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Art. 2632 codice civile: Formazione fittizia del capitale

Gli amministratori e i soci conferenti (1) che, anche in parte, formano od aumentano fittiziamente il capitale sociale mediante (2) attribuzioni di azioni o quote in misura complessivamente superiore all’ammontare del capitale sociale, sottoscrizione reciproca di azioni o quote, sopravvalutazione rilevante dei conferimenti di beni in natura o di crediti ovvero del patrimonio della società nel caso di trasformazione, sono puniti con la reclusione fino ad un anno.


Commento

Amministratori: [v. 2621]; Sottoscrizione reciproca di azioni: [v. 2360]; Conferimenti: [v. 2247].

 

(1) Soggetti attivi del delitto, insieme agli amministratori, sono i soci conferenti; trattasi, dunque, di reato proprio.

 

(2) Le modalità dell’illecito sono indicate dallo stesso legislatore: attribuzioni di azioni o quote in misura complessivamente superiore all’ammontare del capitale sociale; sottoscrizione reciproca; sopravvalutazione rilevante. Solo in presenza di queste condotte il fatto assume rilevanza penale; si tratta, perciò, di un delitto a forma vincolata.

 

La norma intende colpire unitariamente le condotte che intaccano l’integrità del capitale sociale, nelle fasi della formazione e dell’aumento, ed è posta a tutela dei creditori.


Giurisprudenza annotata

Violazioni degli obblighi incombenti ai sindaci

Configura il reato di cui all'art. 2632 comma 1 n. 2 c.c., la condotta omissiva del sindaco (conseguente all'omissione dell'amministratore) consistente nella mancata convocazione dell'assemblea di una società cooperativa a r.l., allorquando le perdite cagionino la riduzione del capitale di oltre un terzo.

Cassazione penale sez. V  20 marzo 1998 n. 1752  

 

Non costituisce violazione di obblighi incombenti ai sindaci ex art. 2632 c.c. la mancata convocazione dell'assemblea a seguito di omissione da parte degli amministratori, qualora si tratti di società la cui attività sia cessata da anni, durante i quali non sia stato più compiuto alcun atto nè alcun adempimento formale obbligatorio.

Pretura Pordenone  14 marzo 1998

 

L'obbligo di convocazione dell'assemblea da parte dei sindaci, in caso di inerzia degli amministratori, sorge nel momento in cui i sindaci siano venuti a conoscenza delle perdite (nella specie superiore del doppio rispetto al patrimonio netto). Non è rilevante l'intenzione di rinviare la convocazione di cui all'art. 2446 c.c. nella speranza di futuri guadagni derivanti dalla futura cessione del cespite o dalla futura copertura della perdita. È configurabile anche per l'art. 2632 n. 2 c.c. l'aggravante del danno di rilevante gravità di cui all'art. 61 n. 7 c.p.

Tribunale Milano  06 febbraio 1988

 

Anche ai fini delle responsabilità penali, discendenti dall'art. 2632 c.c. i sindaci di una società di capitali debbono considerarsi in carica fino alla nomina da parte dell'assemblea di un nuovo collegio sindacale, anche dopo il decorso del triennio previsto dall'art. 2400 c.c. Il triennio si conclude con l'approvazione del bilancio del terzo anno dalla nomina (triennio economico). La "prorogatio" non si applica, neanche ai fini penali, al sindaco supplente.

Pretura Milano  15 febbraio 1978



 
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