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Art. 2702 codice civile: Efficacia della scrittura privata

La scrittura privata fa piena prova (1), fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione (2), ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta (3).


Commento

Querela di falso: [v. 2700].

 

Scrittura privata: documento sottoscritto (cioè firmato) dall’autore o dagli autori della dichiarazione. Può essere redatta su supporto cartaceo o informatico ed è prova precostituita.

 

(1) Per quanto attiene al contenuto delle dichiarazioni, la scrittura avrà valore di prova solo per quanto il sottoscrittore dichiara contro il suo interesse, secondo il principio generale in base al quale nessuno può costituire prova a favore di se stesso.

 

(2) Anche la scrittura privata, come l’atto pubblico, fa piena prova, fino a querela di falso, sia della paternità del documento sia delle dichiarazioni contenute.

 

(3) È altresì legalmente riconosciuta la sottoscrizione autenticata, al momento della sua apposizione, dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, previo accertamento della identità del sottoscrittore [v. 2703].

 

La norma determina l’efficacia probatoria della scrittura privata riconosciuta o da considerarsi come legalmente rinosciuta.


Giurisprudenza annotata

Falso civile e documentale

Avverso la scrittura privata espressamente o tacitamente riconosciuta è proponibile querela di falso anche quando si voglia impugnare la riferibilità della sottoscrizione al suo autore apparente, dal momento che l'avvenuto riconoscimento esclude solamente che colui al quale la sottoscrizione è attribuita possa limitarsi a disconoscere la sottoscrizione addossando l'onere della verificazione alla parte che del documento voglia avvalersi, ma non si pone come accertamento di autenticità non altrimenti impugnabile (fattispecie relativa al riconoscimento tacito di un testamento olografo e alla successiva azione di querela di falso).

Cassazione civile sez. II  23 dicembre 2014 n. 27353  

 

L'onere di disconoscimento della scrittura privata previsto dagli artt. 214 e 215 cod. proc. civ. presuppone che il documento prodotto contro una parte del processo provenga dalla parte stessa, mentre non opera nel diverso caso della scrittura proveniente da un terzo, non producendosi in tal caso l'effetto di inutilizzabilità della scrittura che - disconosciuta - non sia stata fatta oggetto di verificazione ex art. 216 cod. proc. civ. Ne consegue che, se la scrittura proveniente da un terzo sia stata disconosciuta dalla parte contro cui è prodotta in giudizio, la stessa va valutata, con valore indiziario, nel contesto degli altri elementi circostanziali, ai fini della decisione. (Nella specie, relativa al disconoscimento della sottoscrizione apposta da un terzo sull'avviso di ricevimento della raccomandata recante disdetta di un contratto di locazione, la corte territoriale aveva erroneamente ritenuto che, in difetto di istanza di verificazione da parte del locatore, il documento non fosse utilizzabile, sicché la disdetta non poteva ritenersi pervenuta alla società conduttrice, con conseguente rinnovazione tacita del contratto). Cassa con rinvio, Napoli, 29/11/2010

Cassazione civile sez. III  31 ottobre 2014 n. 23155  

 

Procedimento civile

Per la contestazione dell'autografia della sottoscrizione apposta dal difensore per autenticare una procura speciale rilasciata in calce o a margine dell'atto introduttivo del giudizio è necessaria la querela di falso, attesa la natura dell'atto di autenticazione che, al pari dell'autenticazione della scrittura privata, mentre rileva, quanto all'effetto, come strumento di attribuzione al documento cui si riferisce della particolare efficacia probatoria prevista dal combinato disposto degli artt. 2702 e 2703, primo comma, c.c., è, quanto alla struttura, un atto pubblico risultante, in coerenza con la definizione dell'art. 2699 c.c., da un documento redatto da un pubblico ufficiale che, in quanto autorizzato a costituire la descritta certezza in ordine all'atto principale, deve per ciò stesso ritenersi necessariamente dotato di poteri idonei a presidiare di non minore certezza l'atto accessorio destinato a realizzare quel risultato, con la conseguenza che, al pari della pubblica fede concernente l'autenticità della sottoscrizione della procura, anche quella relativa alla provenienza della certificazione dal soggetto che se ne professa autore non può essere rimossa se non attraverso lo speciale procedimento di cui agli artt. 221 e segg. c.p.c.

Cassazione civile sez. VI  02 luglio 2014 n. 15170  

 

 

Elezioni, liste candidati

La dichiarazione di autentica non costituisce dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, attestante fatti, stati o qualità personali, ma costituisce una scrittura privata autenticata, ai sensi degli art. 2702 e 2703 c.c., stante la natura di atto negoziale dell'accettazione della candidatura medesima. Pertanto, in caso di errori o ambiguità la volontà della parte si ricava dal contenuto complessivo dell'atto, scegliendo un'interpretazione che fornisce un senso anziché quella che non fornirebbe alcun senso.

T.A.R. Catanzaro (Calabria) sez. II  29 ottobre 2013 n. 987  

 

 

Titoli di credito

Nel giudizio di opposizione ad un’esecuzione fondata su un assegno bancario, ove l’opponente deduca che il titolo, di cui appare traente e del quale non disconosca la sottoscrizione relativa al rapporto di emissione, è stato alterato con l’indicazione di un terzo prenditore in luogo dello stesso emittente, la deduzione è priva di rilevanza se non accompagnata dalla proposizione della querela di falso, attesa l’efficacia conseguita ai sensi dell’art. 2702 c.c. dall’assegno, quale scrittura privata che si ha legalmente per riconosciuta. Tale principio vale anche in relazione al riempimento delle altre parti dell’assegno, che in mancanza di querela di falso devono essere intese come provenienti dal traente, in virtù del principio sancito dall’art. 2702 c.c.

Tribunale Foggia  22 ottobre 2013

 

Documento e prova documentale

Le scritture prive della sottoscrizione non possono rientrare nel novero delle scritture private aventi valore giuridico formale e produrre, quindi, effetti sostanziali e probatori, neppure quando non ne sia stata impugnata la provenienza dalla parte cui vengono opposte. Ne consegue che la parte, contro la quale esse siano state prodotte, non ha l’onere di disconoscere l’autenticità ai sensi dell’art. 215 c.p.c., norma che si riferisce al solo riconoscimento della sottoscrizione; questa essendo, ai sensi dell’art. 2702 c.c., il solo elemento grafico in virtù del quale – salvi i casi diversamente regolati – la scrittura diviene riferibile al soggetto dal quale proviene e può produrre effetti a suo carico.

Tribunale Roma sez. VIII  19 ottobre 2013 n. 20858  

 

Il carattere complesso (pubblicistico e privatistico) della figura giuridica del comandante di nave comporta che il valore di atto pubblico del giornale nautico va limitato, in conformità dell'art. 2699 cod. civ. a quanto annotato dal capitano nell'adempimento delle funzioni pubbliche di cui è investito ai sensi dell'art. 296 cod. nav., mentre alle annotazioni relative alla condotta della nave e agli eventi del viaggio va riconosciuta efficacia di scrittura privata ai sensi dell'art 2702 cod. civ., che non vincola il giudice sulla valutazione dei fatti attestati. (Nella specie, la S.C. ha escluso che assumessero valore di prova legale le annotazioni sul giornale di bordo relative alle modalità della manifestazione organizzata da alcuni lavoratori scioperanti - descritta genericamente come caratterizzata da offese verbali rivolte ai membri dell'equipaggio - ed alla richiesta rivolta dal comandante ai manifestanti di scendere dalla nave). Rigetta, App. Napoli, 25/06/2009

Cassazione civile sez. lav.  26 luglio 2013 n. 18163  

 

 

Prova nel giudizio civile

Le scritture private provenienti da terzi possono essere liberamente contestate, non applicandosi alle stesse la disciplina sostanziale di cui all'art. 2702 c.c., né quella processuale di cui all'art. 214 c.p.c., atteso che le stesse costituiscono prove atipiche il cui valore probatorio è puramente indiziario e che possono, quindi, contribuire a fondare il convincimento del giudice in armonia con altri dati probatori acquisiti al processo.

Tribunale Nocera Inferiore  03 aprile 2013



 
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