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Art. 2660 codice civile: Trascrizione degli acquisti a causa di morte

Chi domanda la trascrizione di un acquisto a causa di morte deve presentare, oltre l’atto indicato dall’articolo 2648, il certificato di morte dell’autore della successione e una copia o un estratto autentico del testamento, se l’acquisto segue in base a esso (1).

Deve anche presentare una nota in doppio originale con le seguenti indicazioni:

1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita dell’erede o legatario e del defunto;

2) la data di morte;

3) se la successione è devoluta per legge, il vincolo che univa all’autore il chiamato e la quota a questa spettante;

4) se la successione è devoluta per testamento, la forma e la data del medesimo, il nome del pubblico ufficiale che l’ha ricevuto o che l’ha in deposito;

5) la natura e la situazione dei beni con le indicazioni richieste dall’art. 2826;

6) la condizione o il termine, qualora siano apposti alla disposizione testamentaria, salvo il caso contemplato dal secondo comma del precedente articolo, nonche’ la sostituzione fidecommissaria, qualora sia stata disposta a norma dell’art. 692.


Commento

Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I]; Successione: [v. Libro II, Titolo I]; Estratto: [v. 2718]; Testamento: [v. 587]; Nota (di trascrizione): [v. 2659]; Erede: [v. 457]; Legatario: [v. 649]; Sostituzione fidecommissaria: [v. 692].

 

(1) La norma impone a chi chiede la trascrizione di presentare i documenti integrativi del titolo [v. 2648]. Quanto al contenuto della nota, esso rispecchia quanto previsto dall’art. 2659, con gli adattamenti necessari al caso particolare.

 

 


Giurisprudenza annotata

Trascrizioni

La mera richiesta di trascrizione di un atto di acquisto relativo a una successione ereditaria, trattandosi di un adempimento caratterizzato da finalità conservative, è privo di rilevanza ai fini di una sua configurazione come accettazione tacita dell'eredità, in quanto inidoneo ad esprimere in modo certo l'intenzione univoca di assumere la qualità di erede. (Conferma App. Napoli 16 giugno 2005 n. 1885).

Cassazione civile sez. II  03 marzo 2009 n. 5111  

 

Il principio di cui all’art. 18 comma 2 l. n. 241 del 1990 non si applica qualora la legge - come accade per chi richieda la trascrizione di un acquisto a causa di morte ex art. 2660 c.c. - ponga espressamente a carico del soggetto l’onere della produzione di determinati documenti non potendo, in tal caso, ritenersi obbligata la p.a. a ricercarli e depositarli.

Tribunale Torino sez. III  18 ottobre 2006

 

Qualora con sentenza sia accertata l'usucapione di un immobile, l'omessa indicazione dei dati catastali nel dispositivo o nella motivazione non si risolve in un vizio della pronuncia per indeterminatezza dell'oggetto, ove dalla stessa risultino certe l'individuazione e la consistenza del bene, atteso che l'identificazione catastale è richiesta al fine di consentire la trascrizione che non ha alcuna efficacia sostanziale, adempiendo alla limitata funzione di rendere l'atto opponibile ai terzi in caso di conflitto tra più acquirenti del medesimo immobile.

Cassazione civile sez. II  11 agosto 2005 n. 16853  

 

In virtù del richiamo alle indicazioni richieste dall'art. 2826 c.c. contenuto negli art. 2659 e 2660 c.c. e dei limiti posti dall'art. 2674 dello stesso codice al potere del conservatore di rifiutare gli atti del proprio ufficio, l'obbligo di specificazione dei dati di identificazione catastale non è riferito all'atto da trascrivere - in relazione al quale è condizione sufficiente e necessaria l'esistenza nel titolo (nel caso di specie sentenza di accertamento dell'usucapione di bene immobile), dei requisiti prescritti dall'art. 2657 c.c. - ma alla nota di trascrizione, alla quale è attribuita la peculiare funzione di consentire la inequivoca individuazione, oltre che del titolo trascritto, anche dei suoi estremi soggettivi ed oggettivi; pertanto, la nota - che è atto di parte - può e deve integrare eventuali insufficienze dell'atto da trascrivere, mentre il rischio e la responsabilità relativi alla sua compilazione gravano esclusivamente sul soggetto che l'ha redatta e su quello interessato all'attuazione della pubblicità.

Cassazione civile sez. II  11 agosto 2005 n. 16853  

 

L'art. 2674 c.c. (nel testo risultante dalla modifica di cui all'art. 5, l. n. 52 del 1985), pur disponendo che il conservatore dei registri immobiliari non possa ricevere note di trascrizione prive delle indicazioni prescritte dagli art. 2659, 2660, 2839 n. 1, 3, 4, 7 c.c., non può essere interpretato nel senso della indiretta estensione, alla nota di trascrizione, della necessità di "indicare l'importo della somma per la quale essa è presa" (prevista dall'art. 2839 n. 4 c.c. per l'iscrizione dell'ipoteca), avendo tale norma il (diverso) significato di imporre al conservatore la ricezione delle sole note (di iscrizione come di trascrizione) che presentino i requisiti per ciascuna di esse rispettivamente prescritti, con la precisazione che, se la mancanza di una previsione specifica, nel senso richiesto dall'art. 2839 n. 4, per la nota di pignoramento trova giustificazione nel fatto che "l'indicazione dell'importo per cui si procede" non sarebbe, in tal caso, in condizione di assolvere ad alcuna utile funzione (essendo il vincolo scaturente dal pignoramento sancito a tutela di tutti i creditori, intervenuti ed interveniendi), risulta di non agevole giustificazione la esclusione di tale disciplina per il sequestro conservativo che, come l'ipoteca, potrebbe necessitare della detta indicazione, una volta che "i limiti di somma entro cui la cautela è stata accordata" concorrano a delimitare l'ambito entro il quale il futuro, eventuale acquisto del terzo debba considerarsi inefficace.

Cassazione civile sez. III  05 agosto 1997 n. 7218  

 

La norma dell'art. 2665 c.c. vigente - secondo cui l'omissione o l'inesattezza di alcune delle indicazioni richieste sulle note menzionate dagli art. 2659 e 2660 non nuove alla validità della trascrizione, eccetto che induca incertezza sulle persone, sul bene o sul rapporto giuridico cui si riferisce l'atto, la sentenza o la domanda - non fa più riferimento ad una incertezza di carattere assoluto, come l'art. 1940 del c.c. del 1865. Ne consegue che, alla stregua della norma vigente, l'incertezza non sussiste soltanto quando i terzi, malgrado le omissioni e le inesattezze, siano posti in grado di identificare le persone, i beni e la natura degli atti trascritti in base all'esame dei soli dati risultanti dai pubblici registri, non essendo essi tenuti al compimento di ulteriori indagini o a far ricorso a fonti di conoscenza diverse dalla nota di trascrizione, anche se questa offra, un filo conduttore utile per lo svolgimento di esse (nella specie è stata ritenuta l'invalidità della trascrizione del sequestro conservativo immobiliare, autorizzato in corso di causa, eseguita contro gli eredi della convenuta genericamente indicati).

Cassazione civile sez. III  23 aprile 1980 n. 2671  

 

La norma dell'art. 2665 c.c. vigente - secondo cui la omissione o l'inesattezza di alcune delle indicazioni richieste nelle note menzionate dagli art. 2659 e 2660 c.c. non nuoce alla validità della trascrizione, eccetto che induca incertezza sulle persone, sul bene o sul rapporto giuridico cui si riferisce l'atto, la sentenza o la domanda - non fa più riferimento ad una incertezza di carattere assoluto, come l'art. 1940 c.c. del 1865. Ne consegue che, alla stregua delle norme vigenti, l'incertezza non sussiste soltanto quando i terzi, malgrado le omissioni e le inesattezze, siano posti in grado di identificare le persone, i beni e la natura degli atti trascritti in base all'esame dei soli dati risultanti dai pubblici registri, non essendo essi esonerati anche dal compimento di ulteriori indagini, ovvero di far ricorso a fonti di conoscenza diverse dalla nota di trascrizione, anche se questa offra un filo conduttore utile per lo svolgimento di esse. (Nella specie, è stata ritenuta l'invalidità della trascrizione del sequestro conservativo immobiliare, autorizzato in corso di causa, eseguita contro gli eredi della convenuta genericamente indicati).

Cassazione civile sez. III  23 aprile 1980 n. 2671  



 
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