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Art. 2701 codice civile: Conversione dell’atto pubblico

Il documento formato da ufficiale pubblico incompetente (1) o incapace (2) ovvero senza l’osservanza delle formalità prescritte, se è stato sottoscritto dalle parti, ha la stessa efficacia probatoria della scrittura privata.


Commento

Atto pubblico: [v. 2699]; Scrittura privata: [v. 2702].

 

Incompetenza: si verifica quando un organo della P.A. agisce al di là del complesso di poteri e di funzioni che può, per legge, esercitare.

 

(1) Il pubblico ufficiale deve essere competente per materia e per territorio. Così con riguardo agli atti notarili è previsto che il notaio non possa fornire la propria assistenza fuori dal territorio del distretto in cui si trova la sede notarile.

 

(2) Per incapacità si intende sia quella naturale che quella legale.

 

La norma è espressione del generale principio della conservazione degli atti giuridici, che trova applicazione anche in tema di prove documentali.


Giurisprudenza annotata

Convertibilità

La nullità di un atto pubblico notarile per difetti formali (nella specie, mancanza di data) non esclude che il medesimo possa valere come scrittura privata, a condizione che il documento sia sottoscritto dalle parti; tale convertibilità, non essendo un fatto esterno - modificativo o estintivo di un diritto - non deve formare oggetto di un'eccezione in senso proprio, poiché costituisce un elemento intrinseco della previsione normativa, per cui l'esame della questione non è precluso anche se proposto per la prima volta in sede di giudizio di rinvio.

Cassazione civile sez. II  30 marzo 2011 n. 7264

 

 

Ingiunzione

Ai fini dell'art. 634 c.p.c., è prova idonea qualsiasi documento meritevole di fede quanto all'autenticità, benché privo dell'efficacia probatoria assoluta di cui agli art. 2700 e 2701 c.c., sicché devono considerarsi prove idonee anche le promesse unilaterali per scrittura privata, provenienti dal debitore o da terzi, che conferiscano un grado di certezza relativa quanto alla fondatezza della pretesa, in modo che possa essere riempita anche con la prova per presunzioni nei limiti di cui all'art. 2702 c.c. e 214 ss c.p.c.

Cassazione civile sez. II  10 febbraio 2010 n. 3000  

 

 

Notaio e archivi notarili

Contravviene al divieto di ricezione degli atti ex art. 28 n. 3 l. 16 febbraio 1913 n. 89 il notaio che stipuli un contratto di compravendita immobiliare in cui sia parte una società di capitali della quale sia socio e fideiussore. L'atto pubblico nullo perché redatto dal notaio in violazione del divieto di cui all'art. 28 n. 3 l. 16 febbraio 1913 n. 89, non è suscettibile di conversione ex art. 2701 c.c.

Corte appello Ancona  27 novembre 1995

 

 

Documento e prova documentale

Nel caso in cui nell'atto pubblico di trasferimento di diritti reali immobiliari dietro corrispettivo di un prezzo, sottoscritto dalle parti, sia mancata per qualsiasi motivo, volontario o meno, la sottoscrizione del documento da parte del notaio ne deriva la carenza di un requisito essenziale dell'atto pubblico ma non resta escluso che lo stesso atto abbia l'efficacia probatoria della scrittura privata, ove risulti che il consenso degli stipulanti, riferito al contenuto del documento, si sia espresso compiutamente mediante la sottoscrizione, senza che il vincolo contrattuale, così creato, possa venir meno per il successivo dissenso o ripensamento di una delle parti, potendo il contratto concluso essere sciolto solo per concorde volontà degli stipulanti, espressa con la stessa forma richiesta dalla natura del negozio che si intende porre nel nulla.

Cassazione civile sez. II  20 agosto 1990 n. 8442

 

La nullità di un atto pubblico notarile per difetti formali (nella specie, mancanza di data) non esclude che il medesimo possa valere come scrittura privata, a condizione che il documento sia sottoscritto dalle parti; tale convertibilità, non essendo un fatto esterno - modificativo o estintivo di un diritto - non deve formare oggetto di un'eccezione in senso proprio, poiché costituisce un elemento intrinseco della previsione normativa, per cui l'esame della questione non è precluso anche se proposto per la prima volta in sede di giudizio di rinvio.

Cassazione civile sez. II  30 marzo 2011 n. 7264  

 

 

Lavoro subordinato

A prescindere dalla leggibilità o meno della firma, una attestazione assume il carattere di atto pubblico, quando proviene da un soggetto fisico, che riveste la qualità di organo di una persona giuridica pubblica alla quale la legge ha conferito il potere di formare accertamenti, a cui è attribuita pubblica fede. Pertanto quando sussiste tale potere in capo ad un soggetto pubblico (come nel caso in esame il potere di controllo in capo alla USL) e quando è provata o comunque non contestata (come nel caso in esame) la provenienza dell'atto da una persona fisica che riveste la qualità di organo del soggetto pubblico suddetto, l'atto ha tutti i requisiti dell'atto pubblico e quindi dispiega l'efficacia prevista dall'art. 2701 c.c.

Pretura Milano  05 luglio 1985

 

 

Corte dei conti

Non opera il precetto relativo alla forza probatoria degli atti pubblici - con la conseguenza della non necessarietà della querela di falso - quando oggetto del giudizio di responsabilità amministrativa è il comportamento del pubblico ufficiale convenuto autore dell'atto contenente una falsità ideologica e al quale si addebiti di aver redatto un atto materialmente contraffatto.

Corte Conti reg. (Emilia-Romagna) sez. giurisd.  12 ottobre 2005 n. 1274  



 
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