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Art. 2705 codice civile: Telegramma

Il telegramma ha l’efficacia probatoria della scrittura privata, se l’originale consegnato all’ufficio di partenza è sottoscritto dal mittente, ovvero se è state consegnato o fatto consegnare dal mittente medesimo, anche senza sottoscriverlo (1).

La sottoscrizione può essere autenticata da notaio (2).

Se l’identità della persona che ha sottoscritto l’originale del telegramma è stata accertata nei modi stabiliti dai regolamenti,  ammessa la prova contraria.

Il mittente può fare indicare nel telegramma se l’originale è stato firmato con o senza autenticazione.


Commento

Scrittura privata: [v. 2702]; Autenticazione: [v. 2703]; Notaio: [v. 2658].

 

(1) Anche il telegramma non sottoscritto, qual è quello inviato per telefono, viene riconosciuto efficace come scrittura privata.

 

(2) Il notaio può trasmettere il sunto o il contenuto degli atti per telegrafo o per telefono ex art. 71, l. 16-2-1913, n. 89 (Ordinamento del notariato e degli archivi notarili).

 


Giurisprudenza annotata

Documento e prova documentale

Le scritture prive della sottoscrizione non possono rientrare nel novero delle scritture private aventi valore giuridico formale e produrre, quindi, effetti sostanziali e probatori, neppure quando non ne sia stata impugnata la provenienza dalla parte cui vengono opposte. Ne consegue che la parte, contro la quale esse siano state prodotte, non ha l'onere di disconoscerne l'autenticità ai sensi dell'art. 215 c.p.c., norma che si riferisce al solo riconoscimento della sottoscrizione, questa essendo, ai sensi dell'art. 2702 c.c., il solo elemento grafico in virtù del quale - salvi i casi diversamente regolati (art. 2705, 2707, 2708 e 2709 c.c.) - la scrittura diviene riferibile al soggetto dal quale proviene e può produrre effetti a suo carico.

Cassazione civile sez. VI  14 febbraio 2013 n. 3730  

 

Ai sensi dell'art. 2705 c.c., ai fini della efficacia del telegramma, è sufficiente che l'originale sia consegnato o fatto consegnare dal mittente, anche senza che questi lo sottoscriva, sicché l'utilizzazione del servizio telefonico, prevista dal codice postale, consente al mittente, autore della comunicazione, di ottenere, sia pure con la collaborazione di terzi, il recapito del proprio messaggio all'ufficio telegrafico. Tuttavia, ove sorga contestazione circa la riferibilità del telegramma al mittente, questi ha la facoltà e l'onere di provare, con ogni mezzo di prova, che l'affidamento all'ufficio incaricato di trasmetterlo è avvenuto a sua opera o su sua iniziativa. (Conferma App. Roma 1 luglio 2004).

Cassazione civile sez. lav.  09 novembre 2006 n. 23882  

 

 

Lavoro subordinato

Con riguardo all'impugnazione stragiudiziale del licenziamento ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 6. l. n. 604/1966, nel caso di dichiarazione a mezzo telegramma "ex adverso" contestata, il giudice, dopo aver accertato che il lavoratore non ha dato prova di avere sottoscritto l'originale consegnato all'ufficio postale di partenza, deve compiere indagini circa la sussistenza delle ulteriori due ipotesi previste dall'art. 2705 c.c. (aver consegnato personalmente o fatto consegnare l'originale del telegramma all'ufficio di partenza), che comunque legittimerebbero l'efficacia probatoria del telegramma e impedirebbero la decadenza dall'impugnazione.

Cassazione civile sez. lav.  06 ottobre 2008 n. 24660  

 

 

In tema di impugnazione stragiudiziale del licenziamento, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 6 della legge n. 604 del 1966, nel caso di dichiarazione a mezzo di telegramma, la cui provenienza dal lavoratore sia contestata dalla controparte, il giudice, accertato che il lavoratore non ha dato la prova di aver sottoscritto l'originale consegnato all'ufficio di partenza, deve verificare - ricorrendo, ove lo ritenga opportuno, alle presunzioni di cui all'art. 2729 c.c., e con valutazione non sindacabile in sede di legittimità, ove adeguatamente e correttamente motivata - la ricorrenza delle ulteriori due ipotesi previste dall'art. 2705 c.c. (aver consegnato personalmente o fatto consegnare l'originale del telegramma all'ufficio postale di partenza), la cui sussistenza comunque legittimerebbe l'efficacia probatoria del telegramma ed impedirebbe la decadenza dall'impugnazione del lavoratore.

Cassazione civile sez. lav.  06 ottobre 2008 n. 24660  

 

Con riguardo all'impugnazione stragiudiziale del licenziamento, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 6 l. 15 luglio 1966 n. 604, nel caso di dichiarazione a mezzo di telegramma, incombe a colui che assume esserne il mittente la dimostrazione dell'esistenza delle condizioni richieste dall'art. 2705 c.c. perché il documento abbia l'efficacia probatoria della scrittura privata, che dall'altra parte sia stata contestata, fornendo la prova dell'incarico a consegnare, o dell'avvenuta consegna, anche mediante presunzioni. (Nel caso di specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto idoneamente provata la provenienza del telegramma contenente l'impugnativa di licenziamento da parte della lavoratrice sulla base del possesso della copia conforme del telegramma stesso).

Cassazione civile sez. lav.  23 dicembre 2003 n. 19689  

 

Come il telegramma dettato per telefono costituisce atto scritto idoneo ad impugnare il licenziamento ex art. 6, l. 15 luglio 1966 n. 604, così analogo telegramma costituisce atto idoneo ad integrare la forma scritta richiesta a dall'art. 2 comma 1, l. n. 604 del 1966 e successive modificazioni. Infatti, la regola dettata dall'art. 2705, comma 1, c.c., secondo cui il telegramma ha l'efficacia probatoria di una scrittura privata se l'originale, che sia privo di sottoscrizione, sia stato consegnato o fatto consegnare all'ufficio postale dal mittente è applicabile estensivamente all'ipotesi del telegramma dettato per telefono all'operatore dell'apposito servizio, in relazione alla quale, in caso di contestazione, l'interessato dovrà fornire la prova della provenienza della dichiarazione da lui medesimo, anche con il ricorso a presunzioni, potendosi al riguardo fare riferimento, in particolare, alla indicazione dell'autore della dichiarazione contenuta nel testo stesso del telegramma, al possesso della copia del telegramma inviata al mittente in base alle vigenti norme postali, alla titolarità o all'uso esclusivo della utenza telefonica attraverso cui è avvenuta la dettatura del telegramma, alla eventuale pacificità per il destinatario, prima del giudizio, della provenienza del telegramma da parte dell'apparente autore della dichiarazione

Corte appello Milano  06 agosto 2003

 

 

Ingiunzioni

L'e-mail contenente una promessa di pagamento costituisce prova scritta anche ai fini della pronuncia del decreto ingiuntivo, poiché, essendo un documento informatico, la presenza di un codice identificativo permette d'individuare la sua provenienza ed, inoltre, si può equiparare al telegramma non accompagnato da un originale sottoscritto valutato come scrittura privata in base all'art. 2705 c.c.

Tribunale Verona  26 novembre 2005



 
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