cui è possibile, per l'impresa non collettiva, stabilire che la persona fisica abbia scelto, tra i molteplici fini potenzialmente raggiungibili, quello connesso alla dimensione imprenditoriale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva attribuito la qualità di imprenditore commerciale ad un consorzio con attività esterna, costituito in forma di società, il cui statuto prevedeva l'esecuzione, con autonoma organizzazione di mezzi e per conto delle imprese consorziate, di attività di lavori edili, di trasporto, nonché di servizi amministrativi e contabili, con divisione degli utili tra i soci; e ciò senza compiere alcuna verifica sull'effettivo svolgimento delle attività statutariamente previste). Rigetta, App. Catanzaro, 07/04/2011

Cassazione civile sez. I  16 dicembre 2013 n. 28015  

 

 

Consorzi.

Nelle società consortili, anche se costituite sotto forma di società di capitali, è valida la clausola statutaria che obbliga i soci ad effettuare versamenti annuali a ripianamento delle perdite di gestione, in proporzione della quota di partecipazione.

Tribunale Roma sez. III  20 giugno 2011 n. 13198  

 

Ad una società consortile costituita ai sensi dell'art. 2615 ter c.c. devono essere applicate le norme valide per le associazioni temporanee di imprese o i consorzi ordinari di concorrenti le quali impongono la specificazione della composizione dell'associazione imprenditoriale anche ai fini della verifica di eventuali candidature incompatibili.

T.A.R. Bari (Puglia) sez. I  06 aprile 2010 n. 1277  

 

Il consorzio con attività esterna è responsabile nei confronti dei terzi dei danni a questi ultimi causati dalle imprese consorziate nello svolgimento di attività costituenti adempimento di un contratto stipulato direttamente dal consorzio.

Cassazione civile sez. III  03 luglio 2008 n. 18235  

 



 
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