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Art. 262 codice civile: Cognome del figlio nato fuori del matrimonio

Il figlio (naturale) (1) (2) assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto. Se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori il figlio (naturale) (2) assume il cognome del padre.

Se la filiazione nei confronti del padre é stata accertata o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte della madre, il figlio può assumere il cognome del padre aggiungendolo, anteponendolo o sostituendolo a quello della madre (3).

Se la filiazione nei confronti del genitore é stata accertata o riconosciuta successivamente all’attribuzione del cognome da parte dell’ufficiale dello stato civile, si applica il primo e il secondo comma del presente articolo; il figlio può mantenere il cognome precedentemente attribuitogli, ove tale cognome sia divenuto autonomo segno della sua identità personale, aggiungendolo, anteponendolo o sostituendolo al cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto o al cognome dei genitori in caso di riconoscimento da parte di entrambi (4).

Nel caso di minore età del figlio, il giudice decide circa l’assunzione del cognome del genitore, previo ascolto del figlio minore, che abbia compiuto gli anni dodici e anche di eta’ inferiore ove capace di discernimento (5).

 


Commento

Riconoscimento: [v. 250]; Ascolto (del minore): [v. 336bis].

 

(1) Art. sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (Riforma del diritto di famiglia) (art. 111).

 

(2) La parola in parentesi quadra è stata soppressa ex art. 27, c. 1, lett. b), d.lgs. 154/2013 cit.

 

(3) Comma così sostituito ex art. 27, c. 1, lett. c), d.lgs. 154/2013 cit.

 

(4) Comma aggiunto ex art. 27, c. 1, lett. d), d.lgs. 154/2013 cit.

 

(5) Le parole da «l’assunzione» a «discernimento» hanno sostituito le precedenti «l’assunzione del cognome del padre» ex art. 27, c. 1, lett. e), d.lgs. 154/2013 cit.

 

Le riforme in materia di famiglia e di filiazione hanno progressivamente introdotto una disciplina più articolata del cognome dei figli, più rispettosa del ruolo materno, che tiene conto della necessità di mantenere, qualora l’interessato abbia assunto prima il cognome della madre, l’identità ormai consolidatasi.

 


Giurisprudenza annotata

Filiazione

Ai sensi dell'art. 262 c.c. nel caso in cui la filiazione nei confronti del padre sia stata riconosciuta successivamente e quindi in un secondo momento rispetto alla madre, il figlio, al fine di avere una maggiore tutela della sua identità personale, in relazione all'ambiente familiare e sociale di vita, può assumere il cognome del padre, aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre.

Cassazione civile sez. VI  28 gennaio 2014 n. 1808  

 

In tema di attribuzione giudiziale del cognome al figlio naturale riconosciuto non contestualmente dai genitori, la scelta del giudice non può essere condizionata dal "favor" per il patronimico, dovendo invece prevalere l'interesse del minore.

Cassazione civile sez. VI  27 giugno 2013 n. 16271  

 

In tema di assunzione del cognome del figlio naturale, va escluso ogni automatismo nell'assunzione del cognome paterno. Questo è privilegiato soltanto, ai sensi dell'art. 262 c.c., ove il riconoscimento sia effettuato contemporaneamente dai genitori, ciò che non si è, nella specie, verificato, avendo il padre riconosciuto la minore solo dopo alcuni mesi dalla nascita.

Cassazione civile sez. VI  05 giugno 2013 n. 14232  

 

In tema di attribuzione giudiziale del cognome al figlio naturale, riconosciuto non contestualmente dai genitori il giudice è investito del potere-dovere, di decidere su ognuna delle possibilità previste dall' art. 262 comma 2 e 3 c.c., avendo riguardo, quale criterio di riferimento, unicamente all'interesse del minore, ed escludendo qualsiasi automaticità, nonché, in particolare, l'esigenza di equiparare sempre e comunque l'attribuzione del cognome del figlio naturale a quella del figlio nato nel matrimonio (nella specie, la Corte ha ritenuto corretto che ad un minore, che fino ad allora aveva sempre vissuto con la madre, fosse aggiunto il cognome del padre a quello della madre, in modo da garantire, anche in prospettiva, la tutela della sua identità personale, in relazione all'instaurato ambiente familiare e sociale di vita).

Cassazione civile sez. I  15 dicembre 2011 n. 27069  

 

In tema di attribuzione giudiziale del cognome al figlio naturale riconosciuto non contestualmente dai genitori, il giudice è investito dall'art. 262, commi 2 e 3, c.c. del potere-dovere di decidere su ognuna delle possibilità previste da detta disposizione avendo riguardo, quale criterio di riferimento, unicamente all'interesse del minore e con esclusione di qualsiasi automaticità, che non riguarda né la prima attribuzione (essendo inconfigurabile una regola di prevalenza del criterio del prior in tempore), né il patronimico (per il quale parimenti non sussiste alcun favor in sé). (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione impugnata, che aveva ritenuto di sostituire il patronimico al cognome materno per primo attribuito, in considerazione dell'inesistente attitudine identificatrice di quel cognome, data la tenera età del minore, della implausibilità sociale del doppio cognome, e della sua irrilevanza ai fini di un rafforzamento del preteso legame con altri figli minori della stessa madre, recanti però un cognome paterno diverso, e, dunque, configurandosi una maggiore plausibilità sociale del solo patronimico, trattandosi di scelta oggettivamente integrativa di un fattore di normalità).

Cassazione civile sez. I  03 febbraio 2011 n. 2644  

 



 
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