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Art. 2668-bis codice civile: Durata dell’efficacia della trascrizione della domanda giudiziale

La trascrizione della domanda giudiziale conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data (1). L’effetto cessa se la trascrizione non è rinnovata prima che scada detto termine.

Per ottenere la rinnovazione si presenta al conservatore una nota in doppio originale conforme a quella della precedente trascrizione, in cui si dichiara che si intende rinnovare la trascrizione originaria.

In luogo del titolo si può presentare la nota precedente.

Il conservatore deve osservare le disposizioni dell’articolo 2664.

Se al tempo della rinnovazione gli immobili a cui si riferisce il titolo risultano dai registri delle trascrizioni passati agli eredi o aventi causa di colui contro il quale venne eseguita la formalità, la rinnovazione deve essere fatta anche nei confronti degli eredi o aventi causa e la nota deve contenere le indicazioni stabilite dall’articolo 2659, se queste risultano dai registri medesimi.


Commento

Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I]; Nota: [v. 2659]; Eredi: [v. 2179]; Aventi causa: [v. 2842].

 

(1) La legge di riforma del processo civile ha introdotto un termine di efficacia ventennale per la trascrizione della domanda giudiziale [2652], del pignoramento immobiliare e del sequestro conservativo sugli immobili [v. 2668ter].

 

La ratio dell’intervento legislativo in esame è quella di non imporre ai terzi ricerche troppo complesse sulle vicende relative alle trascrizioni: il terzo che abbia legittimamente fatto affidamento sulle risultanze dei registri immobiliari non sarà pregiudicato da una trascrizione oltre il termine indicato, se non rinnovata.

 


Giurisprudenza annotata

Esecuzione Forzata

In tema di espropriazione forzata, il provvedimento con il quale il giudice dell'esecuzione dichiara l'estinzione del processo esecutivo per cause diverse da quelle tipiche (comportanti piuttosto la declaratoria di improseguibilità, come, nella specie, la sopravvenuta inefficacia del pignoramento per mancata rinnovazione della trascrizione nel termine ventennale di cui agli artt. 2668 bis e 2668 ter cod. civ.), non è impugnabile con ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., ma con l'opposizione ex art. 617 cod. proc. civ., che è rimedio tipico avverso gli atti viziati del processo esecutivo Rigetta, Trib. Nicosia, 21/03/2012

Cassazione civile sez. VI  20 novembre 2014 n. 24775  

 

Trascrizione

Se si tiene conto della natura personale e non reale del nostro sistema di pubblicità immobiliare (cioè del fatto che la formalità è presa con riguardo a persone e non a beni), risulta evidente come la prescrizione (di cui all’art. 2668 bis, comma 5, c.c.) che la rinnovazione sia eseguita anche nei confronti dell’avente causa sia fondamentale per la corretta tenuta del sistema: diversamente potrebbe risultare impossibile per un eventuale terzo interessato venirne a conoscenza, posto che, da un lato, il terzo – in sede di consultazione dei registri immobiliari – non potrà che partire dal soggetto che allo stato attuale risulti titolare del bene (sicché dalla visura non emergerà la rinnovazione della formalità eseguita solo a carico del dante causa), nonché, dall’altro, neppure risulterà l’esistenza della originaria formalità presa nei confronti del dante causa (proprio perché gli art. 2668 bis e 2668 ter c.c. consentono al terzo di limitare la verifica al solo ventennio). In altri termini, posto che la rinnovazione eseguita nei confronti del solo dante causa falsa irrimediabilmente gli esiti della verifica dei registri immobiliari e quindi la funzione stessa del sistema di pubblicità, deve giocoforza concludersi per la invalidità di una simile (incompleta) rinnovazione.

Tribunale S.Maria Capua V.  14 giugno 2011

 



 
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