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Art. 2737 codice civile: Capacità delle parti

Per deferire o riferire (1) il giuramento si richiedono le condizioni indicate dall’art. 2731 (2).


Commento

(1) In sostanza, una parte può deferire il giuramento all’altra e questa può: a) giurare, vincolando il giudice alla propria decisione ai sensi dell’art. 2738 [v. ®]; b) ricusare, cioè rifiutare il giuramento, vincolando, così, il giudice all’affermazione avversaria; c) riferire, cioè deferire a sua volta il giuramento alla parte che ad essa lo aveva originariamente deferito. In quest’ultimo caso, la controparte potrà giurare o ricusare.

 

(2) Anche in questi casi (come per la confessione) è richiesta la capacità di disporre del rapporto giuridico. Quindi il deferimento o il riferimento potrà essere fatto solo dalla parte personalmente oppure dal procuratore munito di mandato [v. 1703] speciale.

 

Il giuramento è un espediente probatorio fondato sull’efficacia intimidatoria delle sanzioni, anche e soprattutto di natura penale (art. 371 c.p.), che colpirebbero chi avesse giurato il falso. In altri termini, la minaccia della sanzione (morale e giuridica) opera come controspinta psicologica alla affermazione del falso.


Giurisprudenza annotata

Giuramento

Il giuramento decisorio, che può essere deferito tanto su un fatto proprio della persona che deve prestarlo, quanto sulla conoscenza che essa ha di un fatto altrui, deve essere deferito a quella determinata persona fisica che si è costituita in giudizio e, nel caso, quale rappresentante di un ente, assumendosi così la qualità di parte in causa, posto che la capacità di stare in giudizio (nella specie, quale legale rappresentante di una società per azioni) si intende comprensiva della capacità di deferire, accettare, prestare e riferire il giuramento decisorio.

Cassazione civile sez. lav.  23 dicembre 1983 n. 7607

 

Ai sensi del combinato disposto degli art. 2737 e 2731 c.c., il giuramento decisorio può essere deferito (sia pure con i limiti di efficacia di cui agli art. 2731 e 1398 c.c.) a colui che rappresenta la parte del processo, non già a colui che si assume essere stato rappresentante nel rapporto sostanziale dedotto in giudizio, quando la parte che si sostiene essere stata mandante in tale rapporto neghi di aver conferito tale mandato con rappresentanza, in quanto il primo (qualunque sia il motivo della sua chiamata nella causa in cui il rapporto stesso è stato dedotto) non può in alcun modo impegnare quest'ultimo mediante la prestazione del giuramento. In siffatta ipotesi, incombendo al terzo contraente l'onere di provare l'avvenuto conferimento di poteri di rappresentanza dalla parte suindicata alla persona con la quale ha contrattato, il giuramento decisorio è ammissibile ed efficace solo se deferito al preteso mandante.

Cassazione civile sez. II  29 ottobre 1983 n. 6445  

 

Ai sensi del combinato disposto degli art. 2737 e 2731 c.c., il giuramento decisorio può essere deferito (sia pure con i limiti di efficacia di cui agli art. 2731 e 1398 c.c.) a colui che rappresenta la parte del processo, non già a colui che si assume essere stato rappresentante nel rapporto sostanziale dedotto in giudizio, quando la parte che si sostiene essere stata mandante in tale rapporto neghi di aver conferito mandato con rappresentanza, in quanto il primo (qualunque sia il motivo della sua chiamata nella causa in cui il rapporto stesso è stato dedotto) non può in alcun modo impegnare quest'ultimo mediante la prestazione del giuramento. In siffatta ipotesi, incombendo al terzo contraente l'onere di provare l'avvenuto conferimento di poteri di rappresentanza dalla parte suindicata alla persona con la quale ha contrattato, il giuramento decisorio è ammissibile ed efficace solo se deferito al preteso mandante.

Cassazione civile sez. II  04 dicembre 1982 n. 6601  



 
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