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Art. 2742 codice civile: Surrogazione dell’indennità alla cosa

Se le cose soggette a privilegio, pegno o ipoteca sono perite o deteriorate (1), le somme dovute dagli assicuratori per indennità della perdita o del deterioramento sono vincolate al pagamento dei crediti privilegiati, pignoratizi o ipotecari, secondo il loro grado, eccetto che le medesime vengano impiegate a riparare la perdita o il deterioramento (2). L’autorità giudiziaria può, su istanza degli interessati, disporre le opportune cautele per assicurare l’impiego delle somme nel ripristino o nella riparazione della cosa.

Gli assicuratori sono liberati qualora paghino dopo trenta giorni dalla perdita o dal deterioramento, senza che sia stata fatta opposizione (3). Quando pero’ si tratta di immobili su cui gravano iscrizioni, gli assicuratori non sono liberati se non dopo che è decorso senza opposizione il termine di trenta giorni dalla notificazione ai creditori iscritti del fatto che ha dato luogo alla perdita o al deterioramento.

Sono del pari vincolate al pagamento dei crediti suddetti le somme dovute per causa di servitù coattive o di comunione forzosa o di espropriazione per pubblico interesse, osservate, per quest’ultima, le disposizioni della legge speciale.


Commento

Privilegio: [v. 2745]; Pegno: [v. 2784]; Ipoteca: [v. 2808]; Iscrizioni: [v. 2808]; Servitù coattive: [v. 1031]; Comunione forzosa: [v. Libro III, Titolo VII]; Espropriazione per pubblico interesse: [v. 834].

 

Notificazione: in termini generali, è l’atto con il quale un soggetto rende noto, con qualsiasi mezzo, ad un altro soggetto l’esistenza di un fatto o di un atto, cui quest’ultimo può essere interessato. Per i codici di procedura civile e penale, è un particolare tipo di atto eseguito in conformità delle norme procedurali (artt. 136-151 c.p.c.; artt. 148-171 c.p.p.), dall’ufficiale giudiziario, su incarico delle parti o del giudice, con il quale si porta a conoscenza di un determinato soggetto il compimento di un atto processuale, mediante la consegna al destinatario medesimo (o ad altre persone indicate dalla legge) di una compia conforme all’originale dell’atto da notificare.

 

(1) Il perimento o deterioramento delle cose determina il venir meno della causa legittima di prelazione.

 

(2) L’impiego dell’indennità assicurativa, da parte del debitore, per la riparazione della cosa, opera dunque come fatto impeditivo dell’acquisto, da parte del creditore, dell’azione diretta verso l’assicuratore.

 

(3) I creditori potranno fare opposizione sia a mezzo di notifica mediante ufficiale giudiziario, sia mediante raccomandata. In mancanza di opposizione, il debitore-assicuratore pagherà con efficacia liberatoria al proprio creditore danneggiato.

 

 

La sostituzione dell’indennità alla cosa distrutta e deteriorata è un’ipotesi di surrogazione reale. In particolare, nel caso di perimento o deterioramento [v. nota (1)] della cosa data in garanzia, il creditore perde la possibilità di far valere coattivamente le proprie pretese sull’oggetto del suo diritto di prelazione: tuttavia se il debitore si era assicurato contro i danni, l’impresa assicurativa non può pagare l’indennità di assicurazione [v. 1882] al debitore, ma deve pagarla ai creditori privilegiati, pignoratizi e ipotecari secondo l’ordine di preferenza che spetta a ciascuno di essi.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

La cosiddetta "surrogazione reale" dell'indennità alla cosa assicurata, prevista dall'art. 2742 c.c., ha l'effetto di imporre all'indennizzo assicurativo un vincolo di destinazione a favore del creditore dell'assicurato titolare di un diritto di prelazione sulla cosa distrutta, ma non legittima affatto il suddetto creditore ad agire direttamente nei confronti dell'assicuratore per il pagamento dell'indennizzo.

Cassazione civile sez. III  14 febbraio 2013 n. 3655  

 

Sia nella fattispecie di cui all'art. 2742 c.c. che in quella della cd "vincolo di polizza" il creditore che, nella inerzia del proprietario della cosa assicurata, agisce per ottenere il pagamento della indennità dall'assicuratore, è tenuto a dimostrare non soltanto l'avvenuta realizzazione del rischio dedotto in assicurazione ma anche a dare la prova della entità del suo credito per consentire all'assicuratore la liquidazione.

Tribunale Roma sez. XIII  23 settembre 2010 n. 18840  

 

Qualora il contratto di assicurazione contenga una clausola di c.d. "vincolo di polizza" in favore del creditore dell'assicurato munito di ipoteca o privilegio speciale sul bene oggetto dell'assicurazione, questi è titolare di un proprio diritto all'indennità, ai sensi degli art. 2742 c.c. e 3 r.d.l. 15 marzo 1927 n. 436, che deriva dalla stessa clausola contrattuale, la quale crea un collegamento tra il contratto di assicurazione ed il contratto di finanziamento; e, pur avendo il finanziatore un diritto proprio a conseguire l'indennità altrimenti dovuta all'assicurato, tuttavia tale diritto scaturisce dalla clausola contrattuale stipulata in suo favore ed ha comunque ad oggetto sempre e soltanto l'indennità assicurativa (tanto è vero che il finanziatore ha l'onere di dimostrare l'avvenuta realizzazione del rischio dedotto in assicurazione). Pertanto si deve ritenere che anche al diritto di credito del finanziatore sia applicabile la prescrizione breve di cui all'art. 2952 c.c. riguardante tutti i "diritti derivanti dal contratto di assicurazione".

Tribunale Reggio Calabria  08 agosto 2003

 

 

Surrogazione dell'indennità

In tema di surrogazione dell'indennità, dovuta dall'assicuratore, al veicolo sottratto, soggetto ad ipoteca, il vincolo dell'indennità a favore del creditore ipotecario non determina due distinte situazioni contrattuali (con il contraente assicurato e con il terzo) diversamente regolate, unico essendo l'obbligo dell'assicuratore di corrispondere l'indennità. Ne consegue che l'azione del creditore ipotecario intesa ad ottenere il pagamento della suddetta indennità, qualificandosi come azione di adempimento contrattuale, soggiace al termine prescrizionale annuale previsto, in relazione ai diritti che derivano dal contratto di assicurazione, dall'art. 2952 c.c.

Cassazione civile sez. III  15 luglio 2005 n. 15038  

 

Sia nell'ipotesi regolata dall'art. 2742 c.c. sia nella diversa fattispecie della stipulazione a favore dei creditore assistito da privilegio, pegno o ipoteca, della clausola di cosiddetto "vincolo di polizza", il creditore munito di causa di prelazione che, nell'inerzia del proprietario della cosa assicurata, agisce per ottenere il pagamento dell'indennità dall'assicuratore, è tenuto a dimostrare non soltanto l'avvenuta realizzazione del rischio dedotto in assicurazione, ma anche l'entità del credito per consentire all'assicuratore la liquidazione.

Cassazione civile sez. III  02 aprile 2001 n. 4791

 

In base alle disposizioni di cui all'art. 2742 c.c. ed all'art. 3 del r.d.l. 15 marzo 1927 n. 436, che prevedono la surrogazione dell'indennità assicurativa al veicolo sottratto soggetto ad ipoteca, il vincolo dell'indennità a favore del creditore ipotecario non determina due distinte situazioni contrattuali (con il contraente assicurato e con il terzo) diversamente regolate, unico essendo l'obbligo dell'assicuratore di corrispondere l'indennità. Pertanto, l'azione del creditore ipotecario intesa ad ottenere il pagamento della suddetta indennità soggiace al termine prescrizionale annuale previsto dall'art. 2952 c.c.

Cassazione civile sez. III  24 gennaio 2000 n. 754  

 

 

Ipoteca

In caso di appendice di vincolo, l'azione del creditore ipotecario nei confronti dell'assicuratore rivolta ad ottenere l'indennizzo assicurativo va qualificata come azione di adempimento contrattuale. Conservando l'azione del creditore privilegiato la sua derivazione contrattuale, la stessa non può che soggiacere, per quanto interessa, al termine prescrizionale annuale, espressamente previsto dall'art. 2952 c.c.

Cassazione civile sez. III  05 novembre 2002 n. 15502  

 

 

Prescrizione

In base alle disposizioni di cui all'art. 2742 c.c. e all'art. 3 r.d.l. 15 marzo 1927 n. 436, che prevedono la surrogazione dell'indennità assicurativa al veicolo sottratto soggetto ad ipoteca, il vincolo dell'indennità a favore del creditore ipotecario non determina due distinte situazioni contrattuali (con il contraente assicurato e con il terzo) diversamente regolate, unico essendo l'obbligo dell'assicuratore di corrispondere l'indennità; pertanto, l'azione del creditore ipotecario intesa ad ottenere il pagamento della suddetta indennità soggiace al termine prescrizionale annuale previsto dall'art. 2952 c.c.

Cassazione civile sez. III  05 novembre 2002 n. 15502  

 

 

Responsabilità

L'art. 2742 c.c., nel disporre che se le cose assicurate, soggette a privilegio, pegno od ipoteca, sono perite o deteriorate, l'indennizzo dovuto dall'assicuratore è vincolato al pagamento dei crediti garantiti e che è interdetto all'assicuratore di erogare tale indennizzo all'assicurato nel caso di opposizione dei creditori, conferisce a questi ultimi la legittimazione a far valere le ragioni dell'assicurato, cui è impedito di ottenere il pagamento per sè ed a conseguire l'importo dello stesso indennizzo al fine di soddisfare il proprio credito garantito. Tale norma, pertanto, legittimando i creditori a far valere nel proprio interesse un diritto altrui, regola un'ipotesi particolare di azione surrogatoria, la quale si differenzia da quella prevista dall'art. 2900 c.c. sotto il duplice profilo che non è richiesta l'inerzia del debitore e che la surrogazione è limitata al fine del soddisfacimento dei crediti privilegiati, pignoratizi ed ipotecari.

Corte appello Milano  29 ottobre 1991

 



 
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