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Art. 2745 codice civile: Fondamento del privilegio

Il privilegio è accordato dalla legge in considerazione della causa del credito (1). La costituzione del privilegio può tuttavia dalla legge essere subordinata alla convenzione delle parti; può anche essere subordinata a particolari forme di pubblicità (2).


Commento

Privilegio: causa di prelazione [v. 2741] e, cioè, un titolo di preferenza che attribuisce al creditore, titolare di esso, la possibilità di recuperare il credito con preferenza rispetto agli altri creditori non privilegiati.

 

Causa del credito: titolo dal quale traggono origine il rapporto obbligatorio e la pretesa del creditore nei confronti del debitore.

 

Forme di pubblicità: adempimenti compiuti al fine di rendere noti alla generalità dei soggetti determinati fatti.

 

(1) Il privilegio trova la sua origine nella causa del credito: pertanto, determinati crediti, o per motivi di particolare considerazione sociale (crediti per alimenti [v. 433]) o perché derivanti da spese fatte nell’interesse comune (spese di esecuzione iniziata da uno dei creditori) oppure perché concernono l’interesse dello Stato (tributi), sono ritenuti meritevoli di maggiore tutela rispetto agli altri e, così, il loro titolare viene soddisfatto a preferenza di altri.

 

(2) Si tratta di pubblicità costitutiva [v. Libro VI, Titolo I, Capo II].

 

Con il privilegio si pone una deroga al principio della par condicio creditorum [v. 2741]. Il privilegio trova la sua origine nella legge.

 


Giurisprudenza annotata

Privilegio

Il privilegio speciale sul bene immobile, che assiste (ai sensi dell'art. 2775 bis cod. civ.) i crediti del promissario acquirente conseguenti alla mancata esecuzione del contratto preliminare trascritto ai sensi dell'art. 2645 bis cod. civ., siccome subordinato ad una particolare forma di pubblicità costitutiva (come previsto dall'ultima parte dell'art. 2745 cod. civ.), resta sottratto alla regola generale di prevalenza del privilegio sull'ipoteca, sancita, se non diversamente disposto, dal secondo comma dell'art. 2748 cod. civ., e soggiace agli ordinari principi in tema di pubblicità degli atti. Ne consegue che, nel caso in cui il curatore del fallimento della società costruttrice dell'immobile scelga lo scioglimento del contratto preliminare (ai sensi dell'art. 72 della legge fall.), il conseguente credito del promissario acquirente - nella specie, avente ad oggetto la restituzione della caparra versata contestualmente alla stipula del contratto preliminare - benché assistito da privilegio speciale, deve essere collocato con grado inferiore, in sede di riparto, rispetto a quello dell'istituto di credito che, precedentemente alla trascrizione del contratto preliminare, abbia iscritto sull'immobile stesso ipoteca a garanzia del finanziamento concesso alla società costruttrice. Cassa con rinvio, Trib. Novara, 18/07/200

Cassazione civile sez. I  30 luglio 2014 n. 17270  

 

Il privilegio speciale sul bene immobile, che assiste (ai sensi dell'art. 2775 bis c.c.) i crediti del promissario acquirente conseguenti alla mancata esecuzione del contratto preliminare trascritto ai sensi dell'art. 2645 bis c.c., siccome subordinato ad una particolare forma di pubblicità costitutiva (come previsto dall'ultima parte dell'art. 2745 c.c.), resta sottratto alla regola generale di prevalenza del privilegio sull'ipoteca, sancita, se non diversamente disposto, dal comma 2 dell'art. 2748 c.c., e soggiace agli ordinari principi in tema di pubblicità degli atti. Ne consegue che, nel caso in cui il curatore del fallimento della società costruttrice dell'immobile scelga lo scioglimento del contratto preliminare (ai sensi dell'art. 72 l. fall.), il conseguente credito del promissario acquirente - nella specie, avente ad oggetto la restituzione della caparra versata contestualmente alla stipula del contratto preliminare - benché assistito da privilegio speciale, deve essere collocato con grado inferiore, in sede di riparto, rispetto a quello dell'istituto di credito che, precedentemente alla trascrizione del contratto preliminare, abbia iscritto sull'immobile stesso ipoteca a garanzia del finanziamento concesso alla società costruttrice. (Cassa Trib. Venezia, decr. 9 novembre 2005).

Cassazione civile sez. I  16 marzo 2012 n. 4195  

 

Le norme del codice civile che stabiliscono i privilegi a favore di determinati crediti possono essere oggetto di interpretazione estensiva. Quest’ultima costituisce il risultato di un'operazione logica diretta ad individuare il reale significato e la portata effettiva della norma, che permette di determinare il suo esatto ambito di operatività anche oltre il limite apparentemente segnato dalla sua formulazione testuale. L'interpretazione estensiva permette, altresì, di individuare l'effettivo valore semantico della disposizione, tenendo conto dell'intenzione del legislatore e, soprattutto, della causa del credito che, ai sensi dell'art. 2745 c.c., rappresenta la ragione giustificatrice di qualsiasi privilegio. Conseguentemente, il privilegio generale sui beni mobili istituito dall'art. 2745 comma 4 c.c. sui crediti per le imposte, tasse e tributi dei comuni previsti dalla legge per la finanza locale, deve essere riconosciuto anche per i crediti dei comuni relativi all'imposta comunale sugli immobili (i.c.i.) introdotta dal d.lg. n. 504 del 1992, pur se successiva e quindi non compresa tra i tributi contemplati dal r.d. n. 1175 del 1931.

Cassazione civile sez. VI  05 aprile 2011 n. 7826  

 

L'unico motivo di ricorso con cui si deduce violazione dell'art. 2752 c.c. per essere stato negato il rango privilegiato al credito per i.c.i. è manifestamente fondato, avendo la Corte affermato il principio secondo cui "Le norme dei codice civile che stabiliscono i privilegi in favore di determinati crediti possono essere oggetto di interpretazione estensiva, la quale costituisce il risultato di un'operazione logica diretta ad individuare il reale significato e la portata effettiva della norma, che permette di determinare il suo esatto ambito di operatività, anche oltre il limite apparentemente segnato dalla sua formulazione testuale, e di individuare l'effettivo valore semantico della disposizione, tenendo conto dell'intenzione del legislatore, e soprattutto della causa del credito che, ai sensi dell'art. 2745 c.c, rappresenta la ragione giustificatrice di qualsiasi privilegio. Con la conseguenza che il privilegio generale suo mobili istituito dall'art. 2745, c.c. sui crediti per le imposte, tasse e tributi dei comuni previsti dalla legge per la finanza locale, deve essere riconosciuto anche per i crediti dei comuni relativi all'imposta comunale sugli immobili introdotta dal d.lg. n. 504 del 1992, pur se successiva e quindi non compresa tra i tributi contemplati dal r.d. n. 1175 del 1931".

Cassazione civile sez. VI  05 aprile 2011 n. 7826

 

Il privilegio generale sui mobili, istituito dall'art. 2752, comma ultimo, c.c. a favore dei crediti per le imposte, tasse e tributi dei comuni previsti dalla legge per la finanza locale, deve essere riconosciuto anche per i crediti relativi all'imposta comunale sugli immobili (i.c.i.), anche se non compresa, tra i tributi contemplati dal r.d. n. 1175 del 1931, perché introdotta successivamente con il d.lg. n. 504 del 1992, posto che le norme del codice civile che stabiliscono i privilegi possono essere oggetto di un'interpretazione estensiva che sia diretta ad individuarne il reale significato e la portata effettiva in modo da delimitare il loro esatto ambito di operatività, anche oltre il limite apparentemente segnato dalla formulazione testuale, tenendo in considerazione l'intenzione del legislatore e la causa del credito che, ai sensi dell'art. 2745 c.c., rappresenta la ragione giustificatrice di qualsiasi privilegio.

Cassazione civile sez. un.  17 maggio 2010 n. 11930  

 

Le norme del codice civile che stabiliscono i privilegi in favore di determinati crediti possono essere oggetto di interpretazione estensiva, la quale costituisce il risultato di un'operazione logica diretta ad individuare il reale significato e la portata effettiva della norma, che permette di determinare il suo esatto ambito di operatività, anche oltre il limite apparentemente segnato dalla sua formulazione testuale; e di identificare l'effettivo valore semantico della disposizione, tenendo conto dell'intenzione del legislatore, e soprattutto dalla "causa" del credito che, ai sensi dell'art. 2745 c.c., rappresenta la ragione giustificatrice di qualsiasi privilegio. Con la conseguenza che il privilegio generale sui mobili istituito dall'art. 2752 c.c. sui crediti per le imposte, tasse e tributi dei comuni previsti dalla legge per la finanza locale deve essere riconosciuto anche per i crediti dei comuni relativi all'imposta comunale sugli immobili (ICI) introdotta dal d.lg. 504/92, pur se successiva e quindi non compresa tra i tributi contemplati dal r.d. 1175/31.

Cassazione civile sez. un.  17 maggio 2010 n. 11930  

 

Il privilegio speciale sul bene immobile, che assiste (ai sensi dell'art. 2775 bis c.c.) i crediti del promissario acquirente conseguenti alla mancata esecuzione del contratto preliminare trascritto ai sensi dell'art. 2645 bis c.c., siccome subordinato ad una particolare forma di pubblicità costitutiva (come previsto dall'ultima parte dell'art. 2745 c.c.), resta sottratto alla regola generale di prevalenza del privilegio sull'ipoteca, sancita, se non diversamente disposto, dal comma 2 dell'art 2748 c.c. e soggiace agli ordinari principi in tema di pubblicità degli atti. Ne consegue che, nel caso in cui il curatore del fallimento della società costruttrice dell'immobile scelga lo scioglimento del contratto preliminare (ai sensi dell'art. 72 l. fall.), il conseguente credito del promissario acquirente - avente ad oggetto la restituzione della caparra versata contestualmente alla stipula del contratto preliminare – benché assistito da privilegio speciale, deve essere collocato con grado inferiore, in sede di riparto, rispetto a quello dell'istituto di credito che, precedentemente alla trascrizione del contratto preliminare, abbia iscritto sull'immobile stesso ipoteca a garanzia del finanziamento concesso alla società costruttrice.

Cassazione civile sez. trib.  08 ottobre 2009 n. 21405  



 
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