Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2667 codice civile: Atti compiuti per persona incapace

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



I rappresentanti di persone incapaci e coloro che hanno prestato assistenza alle medesime devono curare che si esegua la trascrizione degli atti, delle sentenze o delle domande giudiziali che sono soggetti a trascrizione e rispetto ai quali essi hanno esercitato il loro ufficio.

La mancanza della trascrizione può anche essere opposta ai minori, agli interdetti e a qualsiasi altro incapace, salvo ai medesimi il regresso contro i tutori, gli amministratori o i curatori che avevano l’obbligo della trascrizione.

La mancanza della trascrizione non può essere opposta dalle persone che avevano l’obbligo di eseguirla per i propri rappresentati o amministrati, nè dai loro eredi (1).

Commento

Incapace: [v. 2294]; Minore: [v. 1426]; Interdetto: [v. 414]; Tutore: [v. 357]; Curatore: [v. 392].

 

(1) I soggetti espressamente obbligati dalla norma sono i genitori, i tutori di minori o interdetti, i curatori di minori emancipati. La maggior parte degli autori estende la previsione anche a coloro che curano gli interessi di persone giuridiche [v. Libro I, Titolo II].

 

 

Giurisprudenza annotata

Assicurazioni

La facoltà concessa dall'art. 1917 c.c. all'assicuratore della responsabilità civile di pagare direttamente al terzo danneggiato e l'obbligo di pagare se l'assicurato lo richiede non comportano un'azione diretta del terzo danneggiato nei confronti dell'assicuratore, e in caso di fallimento dell'assicurato dichiarato dopo il verificarsi dell'evento dannoso, l'indennizzo entra a far parte della massa attiva, mentre il danneggiato deve essere ammesso al passivo col privilegio di cui all'art. 2767 c.c.

Corte appello Bologna  15 novembre 1997

 

 

Fallimento

Nell'ipotesi di assicurazione per la responsabilità civile volontaria, titolare del diritto all'indennizzo è esclusivamente l'assicurato, in quanto la semplice facoltà che la legge concede all'assicuratore di pagare direttamente al terzo danneggiato (dando comunicazione all'assicurato) e l'obbligo che gli impone di pagare - se l'assicurato lo richiede - non comportano un diritto o un'azione diretta del terzo danneggiato nei confronti dell'assicuratore. Ne consegue che, in caso di fallimento dell'assicurato successivo al verificarsi dell'evento dannoso, l'assicuratore che non abbia già risarcito il danneggiato è tenuto a corrispondere l'indennizzo esclusivamente al curatore: su tale indennità il danneggiato può far valere soltanto il diritto di prelazione concessogli dall'art. 2667 c.c.

Tribunale Vicenza  20 febbraio 1985



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