Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2728 codice civile: Prova contro le presunzioni legali

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Le presunzioni legali dispensano da qualunque prova coloro a favore dei quali esse sono stabilite.

Contro le presunzioni sul fondamento delle quali la legge dichiara nulli certi atti o non ammette l’azione in giudizio non può essere data prova contraria, salvo che questa sia consentita dalla legge stessa (1).

Commento

Nullità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI].

 

Presunzione legale: ricorre quando la legge risale, in via logico-deduttiva, all’accadimento di un determinato fatto (es.: il figlio nato quando non sono ancora trascorsi 300 giorni dalla data dell’annullamento, dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio, si considera anche concepito durante il matrimonio [v. 232]).

La (—) può essere: assoluta (juris et de jure) quando non ammette la prova contraria (cioè la prova della non esattezza del ragionamento compiuto); relativa (cioè juris tantum) nel qual caso, pur avendo la legge dato una interpretazione, è ammessa comunque la prova contraria (es.: la presunzione di paternità durante il matrimonio).

 

(1) La norma si riferisce alle presunzioni legali relative individuandone la più importante conseguenza nell’inversione dell’onere della prova [v. 2698]: colui che allega il fatto per il quale è prevista la presunzione non dovrà fornirne alcuna dimostrazione e l'onere della prova ricadrà sull'altra parte.

Giurisprudenza annotata

IVA

In tema di IVA, il mancato rinvenimento, nei locali in cui il contribuente esercita la sua attività, di beni, risultanti in carico all'azienda in forza di acquisto, importazione o produzione, pone, ai sensi dell'art. 53 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e dell'art. 2728 cod. civ., una presunzione legale di cessione senza fattura dei beni medesimi, che può essere vinta solo se il contribuente fornisca la prova di una diversa destinazione, e che legittima il ricorso, da parte dell'ufficio, al metodo di accertamento induttivo ex art. 55, secondo comma, n. 2, del citato d.P.R. n. 633 del 1972. Cassa con rinvio, Comm. Trib. Reg. Marche, 16/01/2007

Cassazione civile sez. trib.  30 luglio 2014 n. 17298  

 

 

Mandato e rappresentanza

La presunzione di onerosità del mandato, stabilita "iuris tantum" dall'art. 1709 cod. civ., può essere superata dalla prova della sua gratuità, desumibile anche dalle circostanze del rapporto, come la qualità del mandatario, le relazioni che intercedono fra questi e il mandante, il contegno delle parti, anteriore e successivo allo svolgimento delle prestazioni. Rigetta, App. Catania, 21/02/2008

Cassazione civile sez. II  27 giugno 2014 n. 14682  

 

 

Presunzioni

Per la configurazione di una presunzione giuridicamente valida non occorre che l'esistenza del fatto ignoto rappresenti l'unica conseguenza possibile di quello noto, secondo un legame di necessarietà assoluta ed esclusiva (sulla scorta della regola della inferenza necessaria), ma è sufficiente che dal fatto noto sia desumibile univocamente quello ignoto, alla stregua di un giudizio di probabilità basato sull'"id quod plerumque accidit" (in virtù della regola dell'inferenza probabilistica), sicché il giudice può trarre il suo libero convincimento dall'apprezzamento discrezionale degli elementi indiziari prescelti, purché dotati dei requisiti legali della gravità, precisione e concordanza, mentre è da escludere che possa attribuirsi valore probatorio ad una presunzione fondata su dati meramente ipotetici. Cassa con rinvio, App. Roma, 12/04/2010

Cassazione civile sez. lav.  05 febbraio 2014 n. 2632  

 

 

Imposte

L'accertamento tributario standardizzato mediante applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è "ex lege" determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli "standards" in sé considerati - meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività - ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento, con il contribuente. In tale sede, questi ha l'onere di provare, senza limitazione di mezzi e contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l'esclusione dell'impresa dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli "standards" o la specifica realtà dell'attività economica nel periodo di tempo in esame, mentre la motivazione dell'atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma va integrata con la dimostrazione dell'applicabilità in concreto dello "standard" prescelto e le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate. L'esito del contraddittorio, tuttavia, non condiziona l'impugnabilità dell'accertamento, potendo il giudice tributario liberamente valutare tanto l'applicabilità degli "standards" al caso concreto, da dimostrarsi dall'ente impositore, quanto la controprova offerta dal contribuente che, al riguardo, non è vincolato alle eccezioni sollevate nella fase del procedimento amministrativo e dispone della più ampia facoltà, incluso il ricorso a presunzioni semplici, anche se non abbia risposto all'invito al contraddittorio in sede amministrativa. In tal caso, però, egli ne assume le conseguenze, in quando l'Ufficio può motivare l'accertamento sulla sola base dell'applicazione degli "standards", dando conto dell'impossibilità di costituire il contraddittorio con il contribuente, nonostante il rituale invito, ed il giudice può valutare, nel quadro probatorio, la mancata risposta all'invito. (Nella specie, il contraddittorio endoprocedimentale non aveva dato esito positivo, a causa del rifiuto della contribuente di accettare una proposta di riduzione avanzata dall'Ufficio, senza fornire specifiche prove della inapplicabilità dei parametri). Cassa con rinvio, Comm. Trib. Reg. Torino, 18/11/2005

Cassazione civile sez. trib.  15 maggio 2013 n. 11633  

 

In tema di accertamento dei redditi costituiscono elementi indicativi di capacità contributiva, tra gli altri specificatamente indicati dall’art. 2 d.p.R. 600 del 1973, la disponibilità in Italia o all’estero di autoveicoli. La disponibilità di tali beni, come degli altri previsti della legge, costituisce, quindi, una presunzione di “ capacità contributiva” da qualificare “ legale” ex art. 2728 cc perché è la stessa legge che impone di ritenere conseguente al fatto, certo, di tale disponibilità la esigenza di una “capacità contributiva”. Pertanto, il giudice tributario, una volta accertata l’effettività fattuale degli specifici elementi indicativi di capacità contributiva, non ha il potere di togliere a tali elementi la capacità presuntiva contributiva che il legislatore ha connesso alla loro disponibilità, ma può soltanto valutare la prova che il contribuente offre in ordine alla provenienza non reddituale delle somme necessarie per mantenere il possesso dei beni indicati dalla norma.

Comm. trib. prov.le Macerata sez. I  03 gennaio 2012 n. 3

 

La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è "ex lege" determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli "standards" in se considerati - meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività - ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento, con il contribuente. In tale sede quest'ultimo ha l'onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l'esclusione dell'impresa dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli "standards" o la specifica realtà dell'attività economica nel periodo di tempo in esame, mentre la motivazione dell'atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell'applicabilità in concreto dello "standards" prescelto e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente.

Cassazione civile sez. trib.  16 maggio 2011 n. 10778  

 

 

Danni

Ai fini del ristoro del pregiudizio esistenziale da lesione del rapporto parentale, soltanto l 'allegazione circostanziata - mercé l'indicazione di fatti precisi e specifici nel caso concreto - di fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita, ovvero del compimento di scelte di vita diverse, determina l'inversione dell'onere della prova tipica delle presunzioni (nella specie, è stata considerata inidonea la deduzione di fatti inerenti alla perdita di abitudini e riti propri della quotidianità della vita). Cassa App. Bologna, 9 giugno 2005

Cassazione civile sez. III  13 maggio 2011 n. 10527  



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