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Art. 2739 codice civile: Oggetto

Il giuramento non può essere deferito o riferito per la decisione di cause relative a diritti di cui le parti non possono disporre, né sopra un fatto illecito o sopra un contratto per la validità del quale sia richiesta la forma scritta, né per negare un fatto che da un atto pubblico risulti avvenuto alla presenza del pubblico ufficiale che ha formato l’atto stesso.

Il giuramento non può essere deferito che sopra un fatto proprio della parte a cui si deferisce o sulla conoscenza che essa ha di un fatto altrui (1) e non può essere riferito qualora il fatto che ne è l’oggetto non sia comune a entrambe le parti.

 


Commento

Giuramento: [v. 2736]; Deferimento: [v. 2738]; Riferimento: [v. 2738].

 

(1) Il giuramento può riguardare un fatto proprio (cd. de veritate) oppure un fatto non proprio della parte chiamata a giurare, ma del quale essa sia a conoscenza (giuramento «de scientia»).

 


Giurisprudenza annotata

Giuramento della parte

Il divieto di deferire il giuramento su fatti illeciti, posto dall'art. 2739 c.c., trovando il suo fondamento nell'opportunità di non obbligare il giurante a confessarsi autore di un atto per lui potenzialmente produttivo anche di responsabilità civile, si riferisce sia al giuramento decisorio che a quello suppletorio, e non è limitato agli atti contrastanti con norme imperative, di ordine pubblico o di buon costume, o comunque turpi o riprovevoli secondo la coscienza collettiva, ma si estende a qualunque ipotesi di illiceità; esso, peraltro, riguarda le sole circostanze specificamente capitolate, trovando applicazione soltanto quando oggetto del giuramento sia un comportamento illecito del giurante, ovvero un comportamento illecito della controparte che possa desumersi automaticamente da quello del giurante, e non anche quando si tratti di un fatto materiale in sé neutro, perché non attributivo di comportamento illecito a nessuna delle parti, la cui responsabilità va invece desunta da altri fatti per via di inferenze e correlazioni.

Cassazione civile sez. III  19 marzo 2014 n. 6347  

 

Il divieto di deferire giuramento su fatti illeciti, previsto dall'art. 2739 cod. civ., trova la sua "ratio" nell'esigenza di impedire che il giurante sia costretto a scegliere tra l'ammettere circostanze lesive della sua dignità e del suo decoro ed il giurare il falso; ne consegue che non può deferirsi giuramento in ordine all'esistenza di un patto commissorio imposto al debitore dal creditore per l'esclusiva realizzazione dei propri interessi, integrando esso pur sempre un atto illecito o comunque un atto con causa illecita. Rigetta, App. Firenze, 21/10/2006

Cassazione civile sez. II  29 novembre 2013 n. 26851  

 

Il giuramento, sia decisorio che suppletorio, non può vertere sull'esistenza o inesistenza di rapporti giuridici o di situazioni giuridiche, né può deferirsi per provocare l'espressione di apprezzamenti od opinioni, e, tantomeno, di valutazioni giuridiche, dovendo la sua formula avere ad oggetto circostanze determinate, che, quali fatti storici, siano stati percepiti dal giurante con i sensi o con l'intelligenza, sicché non può costituirne oggetto la qualità di amministratore di condominio, essa implicando l'accettazione della nomina, che è un atto negoziale e non un fatto storico. Cassa con rinvio, App. Trieste, 28/06/2006

Cassazione civile sez. II  30 aprile 2013 n. 10184  

 

A norma dell'art. 2739, comma 2, c.c., il riferimento del giuramento decisorio de veritate diviene inefficace qualora la parte destinataria sia deceduta e i fatti oggetto dello stesso non risultino comuni al deferito e ai successori del riferito. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione del giudice di merito che, violando il menzionato disposto normativo, aveva ritenuto prodotti gli effetti della mancata prestazione del giuramento riferito, invece di limitarsi a considerare, ai fini dei conseguenti provvedimenti, la circostanza del deferimento del giuramento).

Cassazione civile sez. lav.  22 novembre 2011 n. 24609  

 

Il divieto di deferire o riferire il giuramento decisorio sui contratti per la validità dei quali è richiesta la forma scritta "ad substantiam", stabilito dall'art. 2739, comma 1, c.c., non riguarda anche l'ipotesi in cui un atto scritto vi sia, ed attraverso il giuramento si tenda a dimostrare non la sua esistenza ma soltanto il suo carattere simulato.

Cassazione civile sez. III  18 febbraio 2010 n. 3899  

 

Il divieto di deferire il giuramento su fatti illeciti, posto dall'art. 2739 c.c., trovando il suo fondamento nell'opportunità di non obbligare il giurante a confessarsi autore di un atto per lui potenzialmente produttivo anche di responsabilità civile, si riferisce sia al giuramento decisorio che a quello suppletorio, e non è limitato agli atti contrastanti con norme imperative, di ordine pubblico o di buon costume, o comunque turpi o riprovevoli secondo la coscienza collettiva, ma si estende a qualunque ipotesi di illiceità; esso, peraltro, riguarda le sole circostanze specificamente capitolate, trovando applicazione soltanto quando oggetto del giuramento sia un comportamento illecito del giurante, ovvero un comportamento illecito della controparte che possa desumersi automaticamente da quello del giurante, e non anche quando si tratti di un fatto materiale in sé neutro, perché non attributivo di comportamento illecito a nessuna delle parti, la cui responsabilità va invece desunta da altri fatti per via di inferenze e correlazioni.

Cassazione civile sez. III  04 giugno 2009 n. 12866  

 

La disposizione dell'art. 2739 c.c. vieta di deferire o riferire il giuramento sopra un fatto illecito quando questo riguardi la persona del giurante, sicché essa non opera quando il fatto illecito riguardi la parte avversa. Deve inoltre intendersi per fatto illecito non solo quello penale o quello civile "turpe", ma anche ogni azione contrastante con norme imperative, d'ordine pubblico o di buon costume. (Nella fattispecie, relativa alla domanda di danni esperita dai congiunti del deceduto a seguito di un incidente stradale, asseritamente trasportato sulla moto condotta proprio dal convenuto, la corte di merito aveva ritenuto inammissibile il giuramento decisorio a questo deferito in quanto avrebbe inciso sulla prova dell'omicidio colposo del giurante: poiché era incontestabile che il fatto potesse essere considerato illecito, anche se non era stato accertato dal giudice penale, la S.C. ha rigettato il ricorso della sorella della vittima).

Cassazione civile sez. III  15 marzo 2007 n. 5994  

 



 
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