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Art. 2703 codice civile: Sottoscrizione autenticata

Si ha per riconosciuta la sottoscrizione autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato (1).

L’autenticazione consiste nell’attestazione da parte del pubblico ufficiale che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza. Il pubblico ufficiale deve previamente accertare l’identità della persona che sottoscrive.


Commento

Autenticazione: consiste nell’attestazione, da parte di un notaio o altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza da persona la cui identità è stata previamente accertata. L’(—) conferisce anche certezza alla data.

 

(1) L’art. 25, d.lgs. 7-3-2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale) prevede che anche la firma digitale possa essere autenticata (ai sensi dell’art. 2703) da un notaio o da altro pubblico ufficiale, che attesterà che la firma digitale delle parti è stata apposta in sua presenza, chiudendo a sua volta l’atto di autentica con la sua firma digitale.

 


Giurisprudenza annotata

Falso civile documentale

Il giudicato formatosi sul tacito riconoscimento della sottoscrizione di un testamento olografo non preclude la proponibilità della querela di falso avverso la medesima scheda testamentaria della quale si voglia impugnare la riferibilità della sottoscrizione o dell'intero contenuto al suo autore apparente, atteso che l'avvenuto riconoscimento di una scrittura privata esclude solamente che colui al quale la sottoscrizione è attribuita possa limitarsi a disconoscere la sottoscrizione addossando l'onere della verificazione alla parte che del documento voglia avvalersi, ma non si pone come accertamento di autenticità non altrimenti impugnabile. Rigetta, App. Sassari, 29/10/2008

Cassazione civile sez. II  23 dicembre 2014 n. 27353  

 

 

Esecuzione forzata

In tema di esecuzione forzata, l'atto notarile, che contenga l'indicazione degli elementi strutturali essenziali di una obbligazione di somma di denaro (nella specie, generata dal contratto di mutuo ivi documentato), ha valore di titolo esecutivo in quanto dotato di pubblica fede e non in dipendenza dell'efficacia probatoria dell'atto medesimo, sicché è irrilevante la mancanza del timbro di congiuntura tra le pagine dell'atto o di quello attestante la conformità del documento all'originale. Rigetta, Trib. Benevento, 27/05/2008

Cassazione civile sez. III  19 settembre 2014 n. 19738  

 

 

Procedimento civile

Ai fini della prova dell'autenticità della procura alle liti, è sufficiente che il difensore certifichi l'autografia della sottoscrizione della parte, non essendo necessaria l'attestazione che la sottoscrizione sia avvenuta in sua presenza, come è invece richiesto dall'art. 2703 c.c. per l'autentica della scrittura privata da parte del pubblico ufficiale.

Cassazione civile sez. I  04 luglio 2014 n. 15348  

 

Per la contestazione dell'autografia della sottoscrizione apposta dal difensore per autenticare una procura speciale rilasciata in calce o a margine dell'atto introduttivo del giudizio è necessaria la querela di falso, attesa la natura dell'atto di autenticazione che, al pari dell'autenticazione della scrittura privata, mentre rileva, quanto all'effetto, come strumento di attribuzione al documento cui si riferisce della particolare efficacia probatoria prevista dal combinato disposto degli artt. 2702 e 2703, primo comma, c.c., è, quanto alla struttura, un atto pubblico risultante, in coerenza con la definizione dell'art. 2699 c.c., da un documento redatto da un pubblico ufficiale che, in quanto autorizzato a costituire la descritta certezza in ordine all'atto principale, deve per ciò stesso ritenersi necessariamente dotato di poteri idonei a presidiare di non minore certezza l'atto accessorio destinato a realizzare quel risultato, con la conseguenza che, al pari della pubblica fede concernente l'autenticità della sottoscrizione della procura, anche quella relativa alla provenienza della certificazione dal soggetto che se ne professa autore non può essere rimossa se non attraverso lo speciale procedimento di cui agli artt. 221 e segg. c.p.c.

Cassazione civile sez. VI  02 luglio 2014 n. 15170  

 

 

Giustizia amministrativa

Il potere, riconosciuto dall'art. 83 comma 3 c.p.c. all'avvocato di certificare l'autografia della persona, che gli rilascia il mandato alla lite, risulta condizionato dal conferimento della procura a margine e/o in calce ad uno degli atti processuali di parte indicati dalla predetta norma processuale, per cui in caso di procura alle liti rilasciata con atto separato ed autonomo, l'autenticazione della firma della parte ricorrente può essere effettuata ex art. 2703 c.c. soltanto da un notaio.

T.A.R. Potenza (Basilicata) sez. I  22 ottobre 2013 n. 615  

 

Il potere riconosciuto dall'art. 83 comma 3, c.p.c. all'avvocato di certificare l'autografia della persona, che gli ha rilasciato il mandato alla lite, è condizionato dal conferimento della procura a margine e/o in calce ad uno degli atti processuali di parte, con la conseguenza che in caso di procura alle liti rilasciata mediante separata scrittura privata, l'autenticazione della firma della parte ricorrente può essere effettuata ex art. 2703 c.c. soltanto da un notaio.

T.A.R. Potenza (Basilicata) sez. I  20 ottobre 2011 n. 513  

 

 

Pubblica amministrazione

Ai sensi dell'art. 38 comma 3, d.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, in sede di partecipazione ad una gara pubblica, la produzione della fotocopia del documento di identità del dichiarante deve essere considerata elemento costitutivo dell'autocertificazione, essendo requisito formale "ad substantiam" dell'autocertificazione stessa; a tanto consegue che non può tale mancanza ritenersi regolarizzabile, proprio perché l'allegazione di copia del documento di identità costituisce adempimento di valore essenziale, in quanto volto a garantire l'esatta provenienza di ogni singola documentazione esibita, senza possibilità di regolarizzazione o integrazione, pena la violazione della "par condicio" tra i concorrenti. Pertanto, sono inammissibili forme equipollenti rispetto al modello legale tipico di autocertificazione di cui all'art. 38 comma 3, d.P.R. n. 445 del 2000 a tacere dell'irrilevanza, al fine certificativo (art. 2703 c.c.), dell'autenticità delle sottoscrizioni dei rappresentanti legali degli operatori riuniti in a.t.i. da parte di un avvocato - nella fattispecie, legale rappresentante dell'impresa capogruppo - atteso che ai sensi dell'art. 83 c.p.c. il potere di certificare l'autografia della sottoscrizione della parte è destinato a dispiegare i suoi effetti esclusivamente nell'ambito del processo.

T.A.R. Bari (Puglia) sez. I  11 ottobre 2012 n. 1755  

 

Lo scopo dell'autenticazione della firma digitale è di conferire alla sottoscrizione digitale della scrittura privata il valore giuridico di sottoscrizione legalmente considerata come riconosciuta, valore giuridico che per legge è attribuito alla sottoscrizione autenticata (artt. 2702 e 2703 c.c.). Tanto, al fine della piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi ha sottoscritto la scrittura privata, piena prova che si ha se colui contro cui è prodotta la scrittura privata ne riconosce la sottoscrizione o se la sottoscrizione è legalmente considerata come riconosciuta (art. 2702 c.c.). Pertanto, avuto riguardo allo scopo dell'autenticazione della firma, è proporzionato richiedere, in una gara d'appalto, la piena prova della provenienza della cauzione da parte del sottoscrittore, e dunque l'autenticazione della firma, perché la cauzione è azionabile a prima richiesta da parte della stazione appaltante, sicché questa ha interesse a non vedersi opporre il disconoscimento della sottoscrizione. Conseguentemente, la previsione del requisito dell'autentica della sottoscrizione della cauzione, da parte della lex specialis di gara, non viola il principio di proporzionalità di cui all'art. 74, Codice degli appalti. (Conferma Tar Lazio, Roma, sez. III ter, n. 22062 del 2010).

Consiglio di Stato sez. VI  06 giugno 2011 n. 3365  

 



 
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