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Art. 2639 codice civile: Estensione delle qualifiche soggettive

Per i reati previsti dal presente titolo al soggetto formalmente investito della qualifica o titolare della funzione prevista dalla legge civile è equiparato sia chi è tenuto a svolgere la stessa funzione, diversamente qualificata, sia chi esercita in modo continuativo e significativo i poteri tipici inerenti alla qualifica o alla funzione.

Fuori dei casi di applicazione delle norme riguardanti i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, le disposizioni sanzionatorie relative agli amministratori si applicano anche a coloro che sono legalmente incaricati dall’autorità giudiziaria o dall’autorità pubblica di vigilanza di amministrare la società o i beni dalla stessa posseduti o gestiti per conto di terzi (1).


Commento

(1) Il secondo comma della norma estende, in via generale, la punibilità anche a coloro che sono legalmente incaricati dall’autorità giudiziaria o dall’autorità di pubblica vigilanza di amministrare la società, ferma restando la più grave disciplina dei delitti dei pubblici ufficiali.

 

In ossequio ai principi ispiratori della riforma, il d.lgs. 61/2002, con un unico articolo, prevede l’estensione delle qualifiche soggettive e, di conseguenza, della disciplina sanzionatoria; fra i soggetti perseguibili sono compresi l’amministratore giudiziario e il commissario governativo, espressamente indicati nei corrispondenti artt. 2636-2639, ante riforma.


Giurisprudenza annotata

Pubblica amministrazione

L'art. 38, comma 1, lett. c), d.lg. 12 aprile 2006 n. 163 - che collega la causa di esclusione dalla gara per mancanza dei requisiti di moralità e di affidabilità, nelle ipotesi esemplificate nella disposizione medesima, agli "amministratori muniti del potere di rappresentanza" oltreché al "direttore tecnico" - si interpreta nel senso che le dichiarazioni dalla stessa norma previste devono essere rese anche dal procuratore speciale (id est ad negotia) se lo stesso, per i poteri conferitigli, finisce con il rientrare nella figura cui si richiama il cit. art. 38, comma 1, lett. c), d.lg. n. 163 del 2006, poiché da un lato si connota come amministratore di fatto ai sensi dell'art. 2639, comma 1, c.c. e, d'altro lato, in forza della procura rilasciatagli, assomma in sé anche il ruolo di rappresentante della società, sia pure eventualmente solo per una serie determinata di atti. (ConfermaTarPuglia, Bari, sez. I, n. 1244 del 2011).

Consiglio di Stato sez. V  28 luglio 2014 n. 3998  

 

Nelle gare pubbliche il procuratore speciale finisce col rientrare a pieno titolo nella figura di amministratore alla quale si richiama l'art. 38 comma 1 lett. c), d.lg. 12 aprile 2006 n. 163, poiché da un lato si connota come amministratore di fatto ai sensi dell'art. 2639 comma 1, c.c. e, d'altro lato, in forza della procura rilasciatagli, assomma in sé anche il ruolo di rappresentante della società, sia pure eventualmente solo per una serie determinata di atti; detta conclusione non è in contrasto nemmeno con l'art. 45, direttiva Ce 2004/18, il quale anzi, facendo riferimento a “qualsiasi persona” che “eserciti il potere di rappresentanza, di decisione o di controllo” dell'impresa, sembra mirare, conformemente del resto all'orientamento generale del diritto dell'Unione, ad una interpretazione sostanzialista della figura. (Conferma Tar Lombardia, Milano, sez. IV, n. 183 del 2013).

Consiglio di Stato sez. V  27 maggio 2014 n. 2715  

 

Nello statuto societario, il conferimento a soggetti con la qualifica di procuratore di poteri disgiunti di rappresentanza legale della società durante le sedute di gara e, avvenuta l'aggiudicazione, di conclusione con la stazione appaltante dei contratti definitivi rende evidente che costoro, nell'esercizio della loro attività, si connotano come amministratori di fatto ai sensi dell'art. 2639 comma 1, c.c. e, in forza della procura loro rilasciata, assommano in sé anche il ruolo di rappresentante della società, sia pure eventualmente solo per una serie determinata di atti, con il conseguente obbligo per la società partecipante di provvedere anche per essi alle dichiarazioni richieste, a pena di esclusione, dall'art. 38, d.lg. 12 aprile 2006 n. 163.

T.A.R. Perugia (Umbria) sez. I  27 febbraio 2014 n. 133  

 

Le dichiarazioni previste dall'art. 38, d.lg. n. 163 del 2006 devono essere rese anche dal procuratore ad negotia se lo stesso, per i poteri conferitigli, finisce con il rientrare nella figura cui si richiama l'art. 38 comma 1, lett. c), d.lg. n. 163 del 2006, poiché da un lato si connota come amministratore di fatto ai sensi dell'art. 2639 comma 1, c.c. e, dall'altro lato, in forza della procura rilasciatagli, assomma in sé anche il ruolo di rappresentante della società, sia pure eventualmente solo per una serie determinata di atti.

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. III  05 febbraio 2014 n. 380  

 

Al fine della delimitazione dell'ambito di operatività dell'art. 38 comma 1 lett. c) d.lg. n. 163 del 2006, occorre considerare che l'assetto organizzativo delle imprese conosce figure di procuratori muniti di poteri decisionali di peculiare ampiezza e riferiti ad una pluralità di oggetti che per sommatoria, possono configurarsi omologhi, se non di spessore superiore, a quelli che lo statuto assegna agli amministratori. Ne discende che in tal caso il procuratore speciale finisce col rientrare a pieno titolo nella figura cui si richiama tale disposizione, poiché da un lato si connota come amministratore di fatto ai sensi dell'art. 2639 comma 1 c.c. e, d'altro lato, in forza della procura rilasciatagli, assomma in sé anche il ruolo di rappresentante della società, sia pure eventualmente solo per una serie determinata di atti. Riforma T.A.R. Campania, n. 2888 del 2012

Consiglio di Stato ad. plen.  16 ottobre 2013 n. 23  

 

Il procuratore speciale rientra a pieno titolo nella figura cui si richiama l'art. 38, comma 1, lett. c), d.lg. n. 163 del 2006, poiché da un lato si connota come amministratore di fatto ai sensi dell'art. 2639, comma 1, c.c. e, d'altro lato, in forza della procura rilasciatagli, assomma in sé anche il ruolo di rappresentante della società, sia pure eventualmente solo per una serie determinata di atti.

Consiglio di Stato ad. plen.  16 ottobre 2013 n. 23  

 

L'art. 38 comma 1 lett. c) d.lg. 12 aprile 2006 n. 163 - che collega la causa di esclusione dalla gara per mancanza dei requisiti di moralità e di affidabilità, nelle ipotesi esemplificate nella disposizione medesima, agli "amministratori muniti del potere di rappresentanza" oltreché al "direttore tecnico" - si interpreta nel senso che le dichiarazioni dalla stessa norma previste devono essere rese anche dal procuratore ad negotia se lo stesso, per i poteri conferitigli, finisce con il rientrare nella figura cui si richiama l'art. 38 comma 1 lett. c) d.lg. n. 163 del 2006, poiché da un lato si connota come amministratore di fatto ai sensi dell'art. 2639 comma 1 c.c. e, d'altro lato, in forza della procura rilasciatagli, assomma in sé anche il ruolo di rappresentante della società, sia pure eventualmente solo per una serie determinata di atti.

Consiglio di Stato ad. plen.  16 ottobre 2013 n. 23  

 

 

Società

Per l'amministratore di fatto vale il principio della assoluta equiparazione alla figura dell'amministratore di diritto quanto a doveri; pertanto, l'amministratore "di fatto", in base alla disciplina dettata dall'art. 2639 c.c., è da ritenere gravato dell'intera gamma dei doveri cui è soggetto l'amministratore "di diritto", per cui, ove concorrano le altre condizioni di ordine oggettivo e soggettivo, egli assume la penale responsabilità per tutti i comportamenti penalmente rilevanti a lui addebitabili, anche nel caso di colpevole e consapevole inerzia a fronte di tali comportamenti, in applicazione della regola dettata dall'articolo 40, comma 2 c.p..

Cassazione penale sez. V  16 ottobre 2012 n. 45007  

 



 
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