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Art. 2752 codice civile: Crediti per tributi diretti dello Stato, per imposta sul valore aggiunto e per tributi degli enti locali

Hanno privilegio generale sui mobili del debitore i crediti dello Stato per le imposte e le sanzioni dovute secondo le norme in materia di imposta sul reddito delle persone fisiche, imposta sul reddito delle persone giuridiche, imposta sul reddito delle società, imposta regionale sulle attività produttive ed imposta locale sui redditi.

Hanno altresì privilegio generale sui mobili del debitore i crediti dello Stato per le imposte, le pene pecuniarie e le soprattasse dovute secondo le norme relative all’imposta sul valore aggiunto.

Hanno lo stesso privilegio, subordinatamente a quello dello Stato, i crediti per le imposte, tasse e tributi dei comuni e delle province previsti dalla legge per la finanza locale e dalle norme relative all’imposta comunale sulla pubblicita’ e ai diritti sulle pubbliche affissioni.


Commento

Privilegio generale: [v. 2746].

 

Imposta sul reddito delle persone fisiche (I.R.PE.F.): imposta di carattere personale e progressivo che colpisce il reddito quale espressione della capacità contributiva dei cittadini. Sono soggetti passivi del tributo le persone fisiche [v. Libro I, Titolo I] residenti e non residenti nel territorio dello Stato.

 

Imposta sul reddito delle persone giuridiche (I.R.PE.G.): imposta personale e proporzionale che colpisce il possesso da parte di una persona giuridica [Libro I, Titolo II] di redditi in natura o denaro continuativi od occasionali provenienti da qualsiasi fonte. Dall’1-1-2004 l’(—) è sostituita dall’imposta sul reddito delle società (I.RE.S.) ex d.lgs. 12-12-2003, n. 344.

 

Imposta locale sui redditi (I.LO.R.): abolita, a decorrere dall’1-1-1998, con d.lgs. 446/97 (art. 36) istitutivo dell’imposta regionale sulle attività produttive (I.R.A.P.), incideva sui cespiti produttivi di reddito (redditi fondiari, di capitale, di imprese e diversi prodotti nel territorio dello Stato, ancorché esenti da I.R.PE.F.);

 

Soprattassa: tassa supplementare che deve essere pagata dal contribuente in caso di omesso, ritardato o insufficiente pagamento di un’imposta.

 

Imposta sul valore aggiunto (I.V.A.): principale imposta indiretta dell’ordinamento tributario italiano, colpisce la parte di incremento di valore che il bene subisce nelle singole fasi di produzione e distribuzione, fino ad incidere totalmente sul consumatore finale, che corrisponderà l’intero tributo.


Giurisprudenza annotata

Privilegi.

Il privilegio previsto dall'art. 2752, primo comma, c.c., a favore dei crediti per tributi diretti dello Stato trova applicazione anche ai crediti per Irap sorti in epoca anteriore all'entrata in vigore del d.l. n. 159/2007, art. 39, comma 2, convertito con modificazioni dalla l. n. 222/2007, che ha modificato l'art. 2752 ., prevedendo espressamente l'applicabilità della causa di prelazione ai crediti per Irap, atteso l'Irap, istituita dal d.lg. n. 446/1997, contestualmente all'abolizione dell'ILOR, è destinata ad integrare il gettito finanziario venuto meno e condivide con l'imposta soppressa la natura di tributo erariale a carattere reale, avendo come base imponibile il valore aggiunto prodotto dalle attività autonomamente organizzate esercitate sul territorio regionale.

Cassazione civile sez. I  02 febbraio 2015 n. 1858  

 

Il privilegio generale sui mobili, per quanto riguarda l'IRAP, deve essere riconosciuto anche per il periodo antecedente alla intervenuta modifica dell'art. 2752, primo comma, cod. civ., che ha esteso il privilegio a tale credito, ad opera dell'art. 39 del d.l. 1 ottobre 2007, n. 159, conv. con modif. nella legge 29 novembre 2007, n. 222, dovendosi ritenere la previsione del privilegio implicitamente inclusa in tale norma, in forza di una consentita interpretazione estensiva della stessa, come confermato dall'art. 23, comma 37, del d.l. del 6 luglio 2011, n. 98, conv. con modif. nella legge 15 luglio 2011, n. 111. Né su tale interpretazione ha inciso la dichiarazione di incostituzionalità dell'ultimo periodo del comma citato (e del comma 40) ad opera della sentenza della Corte costituzionale del 4 luglio 2013, n. 170, i cui effetti devono ritenersi limitati all'ipotesi in cui le menzionate norme consentivano, in epoca successiva alla maturazione della preclusione endofallimentare, il riconoscimento della causa di prelazione anche ai crediti erariali già ammessi definitivamente al passivo in via chirografaria, e non si estendono ai casi in cui tale preclusione non si sia ancora verificata, per l'essere ancora in corso l'accertamento del passivo (come, nel caso di specie, in pendenza di opposizione allo stato passivo). Cassa e decide nel merito, Trib. Bergamo, 11/06/2010

Cassazione civile sez. I  21 novembre 2013 n. 26125  

 

L'art. 23, commi 37, ultimo periodo, e 40, d.l. n. 98 del 2011, conv. in l. n. 111 del 2011, nella parte in cui dispone che il nuovo testo dell'art. 2752, comma 1, c.c., che estende il privilegio ai crediti erariali derivanti dall'Ires (Imposta sui redditi delle società) e da sanzioni tributarie relative a determinate imposte dirette, abbia applicazione retroattiva, fino a influire sullo stato passivo esecutivo già divenuto definitivo, superando così anche il limite del giudicato endofallimentare, è costituzionalmente illegittimo sia per violazione dei principi di uguaglianza e di ragionevolezza di cui all'art. 3 cost., sia per violazione dell'art. 117, comma 1, cost., in relazione all'art. 6 Cedu, in considerazione del pregiudizio che essa arreca alla tutela dell'affidamento legittimo e della certezza delle situazioni giuridiche, in assenza di motivi imperativi di interesse generale costituzionalmente rilevanti.

Corte Costituzionale  04 luglio 2013 n. 170  

 

Va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 23, comma 37, ultimo periodo, e comma 40, del d.l. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, con il quale è stata attribuita portata retroattiva all'estensione del privilegio ex art. 2752, comma 1, c.c. ai crediti erariali derivanti dall'Ires e da sanzioni tributarie relative a determinate imposte dirette.

Corte Costituzionale  04 luglio 2013 n. 170  

 

In tema di concordato preventivo, la proposta di transazione fiscale qualora preveda l’azzeramento di sanzioni ed interessi, viola l’art. 182 ter comma 1 l.f. nella parte in cui assoggetta il debito fiscale privilegiato per sanzioni (art. 2752, commi 1 e 2 l.f.) a un trattamento deteriore rispetto agli altri crediti privilegiati (pagati al 100%), nonché viola la medesima disposizione nella misura in cui conferisce alla quota chirografaria del credito un trattamento deteriore non solo alla migliore classe di creditori privilegiati (come la norma impone) ma anche rispetto alla classe chirografaria più sfavorita.

Tribunale Milano sez. II  30 maggio 2013

 

In tema di Irap, l'attività del concessionario esattore viene remunerata con un aggio sulla somma iscritta a ruolo e riscossa, che è il compenso per l'attività svolta su incarico e su mandato dell'ente impositore. Ne consegue che tale compenso, non inerendo al credito tributario, non può essere garantito da privilegio ex art. 2752, terzo comma, cod. civ., in modo da acquisire la natura privilegiata del tributo. Cassa e decide nel merito, Trib. Biella, 30/10/2009

Cassazione civile sez. I  10 maggio 2013 n. 11230  

 

 

In tema di ammissione al passivo di crediti tributari, l'art. 30 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alla modifica di cui all'art. 7, comma 2 sexies, d.l. 13 maggio 2011 n. 70, conv. nella l. 12 luglio 2011 n. 106), secondo cui anche gli interessi, maturati di diritto ai sensi dell'art. 20 del citato d.P.R., producono poi, decorsi sessanta giorni dalla notificazione dell'estratto del ruolo (cioè della cartella), interessi di mora, integra una previsione di anatocismo, inidonea quindi a mutare la natura dei primi, i quali, pur condividendo, sotto questo specifico profilo (la produzione di interessi) la disciplina propria del capitale, non si trasformano, per ciò solo, in capitale a tutti gli effetti, tanto non essendo previsto dalla legge, né essendo ricavabile dal sistema, e costituendo l'espressione "capitalizzazione degli interessi", pur frequente nella prassi, soltanto una sintesi verbale per descrivere il suddetto fenomeno anatocistico. Ad essi, pertanto, non si estende il privilegio, di cui all'art. 2752, comma 3, c.c., che assiste il credito relativo all'imposta sul valore aggiunto.

Cassazione civile sez. I  12 dicembre 2012 n. 22766  

 

Ha natura privilegiata, ai sensi dell'art. 2752 c.c., il credito surrogatorio derivante dall'avvenuto pagamento, ad opera del fideiussore della società fallita ed in favore dell'Amministrazione finanziaria, ex art. 11 d.lg. 18 dicembre 1997 n. 472, di una somma corrispondente all'importo per sanzioni pecuniarie dovute per Iva indebitamente rimborsata, sussistendo identità di ratio, data la causa del credito, — pur sempre costituita dalla violazione delle norme afferenti tale imposta — con la tutela privilegiata del credito dello Stato per le sanzioni pecuniarie e le soprattasse.

Cassazione civile sez. I  20 novembre 2012 n. 20376  

 

In caso di fallimento il privilegio generale sui beni mobili del debitore riconosciuto dall'art. 2752, terzo comma, c.c. ai crediti dello stato per le imposte, le pene pecuniarie e le soprattasse dovute secondo le norme relative all'i.v.a. si estende, ai sensi dell'art. 2749 c.c., richiamato dall'art. 54 l. fall., anche al credito per interessi, ma solo nei limiti di quelli dovuti per l'anno in corso alla data di apertura della procedura concorsuale e per l'anno anteriore, nonché di quelli maturati successivamente in misura legale fino alla data di deposito del progetto di riparto nel quale il credito è soddisfatto sia pure parzialmente.

Cassazione civile sez. I  21 settembre 2012 n. 16084  

 

Il privilegio generale sui mobili, per quanto riguarda l'IRAP, deve essere riconosciuto anche per il periodo antecedente alla intervenuta modifica dell'art. 2752 c.c., dovendosi ritenere la previsione di detto privilegio implicitamente inclusa in detta norma in base ad una consentita interpretazione estensiva della stessa.

Cassazione civile sez. VI  20 settembre 2012 n. 15982  

 

Il privilegio generale mobiliare per i crediti tributari degli enti locali è volto ad assicurare agli enti medesimi la provvista dei mezzi economici necessari per l'adempimento dei loro compiti istituzionali, sicché l'espressione "legge per la finanza locale", contenuta nell'art. 2752 c.c., non va riferita ad una legge specifica istitutiva della singola imposta, bensì all'atto astrattamente generatore dell'imposizione. Ne consegue che il privilegio in questione assiste il credito per la tassa automobilistica provinciale, istituita dall'art. 4 l. prov. Trento n. 10 del 1998, avente natura tributaria e afferente a risorse essenziali di un ente locale a previsione costituzionale.

Cassazione civile sez. I  26 luglio 2012 n. 13301  

 

Il privilegio speciale previsto dall'art. 57 del t.u. n. 504 del 1995, riferibile all'accisa sull'energia elettrica, non è incompatibile con il privilegio generale di cui all'art. 16, comma 3, del medesimo t.u. (riconosciuto al soggetto passivo dell'accisa verso i cessionari dei prodotti per i quali essi hanno assolto tale tributo), trattandosi di una particolare applicazione del principio posto dall'art. 2752, comma 1, c.c., e non essendovi un motivo sufficiente per escludere l'applicabilità del privilegio generale di cui al suddetto art. 16 anche alle accise sull'energia elettrica e alla relativa rivalsa.

Cassazione civile sez. I  04 maggio 2012 n. 6800  

 



 
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