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Art. 2724 codice civile: Eccezioni al divieto della prova testimoniale

La prova per testimoni è ammessa in ogni caso:

1) quando vi è un principio di prova per iscritto: questo è costituito da qualsiasi scritto, proveniente dalla persona contro la quale è diretta la domanda o dal suo rappresentante, che faccia apparire verosimile il fatto allegato;

2) quando il contraente è stato nell’impossibilità morale o materiale di procurarsi una prova scritta (1);

3) quando il contraente ha senza sua colpa perduto il documento che gli forniva la prova (2).


Commento

Prova per testimoni: [v. 2721].

 

Principio di prova per iscritto: scrittura di riferimento proveniente dalla parte nei cui confronti la domanda è proposta (o dal suo rappresentante) o legata al fatto controverso da un nesso logico che lo faccia apparire verosimile.

In tal caso la prova testimoniale è ammissibile indipendentemente dal valore del contratto.

 

(1) L’ipotesi di impossibilità materiale si verifica solitamente in casi di calamità o disastri (deposito di beni in caso di incendio o di inondazioni), ipotesi piuttosto rare (cfr. r.d.l. 15-11-1925, n. 2071, conv. in l. 18-3-1926, n. 562).

 

(2) Tale ipotesi è molto ampia in quanto vi rientrano tutti i casi di smarrimento, distruzione, sottrazione. Occorre però che in nessun caso l’evento si sia verificato per colpa della parte che deve fornirne la prova. Quest’ultima dovrà, altresì, dimostrare di aver usato, nella custodia del documento, la diligenza del buon padre di famiglia [v. 1176].

 


Giurisprudenza annotata

Prove.

In caso di compravendita immobiliare, la controversia tra il preteso acquirente effettivo e l'apparente compratore non può essere risolta, fatta salva l'ipotesi di smarrimento incolpevole del relativo documento (art. 2724, n. 3, c.c.), con la prova per testimoni o per presunzioni di un accordo simulatorio cui abbia aderito il venditore.

Cassazione civile sez. VI  02 ottobre 2014 n. 20857  

 

Quando la parte, contro la quale sia prodotta la copia fotostatica, assimilabile a quella fotografica di cui all'art. 2719 c.c., non autenticata da pubblico ufficiale di un documento dalla medesima almeno apparentemente sottoscritto, la disconosca come falsa e, comunque, come non conforme all'originale, nessuna delle parti può produrre l'istanza di verificazione ex art. 216 c.p.c., istanza che concerne soltanto i documenti originali, ma incombe alla controparte fornire nei modi ordinari la dimostrazione dei fatti risultanti dalla copia suddetta; ne consegue che detta controparte è tenuta o a esibire l'originale, e, in ipotesi affermativa, a chiedere la verificazione della scrittura, se l'avversario insisterà nel disconoscerla, o a fornire altre prove del suo asserto, nei limiti ordinari della loro ammissibilità e, quindi, anche prove testimoniali, ove dimostri, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 2724, n. 3, c.c., di avere senza sua colpa smarrito il documento.

Cassazione civile sez. II  30 giugno 2014 n. 14804  

 

In tema di prova testimoniale, agli effetti degli artt. 2724, n. 3, e 2725 cod. civ., la perdita del documento non può ritenersi incolpevole solo perché esso è stato affidato a terzi, dovendo risultare, viceversa, in ragione dello sfavore legislativo per la testimonianza su particolari contratti, che il comportamento dell'affidante sia stato adeguato e che l'affidatario sia esente da colpa. Rigetta, App. Milano, 09/07/2007

Cassazione civile sez. II  29 gennaio 2014 n. 1944  

 

In tema di prova testimoniale, per la ricorrenza della condizione dell'impossibilità morale di procurarsi la prova scritta, di cui all'art. 2724, n. 2, cod. civ., non è sufficiente una situazione di astratta influenza, di autorità o di prestigio della persona dalla quale lo scritto dovrebbe essere preteso, nè di vincolo di amicizia, di parentela o di affinità di quest'ultima nei confronti della parte interessata all'acquisizione della prova, occorrendo, altresì, ulteriori speciali e particolari circostanze confluenti e concorrenti a determinarla. Rigetta, App. Bologna, 17/09/2008

Cassazione civile sez. I  02 agosto 2013 n. 18554  

 

Gli estremi richiesti dall'art. 2724, n. 1, c.c. perché un documento possa costituire principio di prova per iscritto - così eccezionalmente consentendo l'ammissione, come nella specie, della prova per testimoni - non esigono un preciso riferimento al fatto controverso, ma l'esistenza di un nesso logico tra lo scritto e il fatto stesso, da cui scaturisca la verosimiglianza del secondo, alla stregua di un apprezzamento di merito insindacabile nella sede di legittimità, se non sotto il profilo del vizio di motivazione.

Cassazione civile sez. I  16 ottobre 2012 n. 17766  

 

Interrogatorio

L'interrogatorio formale, mirando a provocare la confessione giudiziale, va reso esclusivamente dal titolare del potere di disposizione del bene o del diritto controverso ed è ammissibile anche qualora questi, come nell'ipotesi del legale rappresentante di un ente collettivo, possa non essere a conoscenza diretta delle circostanze a contenuto confessorio. Invero, da un lato, l'assunzione dell'interrogatorio formale permette di acquisire sia la prova piena che un principio di prova, idoneo ad aprire la possibilità della prova testimoniale ai sensi dell'art. 2724, n. 1, cod. civ.; dall'altro, reputarne l'inammissibilità determinerebbe un regime derogatorio di favore per tutti i soggetti diversi dalla persona fisica, del tutto irragionevole anche sotto il profilo della compatibilità ai parametri degli artt. 3 e 24 della Costituzione. Cassa con rinvio, App. Brescia, 17/10/2005

Cassazione civile sez. I  25 luglio 2013 n. 18079  

 

 

Locazioni

Non è permessa tra le parti la prova per presunzioni contro un contratto ai sensi dell’art. 1417 c.c. In particolare, la prova della simulazione (di una locazione ad uso abitativo e sostanzialmente ad uso alberghiero) non può essere data con testimoni o presunzioni, ma unicamente con una controindicazione, dalla quale risulti l’intento comune dei contraenti di dare vita ad un contratto soggettivamente diverso da quello apparente, giacché fra le parti, la prova per testi è ammessa solo nell’ipotesi di cui al n. 3 dell’art. 2724 cioè quando il contraente ha senza colpa perduto il documento.

Tribunale Roma sez. VI  12 giugno 2013 n. 13919  

 

 

Simulazione

Il divieto di prova testimoniale della simulazione di cui all'art. 1417 c.c. trova deroga solo nei casi considerati dall'art. 2724 c.c.: principio di prova per iscritto proveniente dalla persona contro la quale è diretta la domanda, impossibilità morale o materiale di procurarsi la prova, perdita incolpevole del documento (fattispecie relativa all'accertamento della simulazione assoluta di un negozio di compravendita immobiliare, attuato a detta dell'attrice al solo fine di far uscire il bene dal suo patrimonio per sottrarlo all'azione esecutiva dei propri creditori. La domanda era stata rigettata in primo e secondo grado in quanto non risultava fornito adeguato riscontro probatorio, atteso che, da un lato, la legge non consente che la simulazione sia provata per testi quando la relativa azione è avviata da una delle parti del negozio asseritamente simulato; dall'altro, non era stata prodotta in giudizio la controdichiarazione sottoscritta dall'acquirente nella quale verrebbe esplicitata la natura simulata del negozio stesso).

Cassazione civile sez. II  18 febbraio 2013 n. 3973  

 



 
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