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Art. 2718 codice civile: Valore probatorio di copie parziali

Le copie parziali (1) o le riproduzioni per estratto (2), rilasciate nella forma prescritta da pubblici ufficiali che ne sono depositari e sono debitamente autorizzati, fanno piena prova solo per quella parte dell’originale che riproducono letteralmente.


Commento

Copia parziale: riproduzione di parte di un documento più ampio (es.: copia del dispositivo e non di tutta la sentenza).

 

Estratto: è una sorta di riassunto, di sintesi di un atto (es.: estratto di nascita).

 

(1) Le copie parziali, ritualmente rilasciate, si presumono conformi all’originale per la parte che è stata riprodotta letteralmente.

 

(2) L’estratto deve, comunque, contenere l’attestazione che le parti non trascritte non contrastano con quelle riprodotte.


Giurisprudenza annotata

Fallimento

Ai fini dell'ammissione di un credito d'imposta al passivo fallimentare (art. 45 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602), la copia della parte del ruolo relativa al contribuente, munita della dichiarazione di conformità all'originale resa dal collettore delle imposte, costituisce prova del credito, ai sensi dell'art. 2718 c.c. (secondo cui le copie parziali o le riproduzioni per estratto, rilasciate nella forma prescritta da pubblici ufficiali che ne sono depositari e sono debitamente autorizzati, fanno piena prova solo per quella parte dell'originale che riproducono letteralmente), atteso che il collettore esercita le stesse funzioni dell'esattore, di cui è coadiutore (art. 130 d.P.R. 15 maggio 1963 n. 858), e che l'esattore, pur non rientrando tra i "pubblici depositari" - cui la legge attribuisce la funzione di tenere gli atti a disposizione del pubblico e che sono obbligati, ex art. 743 c.p.c., a rilasciare copia degli atti anche a chi non ne è parte — è tuttavia un "depositario" del ruolo, datogli in consegna dall'intendente di finanza (art. 24 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602), ed inoltre è autorizzato a rilasciarne copia, ai sensi dell'art. 14 l. 4 gennaio 1968 n. 15 (secondo cui l'autenticazione delle copie, anche parziali, può essere fatta dal pubblico ufficiale presso il quale è depositato l'originale).

Cassazione civile sez. I  05 dicembre 2011 n. 25962  

 

Gli estratti dei ruoli in cui vengono iscritti i tributi ed i relativi accessori a carico dei contribuenti sono legittimamente depositati presso l'esattore ai sensi dell'art. 4 l. 29 settembre 1973 n. 602 cosicché questi, ovvero il collettore, che è coadiutore dell'esattore ai sensi dell'art. 130 d.P.R. 15 maggio 1963 n. 858, è autorizzato a rilasciare copia, anche parziale, o riproduzioni con certificazione di conformità ai sensi dell'art. 14 l. 4 gennaio 1968 n. 15 con pieno valore legale ex art. 2718 c.c. al fine dell'insinuazione al passivo fallimentare ai sensi dell'art. 45 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602. Tuttavia le fotocopie degli estratti con attestazione di conformità agli originali sono idonee a provare la conformità agli originali degli estratti e non dei ruoli cosicché il concessionario non assolve in tal modo all'onere dei provare il credito violando così l'art. 2697 c.c.

Tribunale Roma  21 settembre 1999

 

Per ottenere l'ammissione al passivo dei tributi dovuti il concessionario dei servizi di riscossione deve produrre le copie parziali e le riproduzioni per estratto dei ruoli d'imposta, debitamente autenticate ai sensi dell'art. 45 d.P.R. n. 602 del 1973: la produzione di semplici prospetti riepilogativi dei crediti vantati non determina l'efficacia probatoria di cui all'art. 2718 c.c. e la domanda deve essere respinta.

Tribunale Roma  05 febbraio 1997

 

In sede di ammissione al passivo fallimentare dei crediti tributari, alle riproduzioni per estratto dei ruoli d'imposta, certificate conformi all'originale da parte del collettore consegnatario dei ruoli medesimi, deve essere riconosciuto valore di prova del credito nei termini di cui all'art. 2718 c.c.

Tribunale Roma  22 gennaio 1996

 

Ai fini dell'ammissione di un credito d'imposta al passivo fallimentare (art. 45 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 603), la copia della parte del ruolo relativa al contribuente, munita della dichiarazione di conformità all'originale resa dal collettore delle imposte, costituisce prova del credito, ai sensi dell'art. 2718 c.c. (secondo cui le copie parziali o le riproduzioni per estratto, rilasciate nella forma prescritta da pubblici ufficiali che ne sono depositari e sono debitamente autorizzati, fanno piena prova solo per quella parte dell'originale che riproducono letteralmente) atteso che il collettore esercita le stesse funzioni dell'esattore, di cui è coadiutore (art. 130 d.P.R. 15 maggio 1963 n. 858), e che l'esattore, pur non rientrando tra i "pubblici depositari" - cui la legge attribuisce la funzione di tenere gli atti a disposizione del pubblico e che sono obbligati, ex art. 743 c.p.c., a rilasciare copia degli atti anche a chi non ne è parte - è tuttavia un "depositario" del ruolo, datogli in consegna dall'intendente di finanza (art. 24 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602), ed inoltre è autorizzato a rilasciarne copia, ai sensi dell'art. 14 della l. 4 gennaio 1968 n. 15 (secondo cui l'autenticazione delle copie, anche parziali, può essere fatta dal pubblico ufficiale presso il quale è depositato l'originale).

Cassazione civile sez. I  06 maggio 1994 n. 4426  

 

Ai fini dell'ammissione di un credito d'imposta al passivo fallimentare (art. 45 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602), la copia della parte del ruolo relativa al contribuente, munita della dichiarazione di conformità all'originale resa dal collettore delle imposte, costituisce prova del credito, ai sensi dell'art. 2718 c.c. (secondo cui le copie parziali o le riproduzioni per estratto, rilasciate nella forma prescritta da pubblici ufficiali che ne sono depositari e sono debitamente autorizzati, fanno piena prova solo per quella parte dell'originale che riproducono letteralmente), atteso che il collettore esercita le stesse funzioni dell'esattore, di cui è coadiutore (art. 130 d.P.R. 15 maggio 1963 n. 858), e che l'esattore, pur non rientrando tra i "pubblici depositari" - cui la legge attribuisce la funzione di tenere gli atti a disposizione del pubblico e che sono obbligati, ex art. 743 c.p.c., a rilasciare copia degli atti anche a chi non ne è parte - è tuttavia un "depositario" del ruolo, datogli in consegna dall'intendente di finanza (art. 24 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602), ed inoltre è autorizzato a rilasciarne copia, ai sensi dell'art. 14 della l. 4 gennaio 1968 n. 15 (secondo cui l'autenticazione delle copie, anche parziali, può essere fatta dal pubblico ufficiale presso il quale è depositato l'originale).

Cassazione civile sez. I  06 maggio 1994 n. 4426  

 

 

Libri sociali

La nozione di "estratto" di cui è menzione nell'art. 2422 c.c. non ha nulla a che vedere con quella contenuta nell'art. 2711 c.c. o nell'art. 212 c.p.c. È piuttosto affine a quella cui si riferisce l'art. 212 c.p.c. ove è previsto che il giudice istruttore possa "disporre che, in sostituzione dell'originale, si esibisca copia anche fotografica o un estratto autentico del documento"; ed anche a quella di cui è menzione nell'art. 2718 c.c. ove le "riproduzioni per estratto" sono poste sullo stesso piano delle "copie parziali". In tali norme "estratto" è pressoché sinonimo o equivalente di "copia", con l'unica differenza che, mentre la copia riproduce per intero l'originale, l'estratto riproduce dell'originale solo le informazioni che interessa rilevare. Lo stesso può dirsi riguardo al termine "estratto" che compare nel testo dell'art. 2422 c.c.

Tribunale Crema  22 febbraio 1990

 



 
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