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Art. 2668 codice civile: Cancellazione della trascrizione

La cancellazione della trascrizione delle domande enunciate dagli articoli 2652 e 2653 e delle relative annotazioni si esegue quando è debitamente consentita dalle parti interessate ovvero è ordinata giudizialmente con sentenza passata in giudicato.

Deve essere giudizialmente ordinata, qualora la domanda sia rigettata o il processo sia estinto per rinunzia o per inattività delle parti.

Si deve cancellare l’indicazione della condizione o del termine negli atti trascritti, quando l’avveramento o la mancanza della condizione ovvero la scadenza del termine risulta da sentenza o da dichiarazione, anche unilaterale, della parte, in danno della quale la condizione sospensiva si è verificata o la condizione risolutiva è mancata ovvero il termine iniziale è scaduto (1).

Si deve cancellare la trascrizione dei contratti preliminari quando la cancellazione è debitamente consentita dalle parti interessate ovvero è ordinata giudizialmente con sentenza passata in giudicato (2).


Commento

Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I]; Annotazione: [v. 2654]; Condizione: [v. 1353]; Termine: [v. Libro IV, Titolo II, Capo III]; Contratto preliminare: [v. 1351].

 

(1) La cancellazione è una pubblicità accessoria che si esegue a margine della preesistente trascrizione: essa tende a porre nel nulla sul piano giuridico (senza una materiale eliminazione) un’altra pubblicità.

 

(1) La cancellazione dell’indicazione della condizione (che si è avverata o è mancata) e del termine (quando è scaduto) rende pubblico che gli effetti dell’atto trascritto sono divenuti operanti in quanto l’atto in cui erano contenuti è divenuto definitivamente efficace. Se, al contrario, il verificarsi della condizione determina la inefficacia dell’atto, la trascrizione resta, ma sarà inutile in quanto farà riferimento ad un atto ormai inefficace.

 

(2) Si ricordi che il d.l. 669/1996, conv. in l. 30/1997 cit. ha previsto l’obbligo di trascrizione per i contratti preliminari aventi ad oggetto taluni atti di disposizione relativi a beni immobili [v. 2645bis].

 

Anche se al conservatore compete un controllo solo formale della regolarità del titolo a lui presentato, in tema di cancellazione (poiché questa non può più rivivere) il suo controllo deve essere particolarmente rigoroso.


Giurisprudenza annotata

Trascrizione

La necessità di assicurare l'economia dei giudizi e di interpretare le norme processuali - in conformità con l'art. 111 Cost. - nel senso di garantire la ragionevole durata del processo comporta che, anche nel giudizio di cassazione, nell'ipotesi di estinzione per rinunzia o inattività delle parti, deve essere giudizialmente ordinata la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale ex art. 2668 cod. civ., a condizione, tuttavia, che sussista una concorde richiesta delle parti anche posteriore al giudizio di legittimità. (Nel caso di specie, la richiesta di cancellazione proposta dalla parte intimata, già ricorrente incidentale, è stata rigettata dalla Suprema Corte in base al rilievo che, intervenuta la dichiarazione di rinuncia al ricorso e la relativa accettazione dell'intimato, né nella dichiarazione di rinuncia agli atti del giudizio, né in quella di accettazione, e neppure nell'istanza di integrazione del dispositivo del decreto di estinzione del giudizio presentata dalla parte intimata, si è rinvenuta una concorde richiesta delle parti). Rigetta, App. Perugia, 18/02/2011

Cassazione civile sez. VI  30 maggio 2013 n. 13715  

 

Ai sensi dell’art. 2668, 2 comma, c.c. ha titolo per ottenere la cancellazione la parte che, nell’attuale qualità di piena proprietaria, ha interesse all’eliminazione della trascrizione pregiudizievole, in quanto incide negativamente sulla commerciabilità dei propri immobili - rimasti gravati dalla trascrizione di una domanda giudiziale di riscatto ex art. 39 l.n. 392/1978 -, facendo valere l’intervenuto rigetto della stessa domanda giudiziale, cui si è connessa la trascrizione.

Tribunale Vicenza sez. I  06 novembre 2012

 

Il limite di cui all'art. 2668 c.c., per cui la cancellazione delle trascrizioni delle domande giudiziali è possibile solo quando sia debitamente consentita dalle parti interessate, ovvero laddove sia ordinata con sentenza passata in giudicato, in particolare laddove la domanda sia rigettata o il processo sia estinto per rinunzia o inattività delle parti, non può operare nei casi in cui si proceda alla trascrizione al di fuori delle ipotesi di cui agli art. 2652 e 2653 c.c.; infatti, in tali casi la trascrizione si palesa coma un'utilizzazione abusiva del diritto di credito, valutabile alla stregua di un mero atto emulativo, atteso il suo contenuto contrario ad ogni previsione normativa, con la conseguenza che diviene possibile il ricorso alla tutela innominata di cui all'art. 700 c.p.c. per arrestare in via d'urgenza gli effetti pregiudizievoli derivanti dal permanere della trascrizione illegittima.

Tribunale Napoli  19 luglio 2011

 

È inammissibile il ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c. volto ad ottenere la cancellazione della trascrizione abusiva di una domanda giudiziale richiedendo a tal fine, l'art. 2668 c.c. una sentenza passata in giudicato e caratterizzandosi i provvedimenti d'urgenza per la provvisorietà e strumentalità mentre la misura cautelare in tale ipotesi, ove concessa, assumerebbe carattere di sostanziale definitività.

Tribunale Milano sez. II  13 gennaio 2011

 

In tema di cancellazione della trascrizione delle domande giudiziali, deve ritenersi legittimo l'ordine di cancellazione della trascrizione relativa ad un diritto accertato come inesistente, anche se avente ad oggetto non la domanda giudiziale ma la trascrizione dell'atto sul quale si sarebbe dovuto fondare il diritto accertato come inesistente, in virtù dell'applicazione analogica dell'art. 2668 c.c. che prescrive al giudice la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale in caso di definitivo accertamento della sua infondatezza (nella fattispecie, la Corte d'appello, con pronuncia confermata in sede di legittimità, aveva dichiarato inammissibile l'intervento in appello, nel giudizio di divisione della casa coniugale, dei figli delle parti, sulla base dell'inesistenza del diritto di abitazione posto a base dell'intervento, ordinando altresì la cancellazione della trascrizione del verbale di separazione consensuale sul quale essi avevano fondato la loro domanda) . (Conferma App. Milano 18 giugno 2005 n. 1564).

Cassazione civile sez. I  04 novembre 2010 n. 22500  



 
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