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Art. 2717 codice civile: Valore probatorio di altre copie

Le copie rilasciate da pubblici ufficiali fuori dei casi contemplati dagli articoli precedenti hanno l’efficacia di un principio di prova per iscritto (1).


Commento

Pubblico ufficiale: [v. 2671]; Principio di prova per iscritto: [v. 2724].

 

(1) Le copie rilasciate o spedite da pubblici ufficiali non autorizzati o prive di autenticazione (quando, ovviamente, non sia possibile produrre l’originale) saranno valutate liberamente dal giudice quando egli ritenga che il fatto sia verosimile.

 


Giurisprudenza annotata

Documento e prova documentale

L'eccezione di inefficacia probatoria di ordinanza-ingiunzione prefettizia per violazione al codice della strada prodotta in copia non costituisce espresso disconoscimento della conformità della predetta copia fotostatica all'originale, se la parte comparsa non la disconosca in modo specifico e non equivoco mediante espressa dichiarazione in tal senso. Pertanto, in base al combinato disposto degli art. 2714 e 2717 c.c., le copie rilasciate da pubblici ufficiali hanno l'efficacia di un principio di prova per iscritto.

Giudice di pace Palermo  16 settembre 2008

 

A norma dell'art. 2719 c.c. le copie fotografiche di scritture (cui sono da assimilare le copie fotostatiche) hanno la stessa efficacia di quelle autentiche se vi è attestazione, da parte di pubblico ufficiale competente, della loro conformità all'originale: ne consegue che, ove il notaio abbia attestato non la conformità all'originale, bensì solo la conformità al documento esibitogli, le suddette copie non assumono il valore di prova legale, dovendo ad esse riconoscersi la più limitata efficacia di un principio di prova per iscritto ai sensi dell'art. 2717 c.c.

Cassazione civile sez. lav.  24 giugno 1998 n. 6263  

 

 

Giustizia amministrativa

Ai sensi degli art. 2712, 2714, 2715, 2719, c.c., alle copie non disconosciute di atti pubblici o di scritture private deve attribuirsi la medesima efficacia probatoria dell'originale, o quantomeno un principio di prova per iscritto (art. 2717, c.c.), valevole ai fini del libero convincimento del giudice (art. 116, c.p.c.).

Consiglio di Stato sez. IV  12 dicembre 2005 n. 6994  

 

Pubblica amministrazione

Con riguardo ad un contratto a trattativa privata intervenuto con l'amministrazione, stipulato tramite sottoscrizione del documento da parte del privato e del funzionario rappresentante della amministrazione medesima, la copia di tale scrittura, rilasciata da detto funzionario, esula dall'ambito della disciplina di cui agli art. 2714 e 2715 c.c., i quali prevedono la stessa efficacia probatoria dell'originale per i diversi casi delle copie di atti pubblici o di atti privati depositati presso un pubblico ufficio, cioè redatti da un notaio od un funzionario abilitato a stipulare nella cosiddetta forma pubblica amministrativa, ovvero presso i medesimi depositati (secondo le regole poste dalla legge di contabilità dello Stato e del relativo regolamento). Ne consegue che l'indagine sulla conformità all'originale della copia rilasciata dal suddetto funzionario, e sulla sua efficacia probatoria, anche in relazione alla sua eventuale non coincidenza con altre copie di analogo valore, si sottrae a principi precostituiti, e resta affidata, ai sensi dell'art. 2717 c.c., al giudice del merito, alla stregua di accertamenti di fatto non sindacabili in sede di legittimità, ove congruamente motivati.

Cassazione civile sez. un.  14 gennaio 1987 n. 192  



 
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