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Art. 2700 codice civile: Efficacia dell’atto pubblico

L’atto pubblico fa piena prova (1), fino a querela di falso (2) (3), della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonchè delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti.


Commento

Pubblico ufficiale: [v. 2671].

 

Querela di falso: domanda diretta ad ottenere l’accertamento della falsità di un atto pubblico [v. 2699] o di una scrittura privata [v. 2702] riconosciuta o accertata giudizialmente.

 

(1) L’atto pubblico è, quindi, una prova legale nel senso che non lascia al giudice margine per una valutazione discrezionale, vincolandolo nel giudizio. Tale piena efficacia probatoria non si estende, tuttavia, al contenuto sostanziale delle dichiarazioni delle parti. Il notaio non può, cioè, accertare né garantire che abbiano detto il vero.

 

(2) La falsità del documento può investire il profilo estrinseco (ossia il documento nella sua materialità) oppure il suo contenuto. Nel primo caso si parla di falsità materiale: essa concerne la genuinità del documento e si può manifestare nella forma della contraffazione (che è data dalla formazione del documento da parte di un soggetto diverso dall’autore apparente o dalla indicazione di una data o di un luogo diversi da quelli reali), e in quella dell’alterazione (che è data da una modificazione di ciò che risulta dal documento dopo la sua formazione).

Si parla, invece, di falsità ideologica quando la falsità concerne la verità del documento in quanto si sostanzia in una enunciazione falsa del suo contenuto.

 

(3) In considerazione del grande valore sociale che viene attribuito all’atto pubblico, sono previste pene pecuniarie per chi propone una querela di falso senza fondamento (art. 226 c.p.c.).


Giurisprudenza annotata

Pubblica amministrazione

Ogni contestazione del concorrente volta ad ipotizzare una possibile manomissione, o esposizione a manomissione dei plichi, idonea ad introdurre "vulnus" alla regolarità del procedimento di selezione del contraente, non può trovare sostegno nel solo dato formale delle indicazioni che si rinvengono nel verbale redatto per ogni adunanza della commissione preposta all’esame delle offerte, ma deve essere suffragata da circostanze ed elementi che, su un piano di effettività e di efficienza causale, abbiano inciso sulla cd. genuinità dell’offerta, che va preservata in corso di gara. Peraltro, per quanto le modalità di conservazione siano state accurate e rigorose (ad es. chiusura in cassaforte o altro) non si potrà mai escludere che vi sia stata una dolosa manipolazione (ad es. ad opera di chi conosceva la combinazione per aprire la cassaforte) e che chi sia interessato a farlo possa darne la prova. Viceversa, il fatto che le modalità di conservazione siano state meno rigorose non autorizza a presumere che la manipolazione vi sia stata, a meno che non vengano prodotte in tal senso prove o quanto meno indizi. Si ha, quindi, un vizio invalidante qualora sia positivamente provato, o quanto meno vi siano seri indizi, che le carte siano state manipolate negli intervalli fra un’operazione e l’altra. In siffatto contesto l’annotazione a verbale delle modalità di conservazione ha semplicemente l’effetto di precostituire una prova dotata di fede privilegiata (art. 2699 e 2700 c.c.), e quindi di prevenire o rendere più difficili future contestazioni; ma così come tali annotazioni, per quanto accurate, non impediranno mai a chi vi abbia interesse a dare la prova dell’avvenuta manipolazione (passando anche attraverso il procedimento di querela di falso, ove necessario), allo stesso modo la mancanza o l’incompletezza delle stesse annotazioni, ovvero la scarsa (in ipotesi) efficacia delle modalità di custodia, avranno solo l’effetto di rendere meno arduo il compito di chi voglia raggiungere quella prova, o rappresentare quegli indizi.

Consiglio di Stato ad. plen.  03 febbraio 2014 n. 8  

 

 

I verbali di gara rivestono efficacia probatoria privilegiata, ex art. 2700 c.c., quanto al fatto che ognuno dei commissari ha manifestato separatamente la propria valutazione con riguardo ad ogni voce analizzata e ciò sino a querela di falso.

T.A.R. Trento (Trentino-Alto Adige) sez. I  16 dicembre 2014 n. 466

 

 

Documento e prova documentale

Poiché il disposto dell'art. 2700 cod. civ. - secondo cui l'atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso, delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti - non preclude l'indagine su circostanze o fatti che nel medesimo atto non risultino né positivamente né negativamente acquisiti, deve escludersi che l'inesistenza di una tettoia possa ritenersi provata per il sol fatto dell'omessa menzione della stessa in un verbale, con cui la polizia municipale abbia proceduto all'accertamento di un abuso edilizio ed alla sua sommaria descrizione, rimanendo, per contro, la valutazione di tale circostanza oggetto di libero apprezzamento da parte del giudice. Rigetta, App. Torino, 06/08/2007

Cassazione civile sez. II  18 novembre 2013 n. 25811  

 

L'art. 2700 c.c. l'atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza o da lui compiuti.

Tribunale Milano sez. VI  04 novembre 2014 n. 12999  

 

L’efficacia di piena prova, fino querela di falso, attribuita all’atto pubblico dall’art. 2700 c.c., da un lato, non si estende alle valutazioni espresse dal pubblico ufficiale e, dall’altro, investe in pieno sia la provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato sia l’attestazione delle dichiarazioni delle parti e dei fatti da lui compiuti.

Tribunale Salerno sez. I  13 settembre 2014 n. 4267  

 

 

Sanzioni amministrative

Nel giudizio di opposizione avverso l’ordinanza-ingiunzione irrogativa della sanzione amministrativa, il verbale di accertamento dell’infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, con riguardo ai fatti attestati dal pubblico ufficiale rogante come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza alcun margine di apprezzamento o da lui compiuti, nonché alla provenienza del documento dallo stesso pubblico ufficiale e alle dichiarazioni delle parti; non è, invece, necessario, in applicazione della disciplina di cui agli art. 2699 e 2700 c.c., l’esperimento del rimedio predetto ove si intenda contestare la verità sostanziale di quanto dichiarato dalle parti medesime, o i giudizi valutativi espressi dal pubblico ufficiale, ovvero quelle circostanze dallo stesso menzionate relativamente ai fatti avvenuti in sua presenza, che possono risolversi in apprezzamenti personali perché mediati attraverso l’occasionale percezione sensoriale di accadimenti che si svolgono così repentinamente da non potersi verificare e controllare secondo un metro obiettivo.

Tribunale Bari sez. III  28 ottobre 2014

 

 

Donazione

In caso di donazione indiretta di un immobile, per verificare se tale bene rientri o meno nella comunione legale, l'attestazione del notaio, dell'avvenuto pagamento del corrispettivo dell'immobile con denaro donato dal padre alla figlia, non può considerarsi sufficiente, trattandosi di una mera presa d'atto della dichiarazione resa al riguardo delle parti. Ai sensi dell'art. 2700 c.c., l'atto pubblico forma piena prova solo della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha redatto, delle dichiarazioni rese dalle parti o dei fatti che agli attesti avvenuti in sua presenza, ma non è piena prova della veridicità intrinseca delle predette dichiarazioni.

Cassazione civile sez. I  10 ottobre 2014 n. 21494  

 

 

IVA

In tema di accertamenti tributari, il processo verbale di constatazione, redatto dalla Guardia di finanza o dagli altri organi di controllo fiscale, è assistito da fede privilegiata ai sensi dell'art. 2700 cod. civ., quanto ai fatti in esso descritti: per contestare tali fatti è pertanto necessaria la proposizione della querela di falso. Cassa con rinvio, Comm. Trib. Reg. Napoli, 08/05/2012

Cassazione civile sez. VI  03 luglio 2014 n. 15191  

 

 

Edilizia ed urbanistica

Il verbale redatto e sottoscritto dagli agenti e dai tecnici del Comune a seguito di sopralluogo, attestante l'esistenza di manufatti abusivi, costituisce atto pubblico, fidefaciente fino a querela di falso, ai sensi dell'art. 2700 c.c., delle circostanze di fatto in esse accertate, che possono essere intestate dagli interessati solo mediante querela di falso dinanzi al giudice civile.

T.A.R. Torino (Piemonte) sez. II  09 maggio 2014 n. 825  

 

 

Contratti bancari

Il libretto bancario di deposito a risparmio, pur non potendosi considerare atto pubblico dotato dell'efficacia probatoria privilegiata sino a querela di falso di cui all'art. 2700 c.c., è assistito dallo speciale regime delineato dall'art. 1835 c.c., sicché, ove il documento presenti i requisiti formali minimi richiesti, esso fa piena prova non solo delle annotazioni, ma anche della provenienza del libretto dalla banca al cui servizio appare addetto il funzionario che ha sottoscritto dette annotazioni.

Cassazione civile sez. I  24 aprile 2014 n. 9277  



 
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