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Art. 2749 codice civile: Estensione del privilegio

Il privilegio accordato al credito si estende alle spese ordinarie per l’intervento nel processo di esecuzione (1). Si estende anche agli interessi dovuti per l’anno in corso alla data del pignoramento e per quelli dell’anno precedente (2).

Gli interessi successivamente maturati hanno privilegio nei limiti della misura legale fino alla data della vendita.


Commento

Privilegio: [v. 2745]; Pignoramento: [v. 2912].

 

Processo di esecuzione: procedimento diretto a soddisfare coattivamente la pretesa di colui il quale sia stato giudizialmente riconosciuto titolare del diritto, quando il soccombente non adempie spontaneamen te.

 

Interessi: sono una particolare categoria di frutti civili [v. 820] derivanti dal godimento di un altrui capitale [v. 1282].

 

Misura legale: quantità o valore stabiliti dalla legge.

 

(1) Il privilegio si estende non soltanto alle spese sostenute dal creditore per intervenire nel processo esecutivo promosso da altri, cui la norma fa espresso riferimento, ma, pur nel silenzio della legge, anche a quelle affrontate dal creditore che autonomamente intraprenda il procedimento esecutivo ex art. 491 c.p.c.

 

(2) Il creditore privilegiato è favorito rispetto al creditore pignoratizio [v. 2784], per il quale la causa di prelazione [v. 2741] copre gli interessi soltanto per l’anno in corso.


Giurisprudenza annotata

Fallimento

In tema di liquidazione coatta amministrativa, alla luce della sentenza della Corte costituzionale del 28 maggio 2001, n. 162, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 54, terzo comma, legge fall. (nella testo applicabile "ratione temporis", anteriore alla modifica intervenuta con il d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5), nella parte in cui non richiama, ai fini dell'estensione del diritto di prelazione agli interessi, l'art. 2749 cod. civ., gli interessi sui crediti assistiti da privilegio generale o speciale continuano a maturare e ad essere assistiti da privilegio anche dopo il provvedimento che ha disposto la liquidazione. Cassa e decide nel merito, App. Roma, 09/10/2006

Cassazione civile sez. I  04 giugno 2014 n. 12551  

 

L'aggio costituisce il compenso spettante al concessionario esattore per l'attività svolta su incarico e mandato dell'ente impositore ed il relativo credito non muta la sua natura di corrispettivo per un servizio reso in base al soggetto (contribuente, ente impositore o entrambi "pro quota") a carico del quale, a seconda delle circostanze, è posto il pagamento. Ne deriva che, in sede di accertamento al passivo dei crediti insinuati dal concessionario, il credito per aggio non può in alcun modo essere considerato inerente al tributo riscosso e non è, pertanto, assistito dal relativo privilegio. Cassa con rinvio, Trib. Milano, 09/05/2011

Cassazione civile sez. I  03 aprile 2014 n. 7868  

 

In tema di ammissione al passivo fallimentare del credito per i.v.a. la misura legale alla quale rinvia l'art. 2749, comma 2, ai fini dell'individuazione dei limiti della collocazione privilegiata del credito per interessi deve intendersi riferita, al pari di quella prevista dagli art. 2788 e 2855 c.c. per i crediti pignoratizi e ipotecari, non già al saggio di interesse stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito ma a quello previsto dall'art. 1284 c.c.; quest'ultimo è destinato a trovare applicazione nella situazione di concorso con altri creditori derivante dall'apertura di una procedura concorsuale, avuto riguardo alla natura speciale della l.fall., che disciplina in via generale gli effetti derivanti dall'accertamento giudiziale dello stato d'insolvenza, e alla conseguente prevalenza del richiamo in essa contenuto alla disciplina dettata dal codice civile sul riferimento ad altri tassi eventualmente previsti da leggi speciali.

Cassazione civile sez. I  20 dicembre 2012 n. 23657  

 

In tema di ammissione al passivo fallimentare, la misura legale cui rinvia l'art. 2749, comma 2, c.c. ai fini dell'individuazione dei limiti della collocazione privilegiata del credito per interessi deve intendersi riferita, al pari di quella prevista dagli art. 2788 e 2855 c.c. per i crediti pignoratizi e ipotecari, non al saggio d'interesse stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito, ma a quello stabilito in via generale dall'art. 1284 c.c., atteso che il richiamo dell'art. 54 l. fall. alla disciplina del codice civile prevale sul riferimento a tassi diversi contenuto in leggi speciali (nella specie, art. 30 del d.P.R. n. 602 del 1973).

Cassazione civile sez. I  27 settembre 2012 n. 16480  

 

In tema di ammissione al passivo fallimentare del credito per imposta sul valore aggiunto, la misura legale, alla quale rinvia l'art. 2749, comma 2, c.c. ai fini dell'individuazione dei limiti della collocazione privilegiata del credito per interessi, deve intendersi riferita, al pari di quella prevista dagli art. 2788 e 2855 c.c. per i crediti pignoratizi ed ipotecari, non già al saggio d'interesse stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito, ma a quello previsto in via generale dall'art. 1284 c.c.; quest'ultimo è infatti destinato a trovare applicazione nella situazione di concorso con altri creditori derivante dall'apertura di una procedura concorsuale, avuto riguardo alla natura speciale della legge fallimentare, che disciplina in via generale gli effetti derivanti dall'accertamento giudiziale dello stato d'insolvenza, ed alla conseguente prevalenza del richiamo in essa contenuto alla disciplina dettata dal codice civile sul riferimento ad altri tassi eventualmente previsti da leggi speciali (come nella specie, l'art. 30 del d.P.R. n. 602 del 1973).

Cassazione civile sez. I  21 settembre 2012 n. 16084  

 

In caso di fallimento del contribuente, il privilegio generale sui mobili del debitore, riconosciuto dall'art. 2752, comma 3, c.c., ai crediti dello Stato per le imposte, le pene pecuniarie e le sopratasse dovute secondo le norme relative all'imposta sul valore aggiunto, si estende, ai sensi dell'art. 2749 c.c., richiamato dall'art. 54 l. fall, anche al credito per interessi, ma solo nei limiti di quelli dovuti per l'anno in corso alla data di apertura della procedura concorsuale e per l'anno anteriore, nonché di quelli maturati successivamente, in misura legale, fino alla data di deposito del progetto di riparto, nel quale il credito sia soddisfatto sia pure parzialmente.

Cassazione civile sez. I  21 settembre 2012 n. 16084  

 

In caso di fallimento il privilegio generale sui beni mobili del debitore riconosciuto dall'art. 2752, terzo comma, c.c. ai crediti dello stato per le imposte, le pene pecuniarie e le soprattasse dovute secondo le norme relative all'i.v.a. si estende, ai sensi dell'art. 2749 c.c., richiamato dall'art. 54 l. fall., anche al credito per interessi, ma solo nei limiti di quelli dovuti per l'anno in corso alla data di apertura della procedura concorsuale e per l'anno anteriore, nonché di quelli maturati successivamente in misura legale fino alla data di deposito del progetto di riparto nel quale il credito è soddisfatto sia pure parzialmente.

Cassazione civile sez. I  21 settembre 2012 n. 16084  

 

Compete il privilegio generale sui mobili - ai sensi del n. 1 dell'art. 2751 bis c.c., in relazione all'art. 2749 c.c. - al credito per spese, competenze e onorari attribuiti al difensore distrattario in esito al giudizio di esecuzione forzata insorto per il soddisfacimento di un credito di lavoro subordinato riconosciuto da sentenza irrevocabile nei confronti del soggetto in seguito dichiarato fallito. Deve trattasi, peraltro, di spese processuali afferenti a un procedimento di esecuzione, perché solo per esse l'art. 2749 c.c. prevede l'estensione del privilegio accordato al credito per il cui soddisfacimento si procede e non anche per le spese processuali sostenute nel giudizio di cognizione in cui il suddetto credito è stato accertato.

Cassazione civile sez. I  30 marzo 2012 n. 5167  

 

Nel procedimento di liquidazione coatta amministrativa, così come nella procedura fallimentare, l'insinuazione tardiva è ammissibile esclusivamente per quei crediti per i quali non sia stata già richiesta tempestivamente l'ammissione al passivo, perché, in caso contrario, avverso il mancato accoglimento, in tutto o in parte, della relativa domanda, unico rimedio consentito è l'opposizione allo stato passivo, ai sensi dell'art. 98 l. fall., richiamato dal successivo art. 209, comma 2. Pertanto, poiché con la sentenza n. 162 del 2001 la Corte costituzionale ha rimosso una norma (l'art. 54 l. fall. nella parte in cui non richiamava l'art. 2749 c.c.) che negava il privilegio per gli interessi e non una norma che disconosceva gli interessi, una volta che in sede di insinuazione tempestiva al passivo della liquidazione coatta amministrativa non sia stato chiesto il riconoscimento degli interessi, sebbene in rango chirografario, non può esserne chiesto in via tardiva il riconoscimento, successivamente alla predetta sentenza di incostituzionalità, invocando un impedimento giuridico o di fatto. (Cassa App. Roma 1º ottobre 2007 n. 3899).

Cassazione civile sez. I  14 ottobre 2010 n. 21241  



 
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