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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2643 codice civile: Atti soggetti a trascrizione

Si devono rendere pubblici col mezzo della trascrizione:

1) i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili;

2) i contratti che costituiscono, trasferiscono o modificano il diritto di usufrutto su beni immobili, il diritto di superficie , i diritti del concedente e dell’enfiteuta;

2-bis) i contratti che trasferiscono, costituiscono o modificano i diritti edificatori comunque denominati, previsti da normative statali o regionali, ovvero da strumenti di pianificazione territoriale (1);

3) i contratti che costituiscono la comunione dei diritti menzionati nei numeri precedenti;

4) i contratti che costituiscono o modificano servitù prediali , il diritto di uso sopra beni immobili, il diritto di abitazione;

5) gli atti tra vivi di rinunzia ai diritti menzionati nei numeri precedenti;

6) i provvedimenti con i quali nell’esecuzione forzata si trasferiscono la proprietà di beni immobili o altri diritti reali immobiliari, eccettuato il caso di vendita seguita nel processo di liberazione degli immobili dalle ipoteche a favore del terzo acquirente;

7) gli atti e le sentenze di affrancazione del fondo enfiteutico.

8) i contratti di locazione dei beni immobili che hanno durata superiore a nove anni;

9) gli atti e le sentenze da cui risulta liberazione o cessione di pigioni o di fitti non ancora scaduti, per un termine maggiore di tre anni;

10) i contratti di società e di associazione con i quali si conferisce il godimento di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari, quando la durata della società o dell’associazione eccede i nove anni o è indeterminata;

11) gli atti di costituzione dei consorzi che hanno l’effetto indicato dal numero precedente;

12) i contratti di anticresi;

12-bis) gli accordi di mediazione che accertano l’usucapione con la sottoscrizione del processo verbale autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato (2);

13) le transazioni che hanno per oggetto controversie sui diritti menzionati nei numeri precedenti;

14) le sentenze che operano la costituzione, il trasferimento o la modificazione di uno dei diritti menzionati nei numeri precedenti.


Commento

Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I]; Bene immobile: [v. 812]; Usufrutto: [v. 978]; Superficie: [v. Libro III, Titolo III]; Enfiteusi: [v. Libro III, Titolo IV]; Comunione: [v. Libro III, Titolo VII]; Servitù (prediale): [v. 1027]; Uso: [v. 1021]; Abitazione: [v. 1022]; Rinunzia: [v. 2937]; Esecuzione forzata: [v. Libro VI, Titolo IV, Capo II]; Locazione: [v. 1571]; Sentenza: [v. 2651]; Società: [v. Libro V, Titolo V]; Associazione: [v. 14]; Consorzi: [v. 2602]; Anticresi: [v. 1960]; Usucapione: [1422]; Transazione: [v. 1965].

 

(1) La disposizione del n. 2bis) è stata inserita ex art. 5, c. 3, d.l. 13-5-2011, n. 70, conv. in l. 12-7-2011, n. 106 (Disposizioni urgenti per l’economia), per garantire certezza nella circolazione dei diritti edificatori nel quadro di un più ampio processo di liberalizzazione e semplificazione della disciplina delle costruzioni private, previsto dallo stesso decreto con la modifica di varie norme urbanistiche.

 

(2) Numero inserito ex art. 84bis, d.l. 21-6-2013, n. 69, conv. in l. 9-8-2013, n. 98 (cd. decreto Fare). La norma ha risolto il problema della trascrivibilità degli accordi di mediazione in materia di usucapione.

 

L’art. 2643 prevede la trascrizione di un ampio numero di atti aventi ad oggetto beni immobili al fine di garantire l’acquirente. Assolve alla stessa funzione svolta dal possesso di buona fede nell’ipotesi prevista dall’art. 1155, rendendo inattaccabile l’acquisto nei confronti di terzi aventi causa dal medesimo autore

 

 


Giurisprudenza annotata

Trascrizione

In tema di trascrizione, ai fini dell'opponibilità di un atto ai terzi, è privo di decisività il contenuto della nota che attribuisca ad una parte il diritto di sopraelevare una porzione dell'edificio comune e ad un'altra il diritto di acquistare la proprietà del lastrico di copertura risultante da tale costruzione, trattandosi di diritti che possono coesistere nella loro pienezza, in quanto non si limitano reciprocamente in alcun modo, sicché non occorre dirimere, in base al criterio della priorità, alcun contrasto fra atti che abbiano dato luogo a situazioni giuridiche fra loro incompatibili. Rigetta, Corte Appello Napoli, 07/09/2007

Cassazione civile sez. II  15 settembre 2014 n. 19405  

 

La trascrizione della donazione modale non fa acquisire all'onere carattere reale, atteso il principio di tipicità dei diritti reali e la riconduzione della donazione modale nell'ambito dei rapporti obbligatori. Cassa con rinvio, App. L'Aquila, 22/08/2007

Cassazione civile sez. II  09 giugno 2014 n. 12959

 

Nell'espropriazione immobiliare, spetta al giudice dell'esecuzione verificare d'ufficio la titolarità, in capo al debitore esecutato, del diritto reale pignorato sul bene immobile, mediante l'esame della documentazione depositata dal creditore procedente, ovvero integrata per ordine dello stesso giudice ai sensi dell'art. 567 cod. proc. civ., dalla quale deve risultare la trascrizione di un titolo di acquisto in suo favore. Rigetta, Trib. Terni, 03/11/2009

Cassazione civile sez. III  26 maggio 2014 n. 11638

 

Nell'ipotesi di conflitto tra un acquisto a domino ed un acquisto a non domino dello stesso bene, non opera l'istituto della trascrizione, la cui funzione legale - esclusa ogni efficacia sanante i vizi da cui fosse eventualmente affetto l'atto negoziale trascritto - è solo quella di risolvere il conflitto tra soggetti che abbiano acquistato lo stesso diritto, con distinti atti, dal medesimo titolare.

Cassazione civile sez. II  09 maggio 2013 n. 10989  

 

Le trascrizioni illegittime sono quelle eseguite al di fuori dei casi tassativamente contemplati dalla legge che, pur non essendo improduttive di effetti giuridici, possono determinare un grave ed irreparabile stato di incertezza o di dubbio, e concreto pregiudizio, per il soggetto contro il quale la trascrizione viene eseguita.

Tribunale Sulmona  19 marzo 2013

 

Il verbale di conciliazione contenente l’accertamento dell’avvenuta usucapione è inidoneo alla trascrizione poiché, in base all’art. 11 D.Lgs n. 28/2010, possono essere trascritti solo gli atti e i contratti previsti dall’art. 2643 c.c. laddove il verbale di conciliazione accertativo dell’usucapione, non realizzando alcun effetto costitutivo, traslativo o modificativo ma assumendo il valore di mero accertamento, non è in alcun modo riconducibile all’ambito applicativo dell’art. 2643 c.c.

Tribunale Catania sez. I  01 marzo 2012

 

L'accordo amichevole raggiunto nel procedimento di mediazione avente a oggetto l'accertamento dell'intervenuta usucapione, stante la sua natura di negozio di mero accertamento, non costituisce - nel vigente sistema di diritto privato - titolo idoneo alla trascrizione. In materia di mediazione obbligatoria, il verbale di conciliazione contenente l'accertamento della intervenuta usucapione è inidoneo alla trascrizione poiché, in base all'art. 11, comma 3, d.lg. 28/2010, possono essere trascritti solo gli atti e i contratti previsti dall'art. 2643 c.c. laddove il verbale di conciliazione accertativo dell'usucapione, non realizzando alcun effetto costitutivo, traslativo o modificativo ma assumendo il valore di negozio di mero accertamento, non è in alcun modo riconducibile all'ambito applicativo dell'art. 2643 c.c. La trascrivibilità del verbale di accordo amichevole contenente l'accertamento dell'intervenuta usucapione non può nemmeno ammettersi per il tramite dell'art. 2651 c.c., dal momento che tale norma prevede la trascrizione solo della sentenza accertativa dell'usucapione.

Tribunale Catania sez. I  24 febbraio 2012

 

Il verbale di conciliazione giudiziale avente a oggetto l'accertamento dell'intervenuta usucapione del diritto di proprietà non si risolve in uno degli accordi di cui all'art. 2643 c.c., perché non realizza un effetto modificativo, estintivo o costitutivo, ma assume al contrario il valore di un mero negozio di accertamento, con efficacia dichiarativa e retroattiva, finalizzato a rimuovere l'incertezza, mediante la fissazione del contenuto della situazione giuridica preesistente. Negozio di accertamento in relazione al quale nessuna forma di pubblicità legale è prevista. Pertanto, il verbale di conciliazione in esame, non essendo riconducibile a una delle ipotesi di cui alla disposizione normativa di cui all'art. 2643 c.c., non può in forza di detta norma essere trascritto.

Tribunale Roma sez. V  08 febbraio 2012

 

Quando l'accordo di mediazione riguarda l'accertamento dell'intervenuta usucapione, questo avrà a oggetto il diritto reale, ma non il fatto attributivo di esso, ossia l'avvenuta usucapione. La parte che si vedrà trasferito il bene lo acquisterà a titolo derivativo in quanto lo strumento utilizzato per la traslazione è il verbale di mediazione e non a titolo originario come invece nel caso di accertata usucapione mediante sentenza. Pertanto l'accordo di mediazione con cui si attribuisce un diritto reale è trascrivibile, non ai sensi dell'art. 2651 c.c., bensì ai sensi dell'art. 2643 n. 13, c.c. in relazione all'art. 11 d.lg. 4 marzo 2010 n. 28, perché in esso non vi è altro che una transazione.

Tribunale Como  02 febbraio 2012

 

Il verbale di conciliazione (seppur omologato come nel caso di specie) avente a oggetto l'acquisto di un immobile mediante usucapione, non può essere trascritto nei registri immobiliari in quanto non riconducibile a una delle ipotesi normative previste dagli atti soggetti a trascrizione. E infatti se è pur vero che l'istituto dell'usucapione rientra tra le materie per le quali è prevista la mediazione obbligatoria, è evidente che il verbale di conciliazione avente a oggetto l'accertamento dell'intervenuta usucapione del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento, non si risolve in uno degli accordi previsti dall'art. 2643 c.c., perché non realizza un effetto modificativo, estintivo, o costitutivo ma assume al contrario il valore di un mero negozio di accertamento, con efficacia dichiarativa e retroattiva, finalizzato a rimuovere l'incertezza, mediante la fissazione del contenuto della situazione giuridica preesistente.

Tribunale Roma sez. V  22 luglio 2011

 

Il verbale di conciliazione (seppur omologato come nel caso di specie) avente a oggetto l'acquisto di un immobile mediante usucapione, non può essere trascritto nei registri immobiliari in quanto non riconducibile a una delle ipotesi normative previste dagli atti soggetti a trascrizione. E infatti se è pur vero che l'istituto dell'usucapione rientra tra le materie per le quali è prevista la mediazione obbligatoria, è evidente che il verbale di conciliazione avente a oggetto l'accertamento dell'intervenuta usucapione del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento, non si risolve in uno degli accordi previsti dall'art. 2643 c.c., perché non realizza un effetto modificativo, estintivo, o costitutivo, ma assume al contrario il valore di un mero negozio di accertamento, con efficacia dichiarativa e retroattiva, finalizzato a rimuovere l'incertezza, mediante la fissazione del contenuto della situazione giuridica preesistente.

Tribunale Roma sez. V  22 luglio 2011

 



 
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