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Art. 2665 codice civile: Omissioni o inesattezze nelle note

L’omissione o l’inesattezza di alcuna delle indicazioni richieste nelle note menzionate negli articoli 2659 e 2660 non nuoce alla validita’ della trascrizione, eccetto che induca incertezza sulle persone, sul bene o sul rapporto giuridico a cui si riferisce l’atto o, rispettivamente, la sentenza o la domanda (1).


Commento

Nota (di trascrizione): [v. 2659].

 

(1) È il giudice, sulla base del suo libero apprezzamento, a valutare se, nel caso concreto, le indicazioni riportate nella nota siano sufficienti ad individuare con certezza gli elementi essenziali del titolo, i soggetti e l’oggetto cui l’atto si riferisce (es.: la mancata indicazione della data di nascita non determina nullità della trascrizione se dalla lettura della nota sia possibile individuare con certezza i soggetti contraenti).


Giurisprudenza annotata

Trascrizioni

In tema di trascrizione, al fine di stabilire se e in quali limiti un determinato atto sia opponibile ai terzi, deve aversi riguardo esclusivo al contenuto della nota di trascrizione, unico strumento funzionale, "ex lege", alla conoscenza per gli interessati, del contenuto, dell'oggetto e del destinatario dell'atto.

Cassazione civile sez. III  06 giugno 2014 n. 12835  

 

Nella ipotesi di trascrizione in cui sia indicato erroneamente il soggetto a carico del quale è effettuata, gli effetti della assoluta incertezza sulla identità del proprietario dei beni ricadono sulla parte tenuta alla presentazione della nota di trascrizione; né assume efficacia il rimedio della correzione della trascrizione, cui si sia successivamente provveduto mediante il procedimento di correzione materiale dell'errore, perché, pur considerando l'efficacia retroattiva della sentenza, si sovvertirebbe comunque l'esigenza di certezza che regola il regime delle trascrizioni, con irragionevole sacrificio di chi, esaminando i registri immobiliari, abbia fatto affidamento sulla situazione di libertà del bene. Rigetta, Trib. Teramo, 08/05/2007

Cassazione civile sez. III  06 giugno 2014 n. 12835  

 

La trascrizione nei registri immobiliari è informata al criterio nominativo e le annotazioni sono, conseguentemente, eseguite con riguardo ai soggetti ai quali si riferiscono, da identificarsi con tutti i relativi dati anagrafici, ragion per cui un atto concernente un negozio immobiliare risulta legalmente occulto ai terzi se viene annotato nel conto di un soggetto diverso da quello al quale lo stesso si riferisce. Pertanto, la questione della validità della trascrizione nel caso di un errore sulla persona al quale l'atto è riferito si può, di conseguenza, configurare solo nell'ipotesi in cui l'inesatta indicazione delle sue generalità non abbia importato l'annotazione dell'atto in un conto diverso da quello della persona al quale lo stesso era correlato; al contrario, non può discorrersi di una trascrizione valida nel caso in cui l'atto sia stato annotato, per effetto dell'inesattezza di uno o più dati anagrafici, nel conto di altra persona, giacché, in tal caso, il terzo non è in grado di conoscere, secondo gli ordinari criteri di tenuta dei registri immobiliari e di ricerca della condizione dei beni immobili in relazione al loro regime di circolazione, l'esistenza di tale atto.

Cassazione civile sez. II  07 giugno 2013 n. 14440  

 

In tema di trascrizione, l'inesattezza nella nota di cui all'art. 2659 c.c. dell'indicazione della data di nascita del dante causa di un trasferimento immobiliare, con conseguente annotazione del titolo nel conto di diverso soggetto, determinando incertezza sulla persona a cui si riferisce l'atto, nuoce, ai sensi dell'art. 2665 c.c., alla validità della trascrizione stessa, da considerarsi, in concreto, occulta ai terzi, i quali non sono posti in grado, secondo gli ordinari criteri nominativi di tenuta dei registri immobiliari, di conoscere l'esistenza di tale atto. Rigetta, App. Torino, 28/02/2006

Cassazione civile sez. II  07 giugno 2013 n. 14440

 

In tema di successione di atti negoziali e/o giudiziali sul medesimo bene immobile e relative trascrizioni e quindi di opposizione di terzo, la patologia certa, anche soggettiva, dell'atto giudiziale e/o amministrativo determina, in virtù della ratio normativa e della natura delle situazioni giuridiche, un'inversione verticale ed orizzontale del principio della cronologia delle trascrizioni e dei relativi diritti ad hoc. È così, legittima la sentenza con cui, accertato ex post l'errore anagrafico dell'anteriore trascrizione qualificata quindi inefficace nei confronti del terzo, venga dichiarata non annullabile la successiva valida trascrizione del terzo sul medesimo bene.

Cassazione civile sez. II  07 giugno 2013 n. 14440  

 

In tema di pubblicità immobiliare, la trascrizione della domanda giudiziale ha la funzione di prenotare, nei confronti dei terzi, gli effetti della pronuncia che sarà successivamente emessa, realizzando una tutela anticipata del diritto che colui che trascrive andrà ad acquistare. Ne consegue che, in caso di trascrizione di domanda di giudizio arbitrale finalizzata all'esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto di acquisto della nuda proprietà di un immobile, chi trascrive non è tenuto, ai fini dell'opponibilità al terzi, a dare conto, nella relativa nota, anche dell'esistenza e della durata dell'usufrutto residuo gravante sull'immobile stesso, trattandosi di diritto di cui è titolare un soggetto diverso da quello che trascrive la domanda giudiziale.

Cassazione civile sez. III  05 marzo 2013 n. 5397  

 

In tema di espropriazione immobiliare, non sono opponibili al creditore pignorante, il quale abbia provveduto a trascrivere il pignoramento in danno del soggetto individuato secondo la data di nascita risultante dall'atto di acquisto dei beni da sottoporre ad esecuzione, né l'eventuale erroneità delle generalità ivi indicate, riportate pure nelle note di trascrizione, né, conseguentemente, l'acquisto da parte di terzi trascritto, sia pure in tempo anteriore al pignoramento, nei confronti del debitore identificato sulla base di dati che, per quanto reali, siano però difformi da quelli emergenti dal medesimo titolo di provenienza.

Cassazione civile sez. III  08 febbraio 2013 n. 3075  

 

In tema di trascrizione, al fine di stabilire se ed in quali limiti un determinato atto sia opponibile ai terzi, deve aversi riguardo esclusivo al contenuto della nota di trascrizione, unico strumento funzionale, ex lege, alla conoscenza, per gli interessati, del contenuto, dell'oggetto e del destinatario dell'atto. Ciò posto, a mente dell'art. 2665 c.c., è da ritenersi causa di invalidità della nota de qua non ogni generica omissione od inesattezza, ma soltanto la erronea indicazione inducente incertezza sulle persone, sul bene o sul rapporto giuridico cui l'atto si riferisce. (Nel caso di specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto che l'indicazione della partita Iva in luogo del codice fiscale, restando corretta l'indicazione della ragione sociale e della sede nella nota di trascrizione, non comporta alcuna invalidità di questa, ma una semplice inesattezza).

Cassazione civile sez. VI  04 dicembre 2012 n. 21758  

 

Autosufficienza della nota di trascrizione, alla luce del disposto di cui all’art. 2665 c.c., significa che allorquando l'indicazione inesatta rispetto al tenore dell’atto da trascriversi, messa in relazione con il residuo contenuto della nota, non determini un’incertezza in ordine all’individuazione delle persone, del bene e del rapporto cui si riferisce l'atto, nel senso che dalla nota risulti comunque identificato sotto tutti questi aspetti un atto, non ha alcun rilievo invalidante della trascrizione la circostanza che sussista quella inesattezza, cioè che la rappresentazione complessiva dell’atto che dalla nota risulti non sia fedele rispetto all'atto stesso; in questi casi si è, infatti, in presenza di un’inesattezza che determina soltanto il riferirsi della trascrizione ad un atto di contenuto diverso da quello del quale si intendeva ottenere la trascrizione.

Tribunale Salerno sez. fer.  31 agosto 2011

 

Ai sensi degli art. 2659 e 2665 c.c., la nota di trascrizione deve indicare « il luogo e data di nascita e il numero di codice fiscale delle parti » e « l'omissione e l'inesattezza di alcuna delle indicazioni richieste dalle note menzionate negli articoli 2659 e 2660 non nuoce alla validità della trascrizione, eccetto che induca incertezza sulle persone, sul bene o sul rapporto giuridico a cui si riferisce l'atto o, rispettivamente, la sentenza o la domanda ». (Conferma Tar Puglia, Lecce, sez. I, n. 96 del 2008).

Consiglio di Stato sez. VI  22 settembre 2008 n. 4569  

 

L'art. 2665 c.c., secondo il quale eventuali inesattezze ed omissioni della nota di trascrizione non determinano l'invalidità della trascrizione, a meno che inducano incertezza sulle persone, sul bene o sul rapporto giuridico oggetto del titolo, deve essere interpretato nel senso che l'idoneità della nota ad individuare l'atto da trascriversi nei suoi profili oggettivi e soggettivi deve essere valutata esclusivamente sulla base dell'apprezzamento della nota, non essendo possibile supplire ad omissioni ed inesattezze attraverso il ricorso ad elementi esterni ad essa. (Nel caso di specie si è ritenuta valida la trascrizione di una compravendita, la cui nota conteneva un'inesattezza circa l'identità del venditore, e precisamente circa l'anno di nascita, pur correttamente riportata nel titolo, poiché tenuto conto del residuo contenuto della nota, non sussisteva incertezza in ordine all'individuazione delle persone, del bene e del rapporto cui si riferisce l'atto).

Corte appello Cagliari  09 ottobre 2007 n. 317  

 

 

Notai

Le omissioni e le inesattezze delle note - come si evince anche dall'art 2665 c.c. - non rientrano tra le cause, testualmente previste dall'art 2674 c.c., che impediscono la trascrizione, la quale va pertanto eseguita dal conservatore dei registri immobiliari nonostante tali incompletezze, restando, in tal caso, a carico del richiedente il rischio e la responsabilità dell'eventuale inefficacia della trascrizione così eseguita.

Tribunale Milano sez. V  12 febbraio 2007 n. 1740  

 

L'omissione o l'inesattezza delle indicazioni richieste per l'effettuazione della nota, non nuoce alla validità della stessa, se non induca incertezza sulle persone, sul bene o sul rapporto giuridico, a cui si riferisce l'atto. Pertanto per l'adempimento della formalità è sufficiente che le indicazioni riportate nella nota, anche se lacunose o inesatte, consentano di individuare, senza possibilità di equivoci, gli estremi essenziali del negozio, i beni ai quali il negozio si riferisce, la natura del diritto che si è voluto trasferire, costituire o modificare, i soggetti interessati dall'atto nella loro identità personale.

Tribunale Milano sez. V  12 febbraio 2007 n. 1740

 

 



 
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