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Art. 2651 codice civile: Trascrizione di sentenze

Si devono trascrivere le sentenze da cui risulta estinto per prescrizione o acquistato per usucapione ovvero in altro modo non soggetto a trascrizione uno dei diritti indicati dai numeri 1, 2 e 4 dell’art. 2643 (1).


Commento

Prescrizione: [v. 2934]; Usucapione: [v. Libro III, Titolo VIII, Capo II, Sez. III].

 

Sentenza: provvedimento col quale il giudice assolve alla sua funzione giurisdizionale decisoria. Nel processo civile, in particolare, la sentenza può essere di mero accertamento, di condanna o costitutiva, a seconda che si limiti ad accertare l’esistenza di una data situazione giuridica, che condanni una parte ad un determinato comportamento, o che dia luogo ad una modificazione della situazione giuridica preesistente.

 

(1) Rientrano tra gli acquisti previsti dall’art. 2651 quelli avvenuti per accessione [v. 934], alluvione [v. 941], avulsione [v. 944] e quello dovuti allo slittamento del letto di fiumi e torrenti [v. 946]. Non vi rientra, invece, l’occupazione in buona fede di una porzione di fondo attiguo a seguito della costruzione di un edificio [v. 938] perché l’acquisto della proprietà dell’area occupata da parte del costruttore, è effetto di un successivo provvedimento dell’autorità giudiziaria.

 

La trascrizione in questo caso è richiesta solo ai fini di pubblicità-notizia (cioè ha la funzione di rendere noti determinati fatti o atti ai terzi) e a fini fiscali.

Infatti, la trascrizione non risolve i conflitti tra acquirenti a titolo derivativo e acquirenti a titolo originario; sicché si farà ricorso alle regole dell’usucapione, verificando se questa sia già maturata contro il dante causa dell’acquirente a titolo derivativo.


Giurisprudenza annotata

Trascrizione di sentenze

La sentenza è un titolo che l'ufficio del Territorio è tenuto a trascrivere ai sensi dell’art. 2651 c.c. senza necessità di specifico ordine.

Tribunale Savona  14 marzo 2013

 

Non è idoneo alle formalità pubblicitarie di cui all'art. 2651 c.c. il verbale di conciliazione (sottoscritto innanzi all'organismo di mediazione ed omologato dal Presidente del Tribunale) avente ad oggetto l'accertamento dell'acquisto del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento per intervenuta usucapione.

Tribunale Roma sez. V  22 luglio 2011 n. 6563

 

La controversia sull'usucapione, in quanto relativa a diritti reali, rientra tra quelle soggette alla mediazione obbligatoria ai sensi dell'art. 5 comma 1 d.lg. n. 28 del 2010; tuttavia il verbale di conciliazione assume il valore di un mero negozio di accertamento e, quindi, non è compreso tra gli atti suscettibili di trascrizione nei registri immobiliari in relazione alle tassative previsioni di cui agli art. 2643 c.c. (accordi con effetti modificativi, estintivi e costitutivi) e 2651 c.c. (sentenze dichiarative dell'acquisto per usucapione).

Tribunale Roma sez. V  22 luglio 2011

Corte appello Milano sez. II  22 novembre 2006 n. 559

 

 

Secondo un’interpretazione anche solo strettamente esegetica si deve ritenere ammissibile la trascrivibilità delle domande dirette ad accertare l’intervenuta usucapione in virtù dell’espressa previsione di cui all’art. 2653 n. 1) c.c., formalità quest'ultima che potrà essere seguita - ricorrendone i presupposti - dalla trascrizione della successiva sentenza ex art. 2651 c.c. Inoltre, e stavolta nell'ottica di un'analisi teleologicamente orientata, detta formalità non esplicherà ovviamente la propria utilità ai fini dell'opponibilità ai terzi del diritto reale acquistato a titolo originario (ai sensi dell'art. 2644 c.c.) ma al differente scopo dell'estensibilità del giudicato che eviterà all'usucapiente di dover instaurare un eventuale giudizio nei confronti di un acquirente a titolo derivativo dal1' usucapito In tal modo si pone un freno alla proliferazione dei processi e, ancor prima, si garantisce una tutela effettiva sia all'usucapiente di fronte al rischio che l'usucapito si possa spogliare (anche solo in parte) dell'immobile "de qua",sia al terzo acquirente a titolo derivativo dall'usucapito che diversamente non avrebbe alcuno strumento per accertarsi dell'esistenza di un giudizio vertente proprio su quello stesso bene acquistato - laddove, in caso di vittoria dell'usucapito, l'acquisto intervenuto a titolo originario non sarà per definizione intaccabile da quello derivativo del terzo. Ciò significa che la suddetta trascrivibilità giova tanto a chi propone la domanda quanto, contemporaneamente, alla generale esigenza di certezza relativa alla circolazione dei beni alla cui tutela sono per l'appunto poste le norme in materia di trascrizione. Infine un'eventuale pretestuosità dell'azione giudiziale, se è vero che potrebbe potenzialmente recare pregiudizio al preteso usucapito (titolare formale) in quanto renderebbe alquanto difficoltosa la circolazione del relativo diritto dominicale, è anche vero che tale conseguenza economica ricorre in tutti i casi di trascrizione di una qualsiasi domanda giudiziale.

 

Poiché, ai sensi dell'art. 2651 c.c., il conservatore ha l'obbligo di trascrivere l'atto anche senza l'ordine del giudice, il capo della sentenza contenente tale ordine non ha fra le parti un autonomo contenuto decisionale che lo renda suscettibile di impugnazione, giacché - in caso di rifiuto del conservatore - il diritto alla trascrizione è diversamente tutelato dalla procedura prevista dagli art. 2674 c.c., 113 bis disp. att. c.c. e 745 c.p.c..

Cassazione civile sez. II  11 agosto 2005 n. 16853  

 

Accordo conciliativo

L’accordo conciliativo in materia di usucapione produce effetti solo tra le parti ex art. 1372 c.c. e proprio per questa ragione si colloca su un piano nettamente differente rispetto alle sentenze di usucapione, le quali, oltre ad eliminare l’incertezza in modo incontrovertibile tra le parti, i loro eredi o aventi causa, producono, altresì, la cosiddetta efficacia riflessa nei confronti dei terzi, tant’è che ne è prescritta la trascrizione, sia pure con il limitato effetto della pubblicità notizia, evidentemente esclusa per il negozio di accertamento, che per la limitata portata dei suoi effetti non può certo paragonarsi alla sentenza; pertanto, non è da ritenersi idoneo alle formalità pubblicitarie di cui all’art. 2651 c.c. il verbale di conciliazione giudiziale avente ad oggetto l’accertamento dell’acquisto del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento per intervenuta usucapione.

Tribunale Roma sez. V  08 febbraio 2012

 

Non è idoneo alle formalità pubblicitarie di cui all’art. 2651 c.c. il verbale di conciliazione giudiziale avente ad oggetto l’accertamento dell’acquisto del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento per intervenuta usucapione.

Tribunale Roma  08 febbraio 2012

 

 

Mediazione obbligatoria

In tema di mediazione obbligatoria, il verbale di conciliazione sottoscritto ai sensi del d.lg. n. 28 del 2010 innanzi all'organismo preposto e omologato dal presidente del tribunale e avente ad oggetto l'accertamento dell'acquisto di diritto di proprietà o di un altro diritto reale di godimento per intervenuta usucapione non è idoneo alle formalità pubblicitarie di cui all'art. 2651 c.c.

Tribunale Roma sez. V  22 luglio 2011



 
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