Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 267 codice civile: Trasmissibilità dell’azione

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Nei casi indicati dagli articoli 265 e 266, se l’autore del riconoscimento è morto senza aver promosso l’azione, ma prima che sia scaduto il termine, l’azione può essere promossa dai discendenti, dagli ascendenti o dagli eredi.
Nel caso indicato dal primo comma dell’articolo 263, se l’autore del riconoscimento è morto senza aver promosso l’azione, ma prima che sia decorso il termine previsto dal terzo comma dello stesso articolo, sono ammessi ad esercitarla in sua vece i discendenti o gli ascendenti, entro un anno decorrente dalla morte dell’autore del riconoscimento o dalla nascita del figlio se si tratta di figlio postumo o dal raggiungimento della maggiore età da parte di ciascuno dei discendenti (1) (2).
Se il figlio riconosciuto è morto senza aver promosso l’azione di cui all’articolo 263, sono ammessi ad esercitarla in sua vece il coniuge o i discendenti nel termine di un anno che decorre dalla morte del figlio riconosciuto o dal raggiungimento della maggiore età da parte di ciascuno dei discendenti (1) (2).
La morte dell’autore del riconoscimento o del figlio riconosciuto non impedisce l’esercizio dell’azione da parte di coloro che ne hanno interesse, nel termine di cui al quarto comma dell’articolo 263 (1) (2).
Si applicano il sesto comma dell’articolo 244 e l’articolo 245 (1).

Commento

Riconoscimento: [v. 250]; Discendente: [v. 87]; Ascendente: [v. 87]; Erede: [v. 457]; Figlio postumo: [v. 246].

 

(1) Comma aggiunto ex art. 30, c. 1, d.lgs. 28-12-2013, n. 154 (Attuazione riforma filiazione), in vigore dal 7-2-2014 (art. 108 d.lgs. cit.).

 

(2) Cfr. art. 104, c. 10, d.lgs. 154/2013 cit., riportato sub art. 263 nota (2).

 

Lo scopo perseguito dagli artt. 265, 266 e 267 è quello di garantire che il riconoscimento sia frutto di una volontà formatasi correttamente, in assenza di qualsiasi vizio.

Giurisprudenza annotata

Filiazione

È improcedibile l'azione di impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità instaurata dai soggetti riconosciuti, dopo la morte dell'autore del riconoscimento, nei confronti di soggetti diversi dai discendenti, dagli ascendenti o dagli eredi dell'autore del riconoscimento ovvero di un curatore speciale dello stesso nominato ai sensi dell'art. 247 c.c.

Tribunale Napoli sez. III  21 dicembre 2005



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