Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2648 codice civile: Accettazione di eredità e acquisto di legato

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Si devono trascrivere l’accettazione dell’eredità che importi acquisto dei diritti enunciati nei numeri 1, 2 e 4 dell’art. 2643 o liberazione dai medesimi e l’acquisto del legato che abbia lo stesso oggetto.

La trascrizione dell’accettazione dell’eredità si opera in base alla dichiarazione del chiamato all’eredità, contenuta in un atto pubblico ovvero in una scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente.

Se il chiamato ha compiuto uno degli atti che importano accettazione tacita dell’eredità, si può richiedere la trascrizione sulla base di quell’atto, qualora esso risulti da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente.

La trascrizione dell’acquisto del legato si opera sulla base di un estratto autentico del testamento.

Commento

Accettazione dell’eredità: [v. 470]; Legato: [v. 649]; Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I]; Atto pubblico: [v. 2699]; Scrittura privata: [v. 2702]; Testamento: [v. 587].

 

La trascrizione degli atti previsti nell’articolo in esame è prevista esclusivamente per il rispetto del principio di continuità della trascrizione e non può essere utilizzata come criterio di eliminazione del conflitto tra l’erede e gli eventuali acquirenti dal de cuius, per il fatto che l’erede subentra nella stessa posizione giuridica del defunto per cui non c’è duplicità di acquisti.

 

Giurisprudenza annotata

Notai

Ai sensi dell'art. 2648, comma 1, c.c., si impone la trascrizione dell'acquisto del legato immobiliare, mentre all'art. 2650, comma 1, c.c., si prevede che la relativa omissione produca l'inefficacia di ulteriori trascrizioni e iscrizioni a carico dell'acquirente. Parallelamente, sul notaio che proceda alla pubblicazione di un testamento contenente l'attribuzione di un legato, incombe l'obbligo di provvedere alla trascrizione. Anche nei casi in cui si tratta della pubblicazione di disposizioni testamentarie sicuramente a titolo particolare, nulla consente di ritenere la clausola di esonero mirata a un'elusione sostanzialmente pilotata di tale obbligo.

Cassazione civile sez. II  25 febbraio 2014 n. 4485  

 

Il notaio che pubblica un testamento con legato immobiliare ha il duplice obbligo, civile e deontologico, di provvedere alla trascrizione, in quanto il legato si acquista senza necessità di accettazione, mentre tale obbligo non sussiste per il testamento con istituzione di erede "ex re certa", in quanto l'acquisto dell'immobile che il testatore ha incluso nella quota ereditaria richiede l'accettazione dell'istituto. Rigetta, App. Torino, 21/05/2012

Cassazione civile sez. II  25 febbraio 2014 n. 4485  

 

 

Successione

La vendita di bene ereditario da parte dell'erede apparente, ai sensi degli art. 534, comma 3, e 2652, n. 7, c.c., ove manchi l'anteriore trascrizione della sua accettazione ereditaria (pur se accettazione tacita, trascrivibile ex art. 2648, comma 3, c.c.), non è opponibile all'erede vero che abbia trascritto l'accettazione posteriormente alla vendita stessa, né la mera trascrizione dell'atto traslativo del bene ereditario comprova, di per sé, un'accettazione ereditaria opponibile ai terzi o all'erede vero, potendo il bene essere pervenuto all'alienante in virtù di un titolo diverso.

Cassazione civile sez. II  05 luglio 2012 n. 11305  

 

 

 

Obbligazioni e contratti

L'erede, continuando la personalità del de cuius, diviene parte del contratto concluso dallo stesso, per cui egli resta vincolato al contenuto del contratto medesimo, ancorché questo non sia stato trascritto. Pertanto, l'opponibilità dell'acquisto di un immobile nei confronti dell'erede del venditore si sottrae, oltre che alle regole dell'art. 2704 c.c. in tema di certezza della data della scrittura privata, anche alle disposizioni dell'art. 2644 c.c., circa gli effetti della trascrizione nel rapporto con l'altro acquirente del bene, per cui la trascrizione dell'acquisto mortis causa operato dall'erede, ai sensi dell'art. 2648 c.c., prima della trascrizione dell'atto di disposizione compiuto in vita dal de cuius, vale soltanto agli effetti della continuità delle trascrizioni. Conseguentemente, l'erede non può eccepire l'anteriorità della trascrizione del suo acquisto, al fine di rendere a lui inopponibile l'atto di disposizione a favore dei terzi compiuto, in vita, dal de cuius.

Cassazione civile sez. II  06 giugno 2011 n. 12242  

 

 

Trascrizione

L'opponibilità dell'acquisto di un immobile nei confronti dell'erede del venditore si sottrae, oltre che alle regole dell'art. 2704 c.c. in tema di certezza della data della scrittura privata, anche alle disposizioni dell'art. 2644 c.c., circa gli effetti della trascrizione nel rapporto con l'altro acquirente del bene, per cui la trascrizione dell'acquisto "mortis causa" operata dall'erede, ai sensi dell'art. 2648 c.c., prima della trascrizione dell'atto di disposizione compiuto in vita dal "de cuius", vale soltanto agli effetti della continuità delle trascrizioni. Conseguentemente l'erede non può eccepire l'anteriorità della trascrizione del suo acquisto "mortis causa" al fine di rendere a lui inopponibile l'atto di disposizione a favore di terzi compiuto, in vita, dal "de cuius".

Cassazione civile sez. II  15 maggio 1997 n. 4282  

 

L'erede, continuando la personalità del de cujus, diviene parte del contratto concluso dallo stesso, per cui egli resta vincolato al contenuto del contratto medesimo, ancorché questo non sia stato trascritto. Pertanto, l'opponibilità dell'acquisto di un immobile nei confronti dell'erede del venditore si sottrae, oltre che alle regole dell'art. 2704 c.c. in tema di certezza della data della scrittura privata, anche alle disposizioni dell'art. 2644 c.c., circa gli effetti della trascrizione nel rapporto con l'altro acquirente del bene, per cui la trascrizione dell'acquisto mortis causa operato dall'erede, ai sensi dell'art. 2648 c.c., prima della trascrizione dell'atto di disposizione compiuto in vita dal de cujus, vale soltanto agli effetti della continuità delle trascrizioni. Conseguentemente, l'erede non può eccepire l'anteriorità della trascrizione del suo acquisto, al fine di rendere a lui inopponibile l'atto di disposizione a favore dei terzi compiuto, in vita, dal de cujus.

Cassazione civile sez. II  15 maggio 1997 n. 4282  

 

Poiché a norma dell'art. 2648 c.c., ove il chiamato alla eredità abbia compiuto atti di accettazione tacita, se ne può chiedere la trascrizione del relativo acquisto sulla base di quell'atto, qualora esso risulti da sentenza, atto pubblico o scrittura autenticata o accertata giudizialmente, nel caso di contratto preliminare di vendita immobiliare il promissario acquirente che abbia ottenuto la sentenza ex art. 2932 c.c. nei confronti degli eredi del promittente venditore può, in base ad essa, procedere alla trascrizione (eventualmente mancante) dell'acquisto mortis causa dei detti eredi (presupponendo necessariamente detta sentenza che gli eredi abbiano accettato quell'eredità) oltre che del successivo trasferimento da questi ultimi in suo favore, con la conseguenza di non avere interesse a chiedere, ai fini della trascrizione ex art. 2648, comma 3, citato, una pronuncia di accertamento del pregresso trasferimento della proprietà del bene per successione mortis causa.

Cassazione civile sez. II  05 agosto 1987 n. 6724  

 



Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

I PROFESSIONISTI DEL NOSTRO NETWORK