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Art. 2711 codice civile: Comunicazione ed esibizione

La comunicazione integrale dei libri, delle scritture contabili e della corrispondenza può essere ordinata dal giudice solo nelle controversie relative allo scioglimento della società, alla comunione dei beni e alla successione per causa di morte (1).

Negli altri casi il giudice può ordinare, anche d’ufficio, che si esibiscano i libri per estrarne le registrazioni concernenti la controversia in corso. Può ordinare altresì l’esibizione di singole scritture contabili, lettere, telegrammi o fatture concernenti la controversia stessa (2).


Commento

Libri e scritture contabili: [v. 1749]; Scioglimento della società: [v. 2272, 2506]; Comunione dei beni: [v. Libro III, Titolo VII; 159]; Successione per causa di morte: [v. Libro II, Titolo I].

 

(1) La comunicazione, che può essere effettuata anche spontaneamente dalla parte, consiste nella produzione in giudizio di tutti i documenti contabili e della corrispondenza.

 

(2) Negli altri casi, il giudice può ordinare alla parte, anche di ufficio, di esibire quei libri contenenti le indicazioni che riguardano il processo, per estrarne registrazioni, così come singole scritture o lettere o altro.

 


Giurisprudenza annotata

Prova nel giudizio civile

In tema di prove documentali e di scritture contabili delle imprese, perché il giudice eserciti legittimamente i suoi poteri istruttori officiosi (tra i quali quello di esibizione previsto dall'art. 2711 c.c. ) occorre che la parte onerata dalla prova abbia tempestivamente e con sufficiente analiticità allegato i fatti specifici da provare e che, sempre tempestivamente, abbia almeno fondatamente allegato di non avere altro mezzo (o di avere invano esperito altri mezzi) per dimostrarli.

Cassazione civile sez. III  12 giugno 2012 n. 9522

 

In tema di prove documentali e di scritture contabili delle imprese, perché il giudice eserciti legittimamente i suoi poteri istruttori ufficiosi (tra i quali quello di esibizione previsto dall'art. 2711 cpv. cod. civ. e quello di disporre consulenza tecnica di ufficio) occorre che la parte onerata della prova abbia tempestivamente e con sufficiente analiticità allegato i fatti specifici da munire di prova e che, sempre tempestivamente, abbia almeno fondatamente allegato di non avere altro mezzo (o di avere invano esperito altri mezzi) per conseguire la prova stessa.

Cassazione civile sez. III  12 giugno 2012 n. 9522  

 

L'ordine di esibire documentazione può essere impartito ad uno dei contendenti con esclusivo riguardo ad atti la cui "acquisizione al processo sia necessaria" (art. 210 c.p.c.), ovvero "concernenti la controversia" (art. 2711 c.c.), e quindi solo per atti specificamente individuati od individuabili, dei quali sia noto o almeno assertivamente indicato un preciso contenuto, influente per la decisione della causa.

Cassazione civile sez. I  11 luglio 2003 n. 10916  

 

 

Ispezione giudiziale

L'ispezione è prevista dal legislatore del processo al fine di permettere al giudicante di conseguire la cognizione - in funzione di un'esigenza particolarmente qualificata che si riassume nel concetto di indispensabilità - di quegli elementi che per diverse ragioni possono essere oggetto solo di osservazione e non anche di acquisizione mediante i normali mezzi di prova, ed è affidata al potere discrezionale del giudice, da esercitarsi in via di eccezionalità. Tra le "cose", di cui può chiedersi l'ispezione, rientrano in sè stessi anche i documenti, ma se la legge prevede l'acquisizione al processo con un determinato mezzo istruttorio, è a questo che occorre fare ricorso e, poiché in tema di esibizione sono menzionate come oggetto di essa le scritture contabili dell'imprenditore (art. 2711 c.c. e art. 212 c.p.c.), di queste è ammissibile soltanto l'esibizione quale mezzo di acquisizione di tale prova documentale.

Cassazione civile sez. I  16 aprile 1997 n. 3260  

 

 

Dogana

Nel giudizio instaurato per il rimborso di diritti erariali e sovraimposte di confine corrisposti su importazioni di whisky in contrasto con l'art. 95 del trattato Cee, al fine della prova della traslazione dei diritti e delle sovraimposte predette, che ai sensi dell'art. 20 della l. 29 dicembre 1990 n. 428 deve essere data dall'amministrazione finanziaria, sono ammissibili sia la istanza di esibizione delle scritture contabili dell'imprenditore che la consulenza tecnica rivolta ad interpretare, una volta acquisita, detta documentazione, senza che rilevi in contrario la richiesta di esibizione "integrale", non ammissibile ai sensi del comma 1 dell'art. 2711 c.c., potendo il giudice disporre d'ufficio ai sensi del comma 2 dello stesso art. 2711 c.c. L'esibizione predetta per estrarne le registrazioni concernenti la controversia, anche mediante l'ausilio di un consulente tecnico per poter leggere adeguatamente quelle risultanze.

Cassazione civile sez. I  03 dicembre 1994 n. 10411  

 



 
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