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Art. 2647 codice civile: Costituzione del fondo patrimoniale e separazione di beni

Devono essere trascritti, se hanno per oggetto beni immobili, la costituzione del fondo patrimoniale, le convenzioni matrimoniali che escludono i beni medesimi dalla comunione tra i coniugi, gli atti e i provvedimenti di scioglimento della comunione, gli atti di acquisto di beni personali a norma delle lettere c), d) e ed f) dell’art. 179, a carico, rispettivamente, dei coniugi titolari del fondo patrimoniale o del coniuge titolare del bene escluso o che cessa di far parte della comunione.

Le trascrizioni previste dal precedente comma devono essere eseguite anche relativamente ai beni immobili che successivamente entrano a far parte del patrimonio familiare o risultano esclusi dalla comunione tra i coniugi.

La trascrizione del vincolo derivante dal fondo patrimoniale costituito per testamento deve essere eseguita d’ufficio dal conservatore contemporaneamente alla trascrizione dell’acquisto a causa di morte.


Commento

Fondo patrimoniale: [v. 167]; Convenzioni matrimoniali: [v. 159]; Comunione tra i coniugi: [v. 159]; Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I]; Testamento: [v. 587]; Conservatore: [v. 2658].

 

Poiché il regime patrimoniale legale della famiglia è la comunione dei beni, la disposizione contiene solo norme tese ad imporre la trascrizione di atti che comportino eccezione al regime legale.


Giurisprudenza annotata

 

Fondo patrimoniale

La costituzione del fondo patrimoniale di cui all'art. 167 cod. civ. è soggetta alle disposizioni dell'art. 162 cod. civ., circa le forme delle convenzioni matrimoniali, ivi inclusa quella del quarto comma, che ne condiziona l'opponibilità ai terzi all'annotazione del relativo contratto a margine dell'atto di matrimonio, mentre la trascrizione del vincolo per gli immobili, ai sensi dell'art. 2647 cod. civ., resta degradata a mera pubblicità-notizia e non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe o equipollenti, restando irrilevante la conoscenza che i terzi abbiano acquisito altrimenti della costituzione del fondo. Rigetta, Trib. Giulianova, 03/10/2007

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2013 n. 27854  

 

La costituzione del fondo patrimoniale è opponibile ai terzi solo in quanto sia stata annotata a margine dell'atto di matrimonio, in quanto la trascrizione imposta per gli immobili dall'art. 2647 c.c. risponde ad una funzione di pubblicità-notizia e non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe o equipollenti, restando irrilevante la conoscenza che i terzi abbiano acquisito altrimenti del vincolo di indisponibilità.

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2013 n. 27854  

 

La costituzione del fondo patrimoniale è opponibile ai terzi solo in quanto sia stata annotata a margine dell'atto di matrimonio, in quanto la trascrizione imposta per gli immobili dall'art. 2647 c.c. risponde ad una funzione di pubblicità-notizia e non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe o equipollenti, restando irrilevante la conoscenza che i terzi abbiano acquisito altrimenti del vincolo di indisponibilità. Incorrono pertanto in responsabilità a diverso titolo, il notaio rogante ex art. 1218 c.c., l'Ufficiale di Stato Civile ex art. 2043 c.c., ed il Comune ex art. 2049 c.c., che non abbiano reso tempestivamente opponibile la costituzione del fondo patrimoniale esponendo i beni in esso confluiti alle manovre creditorie di terzi.

Cassazione civile sez. III  23 settembre 2013 n. 21725  

 

In tema di opponibilità ai terzi creditori ipotecari del fondo patrimoniale, la trascrizione del vincolo per gli immobili, ai sensi dell'art. 2647 c.c., resta degradata a mera pubblicità-notizia e non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe o equipollenti, restando irrilevante la circostanza che i terzi abbiano acquisito altrimenti conoscenza della costituzione del fondo.

Corte appello Roma sez. II  03 maggio 2012 n. 2348  

 

La costituzione del fondo patrimoniale prevista dall'art. 167 c.c., così come stabilito dall'art. 162 c.c. per tutte le convenzioni matrimoniali, è opponibile ai terzi esclusivamente a partire dalla data dell'annotazione a margine dell'atto di matrimonio nei registri dello stato civile, non potendosi retrodatare la produzione degli effetti alla data di proposizione della domanda di annotazione od anticiparli alla data della trascrizione effettuata ex art. 2647 c.c. ed avente l'esclusiva funzione di pubblicità-notizia. Pertanto, se il pignoramento immobiliare è eseguito, nelle forme dell'art. 555 c.p.c., prima dell'annotazione, la costituzione del fondo patrimoniale non ha effetto nei confronti del creditore pignorante e di quelli che intervengono nell'esecuzione, sussistendo l'inefficacia degli atti di disposizione del bene pignorato, prevista dall'art. 2913 c.c., che comprende non solo gli atti di alienazione in senso stretto, ma anche tutti gli atti di disposizione del patrimonio del debitore dai quali possa comunque derivare una sostanziale diminuzione della possibilità per il creditore pignorante o per i creditori intervenuti di soddisfarsi sui beni in questione. Allo stesso risultato si perviene quando il pignoramento sia successivo all'annotazione, ma l'ipoteca (nella specie giudiziale) sia stata iscritta precedentemente, in quanto con l'iscrizione sorge immediatamente per il creditore il potere di espropriare il bene, ex art. 2808 c.c., con prevalenza rispetto ai vincoli successivi.

Cassazione civile sez. III  24 gennaio 2012 n. 933  

 

L'art. 162 c.c. condiziona l'opponibilità ai terzi delle convenzioni matrimoniali all'annotazione del relativo atto a margine dell'atto di matrimonio, laddove la trascrizione del vincolo stesso per gli immobili, per effetto dell'abrogazione dell'ultimo comma dell'art. 2647 c.c., è degradata a mera pubblicità notizia, inidonea ad assicurare le inopponibilità. Correttamente, pertanto, il giudice del merito rigetta l'opposizione all'esecuzione fondata sulla scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni, ove accerti che la relativa convenzione matrimoniale non era annotata a margine dell'atto di matrimonio all'epoca dei disposto pignoramento.

Cassazione civile sez. III  23 maggio 2011 n. 11319

 

In tema di convenzioni matrimoniali, l'art. 162 c.c. condiziona l'opponibilità ai terzi delle suddette convenzioni alla annotazione del relativo atto a margine dell'atto di matrimonio, mentre la trascrizione di cui all'art. 2647 c.c. ha funzione di mera pubblicità-notizia, inidonea ad assicurare detta inopponibilità.

Cassazione civile sez. III  23 maggio 2011 n. 11319  

 

L'opponibilità nei confronti dei terzi dell'atto costitutivo del fondo patrimoniale discende esclusivamente dall'annotazione a margine dell'atto di matrimonio di cui all'art. 162 c.c. La trascrizione nei registri immobiliari prevista dall'art. 2647 c.c. ha la sola funzione di pubblicità notizia.

Cassazione civile sez. un.  13 ottobre 2009 n. 21658  

 

La costituzione del fondo patrimoniale di cui all'art. 167 c.c. - compresa tra le convenzioni matrimoniali secondo quanto ritenuto dalla Corte di merito con affermazione che non può più essere posta in discussione - è soggetta alle disposizioni dell'art. 162 c.c. circa le forme delle convenzioni medesime, ivi incluso il comma 3 che ne condiziona l'opponibilità ai terzi all'annotazione del relativo contratto a margine dell'atto di matrimonio, mentre la trascrizione del vincolo per gli immobili, ai sensi dell'art. 2647 c.c., resta degradata a mera pubblicità-notizia (inidonea ad assicurare detta opponibilità) e non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe o equipollenti, restando irrilevante la conoscenza che i terzi abbiano acquisito altrimenti della costituzione del fondo. Ne consegue che, in mancanza di annotazione del fondo patrimoniale a margine dell'atto di matrimonio, il fondo medesimo non è opponibile ai creditori che - come appunto nella specie - abbiano iscritto ipoteca sui beni del fondo essendo irrilevante la trascrizione del fondo nei registri della conservatoria dei beni immobili.

Cassazione civile sez. un.  13 ottobre 2009 n. 21658  

 

La costituzione del fondo patrimoniale di cui all'art. 167 c.c. è soggetta alle disposizioni dell'art. 162 c.c., circa le forme delle convenzioni matrimoniali, ivi inclusa quella del comma 4, che ne condiziona l'opponibilità ai terzi all'annotazione del relativo contratto a margine dell'atto di matrimonio, mentre la trascrizione del vincolo per gli immobili, ai sensi dell'art. 2647 c.c., resta degradata a mera pubblicità-notizia e non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe o equipollenti, restando irrilevante la conoscenza che i terzi abbiano acquisito altrimenti della costituzione del fondo. (Nella specie, le S.U. hanno confermato la sentenza di merito che - in presenza di un atto di costituzione del fondo patrimoniale trascritto nei pubblici registri immobiliari, ma annotato a margine dell'atto di matrimonio successivamente all'iscrizione di ipoteca sui beni del fondo medesimo - aveva ritenuto che l'esistenza del fondo non fosse opponibile al creditore ipotecario).

Cassazione civile sez. un.  13 ottobre 2009 n. 21658  

 

La costituzione del fondo patrimoniale è opponibile ai terzi solo in quanto sia stata annotata a margine dell'atto di matrimonio, restando irrilevante la conoscenza che i terzi abbiano acquisito altrimenti del vincolo di indisponibilità.

Cassazione civile sez. un.  13 ottobre 2009 n. 21658  

 

L'annotazione di cui al comma 4 dell'art. 162 c.c. è l'unica forma di pubblicità idonea ad assicurare l'opponibilità della convenzione matrimoniale ai terzi, mentre la trascrizione di cui all'art. 2647 c.c. ha funzione di mera pubblicità-notizia. L'opponibilità ai terzi dell'atto di costituzione del fondo patrimoniale (avente a oggetto beni immobili) è quindi subordinata all'annotazione a margine dell'atto di matrimonio a prescindere dalla trascrizione del medesimo atto imposta dall'art. 2647 c.c.

Cassazione civile sez. un.  13 ottobre 2009 n. 21658  

 

La costituzione del fondo patrimoniale di cui all'art. 167 c.c. è soggetta alle disposizioni dell'art. 162 c.c. circa la forma delle convenzioni matrimoniali, ivi incluso il comma 3, che ne condiziona l'opponibilità ai terzi all'annotazione del relativo contratto a margine dell'atto di matrimonio, mentre la trascrizione del vincolo per gli immobili, ai sensi dell'art. 2647 c.c., resta degradata a mera pubblicità-notizia, inidonea ad assicurare l'opponibilità in questione, e non sopperisce al difetto dell'annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe od equipollenti, restando irrilevante la conoscenza che i terzi possano avere acquisito, altrimenti, della costituzione del fondo. Ne consegue che, in mancanza di annotazione del fondo a margine dell'atto di matrimonio, il fondo non è opponibile ai creditori che abbiano iscritto ipoteca sui beni del fondo, essendo irrilevante, a tale effetto, la trascrizione del fondo nei registri della Conservatoria dei beni immobili.

Cassazione civile sez. I  25 marzo 2009 n. 7210  



 
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