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Art. 2704 codice civile: Data della scrittura privata nei confronti dei terzi

La data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non è certa e computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l’hanno sottoscritta o dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici o, infine, dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento (1).

La data della scrittura privata che contiene dichiarazioni unilaterali non destinate a persona determinata può essere accertata con qualsiasi mezzo di prova (2).

Per l’accertamento della data nelle quietanze il giudice, tenuto conto delle circostanze, può ammettere qualsiasi mezzo di prova.


Commento

Terzi: coloro che, pur non avendo partecipato alla formazione dell’atto, vantano situazioni che possono essere danneggiate dallo stesso.

 

Mezzo di prova: strumento processuale per mezzo del quale si forma il convincimento del giudice sulla veridicità o meno di un fatto affermato da una parte.

 

(1) Il legislatore ha previsto alcune limitazioni nell’accertamento della data allo scopo di tutelare i terzi, cioè coloro i quali non presero parte alla stesura della dichiarazione. Perciò per le ipotesi in cui la data non possa essere desunta dalla autentica della firma, il codice elenca una serie di circostanze mediante le quali può ugualmente essere stabilito con certezza (es.: la morte del sottoscrittore) che l’atto venne formato prima di un certo giorno. Tale elenco deve intendersi solo esemplificativo e non tassativo.

 

(2) La registrazione eseguita ai sensi delle disposizioni del d.P.R. 26-4-1986, n. 131 (T.U. imposta di registro) attesta l’esistenza degli atti ed attribuisce ad essi data certa di fronte ai terzi a norma del presente articolo (cfr. art. 18, c. 1, d.P.R. 131/1986 cit.).

 


Giurisprudenza annotata

Fallimento

Nei confronti del creditore che propone istanza di ammissione al passivo del fallimento per un suo preteso credito, il curatore, quale portatore degli interessi della massa dei creditori, è terzo e non parte. Da questa circostanza discende l'applicabilità dei limiti probatori indicati nell'art. 2704 c.c. in tema di certezza e computabilità della data riguardo terzi; senza prova della formazione del documento in epoca precedente della sentenza dichiarativa di fallimento, il creditore non può opporre alla massa dei creditori gli effetti negoziali propri della convenzione in essa contenuta (Cass. n. 2l25 del 2010).

Tribunale Milano sez. II  12 gennaio 2015 n. 534  

 

Nei confronti del creditore che propone istanza di ammissione al passivo del fallimento per un suo preteso credito, il curatore, quale portatore degli interessi della massa dei creditori, è terzo e non parte. Da questa circostanza discende l'applicabilità dei limiti probatori indicati nell'art. 2704 c.c. in tema di certezza e computabilità della data riguardo terzi; senza prova della formazione del documento in epoca precedente della sentenza dichiarativa di fallimento, il creditore non può opporre alla massa dei creditori gli effetti negoziali propri della convenzione in essa contenuta (Cass. n. 2l25 del 2010).

Tribunale Milano  12 gennaio 2015 n. 534  

 

Documento e prova documentale

Non è un’idonea prova documentale il documento privo del requisito della data certa ex art. 2704 c.c.

Tribunale Salerno sez. III  02 luglio 2014 n. 3266  

 

L'attestazione di conformità all'originale della copia di una scrittura privata rilasciata da un pubblico ufficiale non implica che, tra le parti, la data certa sia quella risultante dalla dichiarazione di conformità, come nel caso della opponibilità della scrittura ai terzi ex art. 2704 cod. civ., ben potendo il giudice trarre elementi di prova circa l'epoca dei fatti in essa rappresentati dalla diversa data apposta sulla stessa. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che ha tratto dal timbro datario apposto dalla banca sulla copia conforme di un ordine di conversione inviato dal cliente un rilevante indizio circa l'epoca della consegna dell'ordine medesimo). Rigetta, App. Milano, 20/02/2008

Cassazione civile sez. I  27 dicembre 2013 n. 28659  

 

 

Simulazione

Nel caso di conflitto tra due aventi causa dallo stesso venditore simulato, ai sensi del combinato disposto di cui all'art. 2652 c.c., n. 3 ed art. 2704 c.c., prevale chi, oltre ad avere acquistato in base ad una scrittura privata con data certa, avrà anche trascritto per primo la domanda diretta all'accertamento dell'autenticità delle sottoscrizioni.

Cassazione civile sez. II  12 giugno 2014 n. 13409  

 

 

IVA

In tema di i.v.a., è onere del contribuente dimostrare la ricorrenza dei presupposti di cui all'art. 26 comma 2 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, per accedere al regime della variazione in diminuzione dell'imposta, tramite la corretta e completa registrazione delle operazioni, da cui emerga inequivocabilmente la corrispondenza tra le stesse, oppure, ove tale onere non possa essere così assolto, attraverso altri mezzi di prova nel rispetto delle regole generali ed in particolare dell'art. 2704 c.c., in forza del quale non è opponibile all' amministrazione finanziaria una scrittura privata priva di sottoscrizione autenticata in data certa. Cassa e decide nel merito, Comm. Trib. Reg. Genova, 22/05/2007

Cassazione civile sez. trib.  11 aprile 2014 n. 8535  

 

 

Fallimento

In sede di accertamento dello stato passivo, ai fini della decisione circa l'opponibilità al fallimento di un credito documentato con scrittura privata non di data certa, mediante la quale voglia darsi la prova del momento in cui il negozio è stato concluso, il giudice di merito, ove sia dedotto un fatto diverso da quelli tipizzati nell'art. 2704 c.c. (registrazione, morte o sopravvenuta impossibilità fisica di uno dei sottoscrittori, riproduzione in un atto pubblico), ha il compito di valutarne, caso per caso, la sussistenza e l'idoneità a stabilire la certezza della data del documento, con il limite del carattere obiettivo del fatto, il quale non deve essere riconducibile al soggetto che lo invoca e deve essere, altresì, sottratto alla sua disponibilità.

Cassazione civile sez. I  21 gennaio 2014 n. 1167  

 

In tema di opposizione allo stato passivo del fallimento, anche nella disciplina prevista dal d.lg. n. 169 del 2007 (come nel regime intermedio, successivo al d.lg. n. 5 del 2006), per la produzione di documenti a sostegno dell’istanza di ammissione al passivo non trova applicazione il divieto di cui all’art. 345 c.p.c., versandosi in un giudizio diverso da quello ordinario di cognizione e non potendo la predetta opposizione essere qualificata come un appello, pur avendo natura impugnatoria; tale rimedio, infatti, mira a rimuovere un provvedimento emesso sulla base di una cognizione sommaria e che, se non opposto, acquista efficacia di giudicato endofallimentare ex art.96 legge fall., segnando solo gli atti introduttivi ex art. 98 e 99 legge fall., con l’onere di specifica indicazione dei mezzi di prova e dei documenti prodotti, il termine preclusivo per l’articolazione dei mezzi istruttori (Nella specie, non essendovi alcuna prova che i documenti esibiti avessero data antecedente la dichiarazione di fallimento, e che in quanto tali fossero opponibili alla curatela fallimentare, ai sensi dell’art. 2704 c.c., il Trib. ha respinto il ricorso diretto all’accertamento di un credito nei confronti del fallito).

Tribunale Foggia sez. I  01 ottobre 2013

 

 

Impugnazioni civili

Quando una delle parti abbia notificato all'altra la sentenza, il termine breve per impugnare decorre per la parte notificante dalla data di consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario, e non in quella eventualmente successiva di perfezionamento della notifica, in quanto la consegna dell'atto rende certa l'anteriorità della conoscenza della sentenza per l'impugnante, in applicazione analogica del principio dettato dall'art. 2704, primo comma, ultimo periodo, cod. civ. Dichiara inammissibile, App. Milano, 06/07/2007

Cassazione civile sez. III  17 gennaio 2014 n. 883  



 
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