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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2652 codice civile: Domande riguardanti atti soggetti a trascrizione. Effetti delle relative trascrizioni rispetto ai terzi

Si devono trascrivere, qualora si riferiscano ai diritti menzionati nell’art. 2643, le domande giudiziali indicate dai numeri seguenti, agli effetti per ciascuna di esse previsti:

1) le domande di risoluzione dei contratti e quelle indicate dal secondo comma dell’art. 648 e dall’ultimo comma dell’art. 793, le domande di rescissione, le domande di revocazione delle donazioni, nonché quelle indicate dall’art. 524.

Le sentenze che accolgono tali domande non pregiudicano i diritti acquistati dai terzi in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;

2) le domande dirette a ottenere l’esecuzione in forma specifica dell’obbligo a contrarre.

La trascrizione della sentenza che accoglie la domanda prevale sulle trascrizioni e iscrizioni eseguite contro il convenuto dopo la trascrizione della domanda;

3) le domande dirette a ottenere l’accertamento giudiziale della sottoscrizione di scritture private in cui si contiene un atto soggetto a trascrizione o a iscrizione.

La trascrizione o l’iscrizione dell’atto contenuto nella scrittura produce effetto dalla data in cui è stata trascritta la domanda;

4) le domande dirette all’accertamento della simulazione di atti soggetti a trascrizione.

La sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;

5) le domande di revoca degli atti soggetti a trascrizione, che siano stati compiuti in pregiudizio dei creditori.

La sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;

6) le domande dirette a far dichiarare la nullità o a far pronunziare l’annullamento di atti soggetti a trascrizione e le domande dirette a impugnare la validità della trascrizione.

Se la domanda e’ trascritta dopo cinque anni dalla data della trascrizione dell’atto impugnato, la sentenza che l’accoglie non pregiudica i diritti acquistati a qualunque titolo dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda. Se però la domanda è diretta a far pronunziare l’annullamento per una causa diversa dall’incapacità legale (1), la sentenza che raccoglie non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda, anche se questa è stata trascritta prima che siano decorsi cinque anni dalla data della trascrizione dell’atto impugnato, purché in questo caso i terzi abbiano acquistato a titolo oneroso;

7) le domande con le quali si contesta il fondamento di un acquisto a causa di morte.

Salvo quanto è disposto dal secondo e dal terzo comma dell’art. 534, se la trascrizione della domanda è eseguita dopo cinque anni dalla data della trascrizione dell’acquisto, la sentenza che accoglie la domanda non pregiudica, i terzi di buona fede che, in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda, hanno a qualunque titolo acquistato diritti da chi appare erede o legatario;

8) le domande di riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie per lesione di legittima.

Se la trascrizione e’ eseguita dopo dieci anni dall’apertura della successione, la sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i terzi che hanno acquistato a titolo oneroso diritti in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;

9) le domande di revocazione e quelle di opposizione di terzo contro le sentenze soggette a trascrizione per le cause previste dai numeri 1, 2, 3 e 6 dell’art. 395 del codice di procedura civile e dal secondo comma dell’art. 404 dello stesso codice.

Se la domanda e’ trascritta dopo cinque anni dalla trascrizione della sentenza impugnata, la sentenza che l’accoglie non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda.

Alla domanda giudiziale è equiparato l’atto notificato con il quale la parte, in presenza di compromesso o di clausola compromissoria, dichiara all’altra la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri.


Commento

Risoluzione dei contratti: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XIV]; Rescissione: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XIII]; Revocazione: [v. Libro II, Titolo III, Capo V, Sez. V]; Esecuzione in forma specifica dell’obbligo a contrarre: [v. 2932]; Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I]; Iscrizione: [v. 2808]; Scritture private: [v. 2702]; Simulazione: [v. Libro IV, Titolo II, Capo X]; Nullità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI]; Annullamento: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XIII]; Incapacità legale: [v. Libro I, Titolo XII].

 

Domanda (giudiziale): atto con cui la parte, affermando l’esistenza di una situazione e di una norma che la tutela, dichiara di volere che tale norma venga attuata ed invoca l’intervento dell’organo giurisdizionale.

 

(1) Si tratta dell’eccezionale fattispecie della cd. pubblicità sanante: la trascrizione, cioè, in questa ipotesi speciale, ha la funzione di sanare gli eventuali vizi dell’atto.

In relazione ai nn. 6, 7, 8, 9 del presente articolo il legislatore ha previsto l’inopponibilità, ai terzi (in presenza di determinati circostanze), dei vizi dell’atto, seppure annullabile, di modo che ulteriori aventi causa possano acquistare i diritti validamente (effetto conservativo della trascrizione).

 

La trascrizione delle domande giudiziali può avere il fine di risolvere conflitti tra un dante causa e un subacquirente. Quest’ultimo, a determinate condizioni, può far salvo il proprio acquisto. Si parla in queste ipotesi, impropriamente, di pubblicità sanante: infatti la trascrizione non sana in alcun modo i vizi dell’atto; in realtà l’atto rimane invalido tra le parti, ma non è opponibile ai terzi subacquirenti.


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

La trascrizione della domanda di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 cod. civ. dell'obbligazione di alienare un immobile ha efficacia "prenotativa" ai sensi dell'art. 2652, n. 2, cod. civ., sicché, in tal caso, sono inopponibili al promissario acquirente le alienazioni a terzi effettuate dal promittente venditore in epoca successiva, e rende possibile il trasferimento del bene in favore dell'attore. Rigetta, App. Bari, 15/10/2009

Cassazione civile sez. II  24 novembre 2014 n. 24960  

 

Nel caso di conflitto tra due aventi causa dallo stesso venditore simulato, ai sensi del combinato disposto di cui all'art. 2652 c.c., n. 3 ed art. 2704 c.c., prevale chi, oltre ad avere acquistato in base ad una scrittura privata con data certa, avrà anche trascritto per primo la domanda diretta all'accertamento dell'autenticità delle sottoscrizioni.

Cassazione civile sez. II  12 giugno 2014 n. 13409  

 

In tema di donazione modale, la trascrizione della domanda di risoluzione per inadempimento dell'onere non pregiudica il diritto acquistato dal terzo con atto trascritto anteriormente, a prescindere dalla sua buona fede, requisito non contemplato dall'art. 2652, n. 1, cod. civ. Cassa con rinvio, App. L'Aquila, 22/08/2007

Cassazione civile sez. II  09 giugno 2014 n. 12959  

 

 

Trascrizioni

Ai sensi dell'art. 2652 c.c. sono soggette a trascrizione le domande dirette a ottenere la esecuzione in forma specifica dell'obbligo di contrarre (art. 2932 c.c.) e, una volta trascritta la sentenza di accoglimento, questa prevale sulle trascrizioni e iscrizioni eseguite dopo la trascrizione della detta domanda. I ricordati effetti anticipatori, peraltro, non si verificano nell'eventualità in cui l'attore, pur avendo provveduto a trascrivere la domanda, abbia omesso di trascrivere la successiva sentenza. Irrilevante - al fine di pervenire a una diversa conclusione - al riguardo, è, altresì, che il giudizio promosso ex art. 2932 c.c. non sia stato definito con sentenza, essendo intervenuto verbale di conciliazione. A parte il rilievo che il detto verbale non risulta trascritto, la prevalenza della domanda sulle trascrizioni successive - indicata dall'art. 2652, n. 2, c.c. - è riconducibile alla emanazione di sentenza di accoglimento della domanda e non già, dunque, all'adozione di un provvedimento definitorio del giudizio, di diverso contenuto, quale il verbale di conciliazione rispetto alla proposta domanda ex articolo 2932 del Cc.

Cassazione civile sez. I  05 marzo 2014 n. 5102

 

La trascrizione della domanda di esecuzione in forma specifica di contratto preliminare produce gli effetti prenotativi previsti dall'art. 2652, n. 2, cod. civ. solo in caso di trascrizione della successiva sentenza di accoglimento e non anche quando il processo sia stato definito con verbale di conciliazione. Rigetta, Trib. Ariano Irpino, 24/10/2007

Cassazione civile sez. I  05 marzo 2014 n. 5102

 

L'opponibilità al fallimento della domanda giudiziale di esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare presuppone la trascrizione della domanda medesima in data antecedente alla dichiarazione di fallimento, la cui prova può essere fornita esclusivamente a mezzo della produzione in giudizio - in originale o in copia conforme - della nota di trascrizione, in quanto solo le indicazioni in essa riportate consentono di individuare, senza possibilità di equivoci ed incertezze, gli elementi essenziali del negozio, i beni ai quali esso si riferisce ed il soggetto al quale la domanda sia rivolta, senza potersi attingere elementi dai titoli presentati e depositati con la nota stessa; né tale produzione, tenuto conto dei contenuti specifici che la nota è destinata a provare, è surrogabile mediante la confessione della controparte. Rigetta, App. Potenza, 23/12/2005

Cassazione civile sez. I  27 dicembre 2013 n. 28668  

 

La trascrizione delle domande giudiziali è disciplinata dall’art. 2652 c.c. ed è diretta a regolamentare gli effetti della decisione sull’oggetto del processo cui l’avente causa del convenuto è (o può esser stato) estraneo. Quindi è norma che assolve alla cd. funzione prenotativa, nel senso di prevedere l’opponibilità ai terzi della sentenza emessa nel conflitto tra chi agisce ed il convenuto soccombente. Tal efficacia non è dato rinvenire nella previsione testuale di cui all’art. 2470 che mira, come visto, solo a regolamentare il conflitto tra più acquirenti di una quota di s.r.l. privilegiando quello che abbia iscritto per primo e che, tuttavia, sia in buona fede.

Tribunale Napoli  22 ottobre 2013 n. 3860  

 

L'art. 45 legge fall., analogamente al precedente art. 42 di cui costituisce corollario, mira ad assicurare la completa cristallizzazione del patrimonio del fallito, preservandolo da pretese di soggetti che vantino titoli formatisi dopo la sentenza dichiarativa di fallimento ed impedendo che altre ne siano fatte valere, nel concorso fallimentare, rispetto a quelle facenti parte del suddetto patrimonio alla data della medesima dichiarazione. In coerenza con tale sua funzione, ed escludendosene la sua integrale assimilazione all'art. 2652, primo comma, n. 4, cod. civ., come la piena identità di contenuto con l'art. 2915, secondo comma, cod. civ., ne consegue che la non tempestività della trascrizione della corrispondente domanda giudiziale è da sola sufficiente ad escludere l'opponibilità della simulazione di un atto alla massa dei creditori, irrilevante rivelandosi il requisito soggettivo della buona fede. Rigetta, App. Ancona, 18/10/2008

Cassazione civile sez. I  08 agosto 2013 n. 19025  

 

La domanda di accertamento giudiziale dell'avvenuto trasferimento di un bene immobile per effetto di scrittura privata non è trascrivibile ai sensi dell'art. 2652, n. 3, c.c., in considerazione del fatto che le ipotesi previste dalla norma sono tassative.

Cassazione civile sez. II  22 maggio 2013 n. 12598  

 

La trascrizione della domanda giudiziale, ai sensi dell'art. 2652, n. 2, c.c., ha la funzione di prenotare, nei confronti dei terzi, gli effetti della pronuncia che verrà successivamente emessa, realizzando una tutela anticipata del diritto che colui che trascrive andrà ad acquistare. Ne consegue che, nel caso della trascrizione della domanda di giudizio arbitrale, finalizzata all'esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto di acquisto di nuda proprietà di un immobile, chi trascrive non è tenuto a dare conto, nella relativa nota, anche dell'esistenza e della durata dell'usufrutto residuo gravante sull'immobile stesso, trattandosi di diritto di cui è titolare un soggetto diverso da quello che trascrive la domanda giudiziale.

Cassazione civile sez. III  05 marzo 2013 n. 5397  



 
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