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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2690 codice civile: Domande relative ad atti soggetti a trascrizione

Devono essere trascritte, qualora si riferiscano ai diritti menzionati dall’art. 2684:

1) le domande indicate dai numeri 1, 2, 3, 4 e 5 dell’art. 2652 per gli effetti ivi disposti;

2) le domande dirette all’accertamento di uno dei contratti indicati dai numeri 1 e 2 dell’art. 2684.

La trascrizione della sentenza che accoglie la domanda prevale sulle trascrizioni e iscrizioni eseguite contro il convenuto dopo la trascrizione della domanda;

3) le domande dirette a far dichiarare la nullità o a far pronunziare l’annullamento di atti soggetti a trascrizione e le domande dirette a impugnare la validità della trascrizione.

La sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i diritti acquistati a qualunque titolo dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda medesima, se questa è stata resa pubblica dopo tre anni dalla data della trascrizione dell’atto che si impugna. Se però la domanda è diretta a far pronunziare l’annullamento per una causa diversa dall’incapacità legale, la sentenza che l’accoglie non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda, anche se questa è stata trascritta prima che siano decorsi tre anni dalla data della trascrizione dell’atto impugnato, purchè in questo caso i terzi abbiano acquistato a titolo oneroso;

4) le domande con le quali si contesta il fondamento di un acquisto a causa di morte.

Salvo quanto è disposto dal secondo e dal terzo comma dell’art. 534, se la domanda è trascritta dopo tre anni dalla data della trascrizione dell’atto impugnato, la sentenza che l’accoglie non pregiudica i terzi di buona fede che, in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda, hanno a qualunque titolo acquistato diritti da chi appare erede o legatario;

5) le domande di riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie per lesione di legittima.

Se la trascrizione è eseguita dopo tre anni dall’apertura della successione, la sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i terzi che hanno acquistato a titolo oneroso diritti in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;

6) le domande di revocazione e quelle di opposizione di terzo contro le sentenze soggette a trascrizione per le cause previste dai numeri 1, 2, 3 e 6 dell’articolo 395 del codice di procedura civile e dal secondo comma dell’articolo 404 dello stesso codice.

Se la domanda è trascritta dopo tre anni dalla trascrizione della sentenza impugnata, la sentenza che l’accoglie non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda.

Alla domanda giudiziale è equiparato l’atto notificato con il quale la parte, in presenza di compromesso o di clausola compromissoria, dichiara all’altra la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri.


Commento

Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I, Capo III]; Domanda (giudiziale): [v. 2652]; Iscrizione: [v. 2808]; Nullità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI]; Annullamento: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XII]; Sentenza: [v. 2651]; Buona fede: [v. 1147]; Erede: [v. 457]; Legatario: [v. 649]; Donazione: [v. Libro II, Titolo V]; Legittima: [v. 551]; Compromesso: [v. 2691]; Clausola compromissoria: [v. 2691]; Procedimento arbitrale (arbitrato): [v. 2691].

 


Giurisprudenza annotata

Simulazione

In ordine alla richiesta di accertamento di una interposizione fittizia posta in essere al momento dell'acquisto del veicolo, il Tribunale rileva che in virtù della disposizione dettata dall'art. 1416 comma 1 c.c., tale simulazione relativa non è opponibile al curatore del fallimento, la cui situazione legittimante si identifica con quella dei creditori del titolare apparente, ai quali non può essere opposta una titolarità del bene - acquisito all'attivo per effetto del pignoramento "ex lege" connesso alla dichiarazione di fallimento - diversa da quella apparente, salvo che la domanda giudiziale diretta a far accertare l'interposizione fittizia posta in essere in occasione del trasferimento non sia stata trascritta in data anteriore alla dichiarazione di fallimento, in base al combinato disposto degli art. 2652 n. 4 e 2690 n. 1 c.c. (cfr. Cass., 22 agosto 1997 n. 7865).

Tribunale Milano sez. II  01 giugno 2007 n. 6903  

 

 

Impresa ed imprenditore

È legittima, con interpretazione estensiva e sistematica dell'art. 2696 c.c., e non analogica in base agli art. 2683, 2690 e 2691 c.c., l'iscrizione nel Registro delle imprese degli atti prodromici e modificativi, previsti dall'ordinamento, di fattispecie espressamente soggette a pubblicità: in questa categoria di atti si inserisce la domanda giudiziale di accertamento della simulazione in ordine alla vicenda inerente al trasferimento di quota di società a responsabilità limitata.

Tribunale Ferrara  09 maggio 2005

 

 

Compromesso ed arbitrato

All'esito delle modifiche introdotte dalla legge n. 25 del 1994 al procedimento arbitrale - in particolare, con l'art. 1 (introduttivo dell'art. 669 octies c.p.c.), 25 (sostitutivo dell'art. 2943, comma 4, c.c., ed additivo del comma 4 all'art. 2945) e 26 (additivo di un capoverso agli art. 2652, 2653, 2690 e 2691 c.c.) - deve ritenersi che tale procedimento si instauri con la notificazione della domanda di accesso all'arbitrato, e non anche con la costituzione del collegio arbitrale, con la conseguenza che, determinatosi l'effetto della pendenza del giudizio con la detta notifica, il giudizio si radica fin da tale momento tra i soggetti sottoscrittori della clausola compromissoria (i soggetti, cioè, legittimati attivamente e passivamente ad agire e resistere nella procedura arbitrale fino alla sua definizione), e con l'ulteriore conseguenza che l'eventuale subingresso di un altro soggetto nel rapporto controverso, dopo l'inizio del procedimento, non incide sulla ritualità della nomina dell'arbitro di parte effettuata dal destinatario della domanda di arbitrato nei termini e con le modalità di cui all'art. 810 c.p.c. Nella diversa ipotesi in cui l'arbitro di parte, mai nominato dal dante causa, sia stato, invece, nominato direttamente dal subentrante "ex lege" nel rapporto controverso - con ciò stesso intervenendo questi nella procedura - deve ritenersi, attesa la natura sostanziale e non meramente processuale dell'atto di nomina dell'arbitro (nonché la circostanza che la titolarità del rapporto controverso, e della stessa clausola compromissoria, è passata al successore a titolo particolare), che sia il successore a titolo particolare stesso il soggetto legittimato alla nomina dell'arbitro, senza che tale nomina possa in alcun modo dirsi, pertanto, affetta da nullità (come erroneamente ritenuto, nella specie, dal giudice di merito).

Cassazione civile sez. I  08 aprile 2003 n. 5457  

 

 

Trascrizione

La domanda giudiziale, diretta all'accertamento dell'avvenuto acquisto di un autoveicolo in forza di atto non trascritto, è idonea, ove trascritta, a far retroagire alla data della relativa trascrizione gli effetti favorevoli dell'eventuale sentenza di accoglimento, con opponibilità nei confronti di chi divenga successivamente titolare di diritti incompatibili, ancorché non abbia partecipato al processo, secondo le previsioni degli art. 2684 e 2690 n. 2 c.c. Tale opponibilità sussiste, a norma dell'art. 45 del r.d. 16 marzo 1942 n. 267, pure nei confronti del fallimento del venditore, ove il fallimento stesso sia stato dichiarato dopo quella trascrizione, salva restando ogni questione sulla validità, efficacia e revocabilità del contratto.

Cassazione civile sez. I  15 gennaio 1990 n. 101

 

 

Obbligazioni e contratti

Il contratto concluso per effetto di truffa, penalmente accertata, di uno dei contraenti in danno dell'altro è non già radicalmente nullo (ex art. 1418 c.c., in correlazione all'art. 640 c.p.), sibbene annullabile ai sensi dell'art. 1439 c.c., atteso che il dolo costitutivo del delitto di truffa non è ontologicamente, nè sotto il profilo intensivo, diverso da quello che vizia il consenso negoziale, entrambi risolvendosi in artifizi o raggiri adoperati dall'agente e diretti ad indurre in errore l'altra parte e così a viziarne il consenso. Pertanto, con riguardo alla vendita, il soggetto attivo che riceve la cosa, col consenso sia pur viziato, dell'avente diritto, ne diviene effettivo proprietario, con il connesso potere di trasferirne il dominio al terzo con la conseguenza che, a sua volta, quest'ultimo ove acquisti in buona fede ed a titolo oneroso, resta al riparo degli effetti dell'azione di annullamento, da parte del "deceptus" ai sensi e nei limiti di cui all'art. 1445 (in relazione agli art. 2652 n. 6, 2690 n. 3 c.c.

Cassazione civile sez. II  10 dicembre 1986 n. 7322



 
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