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Art. 2673 codice civile: Obblighi del conservatore

Il conservatore dei registri immobiliari deve rilasciare a chiunque ne fa richiesta copia delle trascrizioni, delle iscrizioni e delle annotazioni, o il certificato che non ve ne è alcuna (1).

Deve, altresì, permettere l’ispezione dei suoi registri nei modi e nelle ore fissati dalla legge (2).

Il conservatore deve anche rilasciare copia dei documenti che sono depositati presso di lui in originale o i cui originali sono depositati negli atti di un notaio o in pubblico archivio fuori della circoscrizione del tribunale nella quale ha sede il suo ufficio.


Commento

Conservatore: [v. 2658]; Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I]; Iscrizione: [v. 2808]; Annotazione: [v. 2654].

 

(1) Le copie delle trascrizioni, iscrizioni e annotazioni, previste dal primo comma del presente articolo sono eseguite con l’impiego di macchine fotostatiche, le certificazioni negative devono essere eseguite a mano.

 

(2) Il conservatore [v. 2658] ha l’obbligo di consentire a chiunque di consultare i suoi registri, anche se questi non vi abbia interesse. Per ogni ispezione, il richiedente deve presentare la propria richiesta su moduli a stampa e la conservatoria [v. 2658] rilascia l’elenco delle formalità riguardanti il nominativo richiesto.

 

 


Giurisprudenza annotata

Pubblica amministrazione

In tema di pubblicità degli atti relativi ai beni immobili (art. 2673, c.c.), l'accesso ai dati di pertinenza delle Conservatorie immobiliari è consentito a chiunque, senza alcun vincolo o limite specifico al diritto di ciascuno di avere copia delle note d'iscrizione o trascrizione, di conseguenza, non può essere impedito ad una società - interessata a fornire alla propria clientela il servizio di banca-dati - la stampa meccanizzata delle rilevazioni giornaliere, consentendo solo la mera visione dei documenti cartacei, atteso che detta limitazione non trova alcuna fonte legislativa ed è sintomo di sviamento se sottende, come nella specie, il fine di impedire l'utilizzo dei dati "a cascata" attraverso i comuni sistemi di riproduzione ad evitare (o, quanto meno, non facilitarne) la loro successiva commercializzazione.

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. III  15 dicembre 1998 n. 2935

 

Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia relativa alla legittimità della regolamentazione amministrativa concernente i limiti alle modalità di esercizio del diritto di prendere visione dei registri immobiliari, mentre esula dalla stessa l'accertamento e la declaratoria dell'esistenza del suddetto diritto ai sensi dell'art. 2673 c.c.

Consiglio di Stato sez. IV  24 ottobre 1994 n. 823  

 

 

Notai

In considerazione del vigente sistema di pubblicità immobiliare, ai sensi dell'art. 1176 c.c. incorre in colpa professionale il notaio che, incaricato della redazione di un contratto di vendita immobiliare, scelga la forma della scrittura privata autenticata, e non effettui le visure ipotecarie o quanto meno non prospetti alla parte acquirente la opportunità di far effettuare da terzi tali visure o di richiedere le certificazioni di cui all'art. 2673 c.c.

Cassazione civile sez. II  20 gennaio 1994 n. 475  

 

In considerazione del vigente sistema di pubblicità immobiliare, ai sensi dell'art. 1176 c.c., incorre in colpa professionale il notaio che, incaricato della redazione di un contratto di vendita immobiliare, e non della mera autenticazione delle sottoscrizioni del relativo documento già da altri predisposto, scelga la forma della scrittura privata autenticata, senza effettuare visure ipotecarie, nè quanto meno prospettare alla parte acquirente la opportunità di far effettuare da terzi tali visure o di richiedere le certificazioni di cui all'art. 2673 c.c..

Cassazione civile sez. II  20 gennaio 1994 n. 475  

 

 

Trascrizione

Il diritto di ispezionare i registri immobiliari non è assoggettabile ad alcun limite secondo quanto dispongono l'art. 2673 c.c. e la l. 27 febbraio 1985, n. 52, essendo consentito esclusivamente di regolamentarne le modalità di accesso. Pertanto il conservatore non può legittimamente impedire la consultazione con rilevamento, ovvero la copia indiscriminata degli atti, sulla base di una semplice richiesta numerica, costituita dal richiamo a tutti i numeri di cui al mod. 60.

T.A.R. Napoli (Campania) sez. III  28 ottobre 1992 n. 229  

 

L'elencazione dei casi di responsabilità del conservatore dei registri immobiliari, contenuta nell'art. 2675 c.c. ha carattere esemplificativo e non tassativo. Il conservatore dei registri immobiliari, mentre assume la responsabilità del contenuto delle certificazioni rilasciate ai sensi dell'art. 2673 c.c. e risponde degli eventuali danni derivati ad altri dalle imprecise notizie fornite circa l'appartenenza e la condizione giuridica degli immobili, non incorre in alcuna responsabilità allorché, adempiendo un proprio dovere d'ufficio, esegua formalità richieste, sebbene queste - per difetto di preventive indagini - si rivelino inefficaci. (Nella specie era stata chiesta ed ottenuta l'iscrizione di una ipoteca e la trascrizione di alcuni atti di pignoramento immobiliare su immobili non più nel patrimonio del debitore, senza che fosse stata, preventivamente, richiesta una certificazione, ai sensi dell'art. 2673 c.c. circa l'appartenenza degli immobili. La S.C. ha escluso, al riguardo, ogni responsabilità del conservatore).

Cassazione civile sez. III  05 gennaio 1981 n. 29  

 

Non è configurabile alcuna responsabilità del conservatore dei registri immobiliari, il quale abbia eseguito l'iscrizione di una ipoteca e la trascrizione di un pignoramento immobiliare sulla base di ispezioni ed informazioni, circa l'appartenenza al debitore dei beni ipotecari o pignorati assunte dal richiedente e rivelatesi poi errate con la conseguente inutilità delle spese, sostenute dal richiedente stesso, per iscrizione e trascrizione; infatti il conservatore, a norma dell'art. 2674 c.c. ha l'obbligo di accertare l'autenticità dei titoli, la loro natura e provenienza, la intellegibilità degli stessi, oltre ai requisiti stabiliti dagli art. 2675, 2666, comma 1 2821. 2835, 2837 c.c. mentre in ogni altro caso non può rifiutare di ricevere note e titoli, ne di eseguire iscrizioni, trascrizioni o annotazioni richieste. Nè il richiedente può addebitare al conservatore la responsabilità per il danno suddetto, che egli stesso, avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza. È, al contrario, configurando la responsabilità del conservatore, qualora le suddette iscrizioni e trascrizioni siano state richieste ed eseguite in base a certificazioni, rilasciate dal suo ufficio ai sensi dell'art. 2673 c.c. e, contenenti errori addebitabili a colpa dell'ufficio stesso, poiché in tal caso egli assume la responsabilità di quei documenti e perciò deve rispondere degli eventuali danni derivati a terzi dalle imprecise notizie fornite circa l'appartenenza e la condizione giuridica degli immobili.

Cassazione civile sez. III  05 gennaio 1981 n. 29  

 

 

Giurisdizione

Non rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo il potere di accertare e di dichiarare il diritto di prendere visione dei registri immobiliari, ai sensi dell'art. 2673 cc.

T.A.R. Napoli (Campania) sez. III  28 ottobre 1992 n. 229

 

 

Giustizia amministrativa

Dopo la modifica dell'art. 2673 comma 2 c.c. operata dall'art. 4 l. 27 febbraio 1985 n. 52, si deve ritenere che l'ispezione dei registri immobiliari costituisca l'oggetto di un incondizionato diritto soggettivo attribuito a chiunque vi abbia interesse; conseguentemente, gli atti con cui il conservatore dei registri immobiliari consente al consiglio notarile di acquisire e memorizzare elettronicamente alcuni dati relativi alle formalità immobiliari (allo scopo di facilitare le c.d. misure notarili) hanno natura giuridica di meri adempimenti attuativi del diritto soggettivo all'ispezione dei registri, e non natura di provvedimenti amministrativi incidenti su interessi legittimi ed è pertanto, inammissibile, il ricorso giurisdizionale contro di essi.

T.A.R. Catania (Sicilia) sez. I  15 aprile 1991 n. 220  



 
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