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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2751-bis codice civile: Crediti per retribuzioni e provvigioni, crediti dei coltivatori diretti, delle società od enti cooperativi e delle imprese artigiane

Hanno privilegio generale sui mobili i crediti riguardanti:

1) le retribuzioni dovute, sotto qualsiasi forma, ai prestatori di lavoro subordinato e tutte le indennita’ dovute per effetto della cessazione del rapporto di lavoro, nonché il credito del lavoratore per i danni conseguenti alla mancata corresponsione, da parte del datore di lavoro, dei contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori ed il credito per il risarcimento del danno subito per effetto di un licenziamento inefficace, nullo o annullabile (1) (2);

2) le retribuzioni dei professionisti e di ogni altro prestatore d’opera intellettuale (3) dovute per gli ultimi due anni di prestazione;

3) le provvigioni derivanti dal rapporto di agenzia dovute per l’ultimo anno di prestazione e le indennità dovute per la cessazione del rapporto medesimo;

4) i crediti del coltivatore diretto, sia proprietario che affittuario, mezzadro, colono, soccidario o comunque compartecipante, per i corrispettivi della vendita dei prodotti, nonche’ i crediti del mezzadro o del colono indicati dall’articolo 2765;

5) i crediti dell’impresa artigiana, definita ai sensi delle disposizioni legislative vigenti, nonché delle società ed enti cooperativi di produzione e lavoro per i corrispettivi dei servizi prestati e della vendita dei manufatti;

5-bis) i crediti delle società cooperative agricole e dei loro consorzi per i corrispettivi della vendita dei prodotti (4).

5-ter) i crediti delle imprese fornitrici di lavoro temporaneo di cui alla legge 24 giugno 1997, n. 196, per gli oneri retributivi e previdenziali addebitati alle imprese utilizzatrici.

 


Commento

Privilegio generale: [v. 2746]; Retribuzioni: [v. 2094]; Prestatori di lavoro subordinato: [v. 2095]; Rapporto di agenzia: [v. Libro IV, Titolo III, Capo X]; Affittuario: [v. 1615]; Mezzadro: [v. 2141]; Soccidario: [v. 2171]; Impresa artigiana: [v. 2083]; Società cooperative: [v. 2511].

 

Prestatore d’opera intellettuale: chi, verso un dato corrispettivo, si obbliga a svolgere una determinata attività lavorativa impiegando prevalentemente le proprie energie mentali (es.: avvocato).

 

Provvigione: forma di retribuzione consistente in una percentuale sugli affari conclusi dal prestatore nei casi in cui l’oggetto della prestazione consista nella trattazione di affari in nome e per conto del datore di lavoro.

 

(1) La Corte cost., con sent. 28-11-1983, n. 326, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2751bis n. 1 nella parte in cui non munisce del privilegio generale istituito ex art. 2, l. 426/1975 cit., il credito del lavoratore subordinato per danni conseguenti ad infortunio sul lavoro, del quale sia responsabile il datore di lavoro se e nei limiti in cui il creditore non sia soddisfatto dalla percezione delle indennità previdenziali e assistenziali obbligatorie dovute al lavoratore subordinato in dipendenza dello stesso infortunio.

La Corte cost., con sent. 29-5-2002, n. 220, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dello stesso n. 1 della norma in esame nella parte in cui non munisce del privilegio generale sui mobili il credito del lavoratore subordinato per danni conseguenti a malattia professionale della quale sia responsabile il datore di lavoro.

La Corte cost., con sent. 6-4-2004, n. 113, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2751bis, n. 1), nella parte in cui non munisce di privilegio generale sui mobili il credito del lavoratore subordinato per danni da demansionamento subiti a causa dell’illegittimo comportamento del datore di lavoro.

 

(2) A norma dell’art. 5, c. 1, l. 3-4-2001, n. 142 (Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore), il riferimento alle retribuzioni ed ai trattamenti, dovuti ai prestatori di lavoro di cui al presente numero, si intende applicabile anche ai soci lavoratori di cooperative di lavoro nei limiti del trattamento economico di cui all’art. 3, c. 1 e 2, lettera a), della stessa l. 142/2001.

 

(3) La Corte cost., con sent. 29-1-1998, n. 1, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2751bis n. 2, limitatamente alla parola «intellettuale», dal momento che non sono ammissibili disparità di trattamento tra i prestatori d’opera «intellettuale» e «non intellettuale», tenuto conto dell’omogeneità delle categorie di soggetti e di crediti nel caso in cui si debba rivendicare un credito privilegiato (fattispecie relativa al fallimento dell’azienda in cui il lavoratore ha prestato la propria attività).

 

(4) Numero aggiunto ex art. 18, l. 31-1-1992, n. 59 (Nuove norme in materia di società cooperative).

Tra i crediti garantiti con privilegio è incluso anche quello del coltivatore diretto avente ad oggetto il corrispettivo ricavato dalla vendita dei prodotti. Il coltivatore diretto viene identificato con il criterio della prevalenza del lavoro proprio e di quello della sua famiglia.

 

L’articolo è stato introdotto allo scopo di tutelare alcuni crediti derivanti dall’attività lavorativa dei soggetti beneficiari.

 


Giurisprudenza annotata

Privilegi.

La novella apportata all'art. 2751 bis n. 5 c.c. (modificato con l'art. 36 del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5) impone all'interprete di ricostruire la nozione di impresa artigiana non tanto alla luce dell'art. 2083 c.c. quanto, piuttosto, con riferimento ai criteri contenuti nella legge n. 443 del 1985. Tale riferimento è ad un tempo formale (iscrizione all'albo, numero massimo di dipendenti, ecc.) e sostanziale (prevalenza del costo per il lavoro sul costo legato agli aspetti organizzativi, gestionali e di capitale) non potendosi a tal fine omettere di valorizzare i costi per l'acquisto di merci oggetto di pavorazioni e servizi, né - al contrario - limitarsi a considerare una sola frazione non meglio precisata del capitale circolante o i soli ammortamenti dell'esercizio in cui il credito oggetto di insinuazione è maturato.

Tribunale Ravenna sez. fallimentare  23 dicembre 2014

 

Ai fini dell'applicazione dell'art. 2751 bis, n. 2, c.c. a norma del quale hanno privilegio sui mobili i crediti riguardanti le retribuzioni dei professionisti e di ogni altro prestatore d'opera intellettuale dovute per gli ultimi due anni della prestazione deve ritenersi che le prestazioni del professionista vadano valutate unitariamente con riferimento al momento in cui sono chiesti o devono essere determinati gli onorari, ancorché si riferiscano ad attività svolte oltre il biennio. (Nelle specie il tribunale ha accertato che il credito vantato dal richiedente è maturato con riferimento a un unico incarico professionale e che la prestazione resa, sia pure scomponibile in una pluralità di atti e mansioni distinte, ha avuto carattere unitario poiché le singole attività sono state tra loro strumentalmente connesse in funzione del raggiungimento del risultato finale, con la conseguenza che anche i compensi per le attività anteriori a quelle svolte nel biennio precedente il momento in cui la prestazione professionale è stata portata a termine, devono essere assistiti dal privilegio richiesto).

Tribunale Busto Arsizio sez. II  22 luglio 2014

 

Il credito costituito dal compenso in favore dell'amministratore di società, anche se di nomina giudiziaria, non è assistito dal privilegio generale di cui all'art. 2751 bis, n. 2, cod. civ., atteso che egli non fornisce una prestazione d'opera intellettuale, né il contratto tipico che lo lega alla società è assimilabile al contratto d'opera, di cui agli artt. 2222 e ss. cod. civ. non presentando gli elementi del perseguimento di un risultato, con la conseguente sopportazione del rischio, mentre l'"opus" (e cioè l'amministrazione) che egli si impegna a fornire non è, a differenza di quello del prestatore d'opera, determinato dai contraenti preventivamente, né è determinabile aprioristicamente, identificandosi con la stessa attività d'impresa. Rigetta, Trib. Roma, 10/10/2011

Cassazione civile sez. I  27 febbraio 2014 n. 4769  

 

In tema di privilegio generale sui beni mobili dovuto sui compensi per le prestazioni professionali rese dall'avvocato, in caso di plurimi incarichi svolti dal professionista il termine temporale degli "ultimi due anni di prestazione" previsto dall'art. 2751 bis, n. 2, cod. civ., va riferito al complessivo rapporto professionale, sicché restano fuori dal privilegio i corrispettivi degli incarichi conclusi in data anteriore al biennio precedente la cessazione del complessivo rapporto. Rigetta, Trib. Perugia, 01/09/2011

Cassazione civile sez. VI  28 gennaio 2014 n. 1740  

 

Posto che il vincolo derivante da una sentenza interpretativa di rigetto (nella specie, Corte cost. 7 gennaio 2000, n. 1, che ha escluso dall'ambito applicativo della disciplina sul privilegio dei crediti dell'agente di commercio quelli vantati da una società di capitali) è soltanto negativo e consiste nel divieto di applicare la norma nel significato ritenuto non conforme alla Costituzione, l'art. 2751 bis, n. 3, c.c. va interpretato nel senso che il privilegio ivi previsto non assiste i crediti per provvigioni spettanti a una società di capitali che eserciti l'attività di agente. Cassa App. Roma 23 gennaio 2006 e decide nel merito

Cassazione civile sez. un.  16 dicembre 2013 n. 27986  

 

La disposizione, di cui all'art. 2751-bis, numero 3), c.c., inserito dall'art. 2 della legge 29 luglio 1975, n. 426 (Modificazioni al codice civile e alla legge 30 aprile 1969, n. 153, in materia di privilegi) - secondo la quale 'Hanno privilegio generale sui mobili i crediti riguardanti: [...] 3) le provvigioni derivanti dal rapporto di agenzia dovute per l'ultimo anno di prestazione e le indennità dovute per la cessazione del rapporto medesimo' -, deve essere interpretata, in conformità con l'art. 3 Cost. ed in sintonia con la ratio dello stesso art. 2751-bis c.c., nel senso che il privilegio dei crediti ivi previsto non assiste i crediti per provvigioni spettanti alla società di capitali che eserciti l'attività di agente.

Cassazione civile sez. un.  16 dicembre 2013 n. 27986  

 

Il privilegio di cui al n. 5-bis dell'art. 2751-bis cod. civ., con cui il legislatore ha superato la distinzione tra cooperative (e consorzi) di produzione e lavoro in agricoltura e cooperative di imprenditori agricoli per la trasformazione e alienazione dei prodotti, con conseguente irrilevanza della dimensione quantitativa dell'impresa e della struttura organizzativa, non risulta fondato sulla sola qualifica soggettiva del creditore (cooperativa o consorzio agrario iscritto nel relativo registro), ma sulla natura oggettiva del credito ovvero sul fatto che esso derivi dall'attività nella quale si esplica la funzione cooperativa specialmente tutelata dal legislatore. (Sulla base di questo principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, che non aveva riconosciuto alla ricorrente la natura di società cooperativa agricola a mutualità prevalente, motivando sulle dimensioni dell'impresa, sulla sua struttura e sull'ammontare del capitale, ma non dando conto della natura del credito fatto valere e della circostanza che l'attività posta concretamente in essere dalla cooperativa fosse collegata con la finalità solidaristica). Cassa e decide nel merito, Trib. Cassino, 13/04/2012

Cassazione civile sez. VI  27 settembre 2013 n. 22199  

 

Il privilegio generale sui beni mobili del debitore, previsto dall'art. 2751 bis c.c. per le retribuzioni dei professionisti, trova applicazione anche nel caso in cui il creditore sia inserito in un'associazione professionale, costituita con altri professionisti per dividere le spese e gestire congiuntamente i proventi della propria attività, a condizione che il rapporto di prestazione d'opera si instauri tra il singolo professionista e il cliente, soltanto in tal caso potendosi ritenere che il credito abbia per oggetto prevalente la remunerazione di un'attività lavorativa, ancorché comprensiva delle spese organizzative essenziali al suo autonomo svolgimento.

Cassazione civile sez. I  11 luglio 2013 n. 17207  

 

Alla luce della sentenza n. 326/1983 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo, in riferimento all’art. 3 Cost., l’art. 2751 bis, n. 1, c.c. (sub art. 2 della l. n. 426/1975), occorre dare alla suddetta norma un’interpretazione costituzionalmente orientata, tenendo conto dell’art. 35 Cost., in virtù della quale la natura prelatizia non deve limitarsi solo alle voci indiscutibilmente aventi natura retributiva, ma deve necessariamente ampliarsi sino a ricomprendere quelle somme acquisibili dal lavoratore per eventi patologici del rapporto, escludendo solo quelle che trovano una mera occasione nel rapporto di lavoro. Pertanto, il riconoscimento della responsabilità del datore di lavoro come avente natura contrattuale, ai sensi dell’art. 2087 c.c., completa il quadro di riferimento, nel senso del riconoscimento del privilegio per tutte le somme che trovino un diretto nesso di causalità con il rapporto di lavoro in considerazione degli obblighi che lo stesso rapporto di lavoro contrattualmente impone al medesimo datore di lavoro (Nella specie, ne consegue che la somma indicata quale liquidazione del danno subito dal lavoratore va ammessa nello stato passivo del Fallimento con il riconoscimento del privilegio, di cui all’art. 2751 bis, n. 1, c.c., esteso agli interessi limitatamente all’anno in corso ed a quello precedente alla dichiarazione di fallimento nonché agli interessi post-fallimentari sino alla liquidazione dei beni).

Tribunale Roma sez. fallimentare  27 marzo 2013 n. 6550  

 

Per la qualificazione del contratto di lavoro come autonomo o subordinato, occorre accertare se ricorra o no il requisito tipico della subordinazione, intesa come prestazione dell’attività lavorativa alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore e perciò con l’inserimento nell’organizzazione di questo, mentre gli altri caratteri dell’attività lavorativa, come la continuità, la rispondenza dei suoi contenuti ai fini propri dell’impresa e le modalità di erogazione della retribuzione non assumono rilievo determinante, essendo compatibili sia con il rapporto di lavoro subordinato, sia con quelli di lavoro autonomo parasubordinato (Nella specie, in difetto di prova della natura subordinata, il Trib. ha respinto la domanda di ammissione al passivo del fallimento in via privilegiata ex art. 2751 bis n. 1, c.c.).

Tribunale Roma sez. fallimentare  23 gennaio 2013 n. 1341

 

Il privilegio di cui all'art. 2751 bis, comma 2, c.c. assiste soltanto i crediti derivanti da prestazioni effettuate nel biennio antecedente la cessazione del rapporto, a prescindere dalla data in cui il credito sia divenuto liquido ed esigibile, poiché queste caratteristiche (sostanziali) non attengono alla materia della collocazione del credito nella fase (processuale) dell'esecuzione. Il suddetto privilegio spetta solo per i diritti e gli onorari, ma non per i rimborsi, le spese vive, le spese generali, l'IVA e la Cassa di Previdenza avvocati, non rientrando tali voci nella nozione di retribuzione, prevista dall'art. 2751 bis, comma 2, c.c.

Tribunale Vicenza  23 novembre 2012



 
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