codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 2726 codice civile: Prova del pagamento e della remissione

Le norme stabilite per la prova testimoniale dei contratti si applicano anche al pagamento e alla remissione del debito.


Commento

Prova testimoniale: [v. 2721]; Contratto: [v. Libro IV, Titolo II]; Remissione del debito: [v. 1236].

 

La norma ha carattere eccezionale e quindi può essere applicata soltanto alle due ipotesi espressamente previste nell’articolo in esame; in altri termini, essa è insuscettibile di applicazione analogica.

 


Giurisprudenza annotata

Simulazione

La curatela fallimentare che abbia proseguito il giudizio per il pagamento del residuo credito per il prezzo di una vendita stipulata dal fallito in bonis, non può considerarsi terzo, in quanto agisce in rappresentanza del fallito e non della massa dei creditori. Da ciò discende che anche la curatela fallimentare soggiace ai limiti di cui agli artt. 2722 e 2726 c.c., non potendo dimostrare attraverso testimoni la simulazione assoluta di un atto di quietanza, avendo la prova ad oggetto un elemento essenziale del contratto che deve risultare per iscritto.

Cassazione civile sez. II  23 dicembre 2014 n. 27358  

 

 

Prova testimoniale

La prova per testi o per presunzioni contraria al contenuto della quietanza è inammissibile, ai sensi degli artt. 2726 e 2729 cod. civ., ove diretta a provare il mancato pagamento, mentre è ammissibile se sia tesa a dimostrare circostanze differenti, quali l'effettuazione del pagamento in un diverso momento storico, utili a ricostruire una fattispecie più complessa del rapporto controverso tra le parti. Rigetta, App. Roma, 02/09/2008

Cassazione civile sez. III  27 novembre 2014 n. 25213  

 

Il divieto di provare per testi patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento contrattuale attestante il pagamento, previsto dall'art. 2726 cod. civ., riguarda i fatti volti a negare, in tutto o in parte, l'estinzione del debito, ma non si estende alle circostanze tese a dimostrare che il pagamento è stato compiuto da un terzo, anziché dal debitore indicato nel documento, trattandosi di circostanza esterna al rapporto contrattuale. Cassa con rinvio, App. Lecce, 21/11/2007

Cassazione civile sez. II  25 settembre 2014 n. 20257  

 

Il divieto di prova testimoniale ex art. 2722 c.c. si riferisce al contratto e non ad un atto unilaterale, come la quietanza, mentre il divieto contenuto nell'art. 2726 c.c., riferito al «pagamento» , riguarda i patti aggiunti, contrari o posteriori, intesi a negare, in tutto o in parte, il debito estinto con il pagamento, ma non impedisce la prova di ulteriori debiti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, a fronte di quietanza di ricevimento di busta paga, aveva ritenuto che il lavoratore potesse fornire la prova dell'esistenza di ulteriori spettanze in suo favore).

Cassazione civile sez. lav.  19 marzo 2009 n. 6685  

 

Contratti bancari

Nel contratto bancario regolato in conto corrente, gli atti di accreditamento e di prelevamento non sono qualificabili alla stregua di autonomi negozi giuridici o di pagamenti, vale a dire come atti estintivi di obbligazioni, ma si presumono, fino a prova contraria, atti di utilizzazione dell'unico contratto ad esecuzione ripetuta. Ne consegue che i relativi documenti non costituiscono prova di debito o di credito, ma solo della correttezza della posta contabile che concorre al saldo esigibile dall'una o dall'altra parte, onde può esserne dimostrata l'erroneità senza i limiti previsti, per la prova per testi, per presunzioni ed in tema di confessione, rispettivamente, dagli artt. 2725, 2726, 2729, comma secondo, e 2732 cod. civ.(Nella specie, in una controversia per l'accertamento dell'errore commesso da un cassiere, che aveva accreditato al correntista una somma maggiore di quella effettivamente versata, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto provato dalla banca, in via presuntiva, l'errore di scritturazione). Rigetta, Trib. Roma, 12/01/2007

Cassazione civile sez. I  06 agosto 2014 n. 17732  

 

 

Obbligazioni e contratti

La quietanza, come dichiarazione di scienza del creditore assimilabile alla confessione stragiudiziale del ricevuto pagamento, può essere superata dall'opposta confessione giudiziale del debitore, che ammetta, nell'interrogatorio formale, di non aver corrisposto la somma quietanzata; invero, l'art. 2726 cod. civ. limita, quanto al fatto del pagamento, la prova per testimoni e per presunzioni, non anche la prova per confessione. Cassa con rinvio, App. Genova, 30/06/2007

Cassazione civile sez. II  22 ottobre 2013 n. 23971  

 

 

Simulazione

Non è ammissibile la prova testimoniale diretta a dimostrare la simulazione assoluta della quietanza, che dell’avvenuto pagamento costituisce documentazione scritta, ostandovi l’art. 2726 c.c., il quale, estendendo al pagamento il divieto, sancito dall’art. 2722 c.c., di provare con testimoni patti aggiunti o contrari al contenuto del documento contrattuale, esclude che con tale mezzo istruttorio possa dimostrarsi l’esistenza di un accordo simulatorio concluso allo specifico fine di negare l’esistenza giuridica della quietanza, nei confronti della quale esso si configura come uno di quei patti, anteriori o contestuali al documento, che, appunto, il combinato disposto dei citati art. 2722 e 2726 vieta di provare con testimoni in contrasto con la documentazione scritta di pagamento.

Tribunale Parma  03 luglio 2013 n. 961  

 

In tema di contratto di compravendita, vale il generale principio per cui la simulazione assoluta di una quietanza di pagamento non può essere provata per testimoni, ostandovi il divieto di cui all’art. 2726 c.c. il quale, in combinato disposto con l’art. 2722 c.c., esclude che con tale mezzo istruttorio possa dimostrarsi l’esistenza di un accordo simulatorio concluso allo specifico fine di negare l’esistenza giuridica della quietanza. Nondimeno, il mancato pagamento non può essere provato attraverso elementi presuntivi – quali, nella specie, il deposito di dieci assegni di cui nove recanti una data successiva e non antecedente a quella in cui è avvenuta la stipula del contratto – la cui valutazione è preclusa dall’art. 2729, ultimo comma, c.c., a mente del quale le presunzioni non si possono ammettere nei casi in cui la legge esclude la prova testimoniale.

Tribunale Roma sez. III  15 ottobre 2012 n. 19282  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti