Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 265 codice civile: Impugnazione per violenza

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Il riconoscimento (1) può essere impugnato per violenza dall’autore del riconoscimento entro un anno dal giorno in cui la violenza è cessata (2).

Se l’autore del riconoscimento è minore, l’azione può essere promossa entro un anno dal conseguimento dell’età maggiore.

Commento

Riconoscimento: [v. 250]; Violenza: [v. 1435].

 

(1) Si ritiene che debbano essere applicate le norme disposte dal nostro codice in relazione alla violenza come vizio della volontà. Essa, pertanto, sarà rilevante sia quando abbia ad oggetto la persona che ha operato il riconoscimento (o i suoi beni), sia quando cada sui terzi indicati dall’art. 1436.

 

(2) Si tratta di un termine di decadenza [v. 2964].

 

Giurisprudenza annotata

 

Cassazione

È inammissibile il ricorso per cassazione nei confronti di una decisione della Corte dei conti che abbia condannato in soIido gli eredi di un agente contabile, ove il ricorrente lamenti che la condanna non abbia rispettato la proporzionalità rispetto alle quote ereditarie o all'arricchimento di ciascun erede per effetto dell'illecito posto in essere dal dante causa.

Cassazione civile sez. un.  16 dicembre 2008 n. 29348  

 

Filiazione

Ai sensi dell'art. 266 c.c., l'atto di riconoscimento di figlio naturale compiuto in stato di incapacità di intendere e di volere non è, per ciò solo, impugnabile.

Cassazione civile sez. I  05 novembre 1997 n. 10838  

 

L'azione tendente alla declaratoria dello status di figlio naturale presenta sostanziale differenza di "causa petendi", a seconda che sia fondata sulla manifestazione di volontà negoziale del genitore di riconoscere il figlio, ovvero su fatti storici e circostanze di tempo, di spazio e di comportamento tali da far ritenere necessariamente il rapporto di filiazione, indipendentemente dall'intento del genitore di procedere al riconoscimento. Consegue che il giudicato formatosi sulla pronunzia di rigetto della domanda fondata sulla prima "causa petendi" non esplica efficacia preclusiva rispetto alla domanda basata sulla seconda, salvo che la pronunzia in questione escluda il fatto fisiologico della generazione, nel qual caso il giudicato sul punto coprirebbe il dedotto ed il deducibile, perché, accertata in maniera irrevocabile l'insussistenza del rapporto di filiazione, non sarebbe più possibile alcuna statuizione in senso contrario anche se basata su circostanze nuove.

Cassazione civile sez. II  08 febbraio 1982 n. 731  

 

 

Trascrizione

Le indicazioni richieste ai fini della trascrizione sono dalla legge riferite alle note, ma non anche ai documenti da trascrivere, le cui insufficienze possono essere integrate nelle note di trascrizione, ai fini dell'opponibilità ai terzi.

Cassazione civile sez. II  14 febbraio 1980 n. 1112  



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