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Art. 2753 codice civile: Crediti per contributi di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti

Hanno privilegio generale sui mobili del datore di lavoro i crediti derivanti dal mancato versamento dei contributi ad istituti, enti o fondi speciali, compresi quelli sostitutiti o integrativi, che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti (1).


Commento

Privilegio generale: [v. 2746]; Assicurazione: [v. Libro IV, Titolo III, Capo XX].

 

Datore di lavoro: chi dà ad altri un lavoro alle proprie dipendenze [v. 2094] in cambio di una retribuzione [v. 2099];

 

Istituti, enti o fondi speciali: soggetti giuridici che svolgono e gestiscono forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti [v. 2114 ss.].

 

(1) La disposizione si riferisce alle assicurazioni sociali in senso proprio, individuate in base alla legge e ai contratti collettivi obbligatori. La tutela non si estende alle assicurazioni non obbligatorie. Il privilegio grava sui beni del datore di lavoro.

 


Giurisprudenza annotata

Previdenza ed assistenza

Qualora un datore di lavoro abbia una pluralità di debiti verso un ente previdenziale, il pagamento parziale va imputato alla estinzione del debito relativo alle sanzioni civili, in quanto credito meno garantito, piuttosto che al capitale rappresentato dalle contribuzioni omesse: essendo il primo assistito da un privilegio, per ordine di soddisfazione e per entità dell'importo coperto, pari a metà (artt. 2754 e 2778 n. 8 c.c.), suvvalente rispetto al secondo, assistito da privilegio di grado poziore e per l'intero importo (artt. 2753 e 2778 n. 1 c.c.).

Cassazione civile sez. lav.  06 maggio 2014 n. 9648  

 

 

Privilegi.

Non è condivisibile il principio secondo cui la causa del credito in considerazione della quale la legge accorda il privilegio generale sui mobili del datore di lavoro per i contributi di previdenza sociale di cui agli art. 2753 e 2754 c.c. va individuata nell’interesse pubblico al reperimento ed alla conservazione delle fonti di finanziamento della previdenza sociale, fine che, invece, non sono diretti a tutelare i rapporti di assicurazione privata. Alla luce del d.Lgs. n. 252/2005, in materia di disciplina delle forme pensionistiche complementari, infatti, proprio la definizione di complementarietà di tali forme – conseguentemente dirette a costituire, insieme a quella obbligatoria, un unico strumento previdenziale, idoneo ad attuare il principio costituzionale ex art. 38 cost. – induce a ritenere che la previsione ex art. 2754 c.c. sia applicabile anche ad istituti previdenziali nella pattuizione collettiva, quale la Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani (Nella specie, la Corte ha accolto l’appello, ammettendo il credito della Cassa al passivo fallimentare).

Corte appello Roma sez. I  04 febbraio 2013 n. 647  

 

La causa del credito in considerazione della quale la legge accorda il privilegio generale sui mobili del datore di lavoro per i contributi di previdenza sociale di cui agli art. 2753 e 2754 c.c. va individuata nell'interesse pubblico al reperimento ed alla conservazione delle fonti di finanziamento della previdenza sociale. Tale fine, non è tutelato invece dagli enti privati, ancorché essi siano portatori di interessi collettivi, e che gestiscono forme integrative di previdenza e assistenza. Da ciò deriva che restano esclusi dal privilegio i contributi non versati dal datore di lavoro alla Cassa edile, che sono dovuti dall'imprenditore non in forza della legge, ma in virtù della regolamentazione dei contratti collettivi.

Tribunale Milano sez. II  24 gennaio 2007 n. 886  

 

La causa del credito in considerazione della quale la legge accorda il privilegio generale sui mobili del datore di lavoro per i contributi di previdenza sociale di cui agli art. 2753 e 2754 c.c. va individuata nell'interesse pubblico al reperimento ed alla conservazione delle fonti di finanziamento della previdenza sociale, fine non tutelato, invece, dagli enti privati, pur portatori di interessi collettivi, che gestiscono forme integrative di previdenza ed assistenza. Conseguentemente, restano al di fuori del predetto privilegio i contributi non versati dal datore di lavoro, poi fallito, al Falea (Fondo assistenza lavoratori edili artigiani), dovuti non ex lege ma in forza della contrattazione collettiva.

Cassazione civile sez. lav.  11 luglio 2006 n. 15676  

 

La causa del credito in considerazione della quale la legge accorda il privilegio generale sui mobili del datore di lavoro per i contributi di previdenza sociale di cui agli art. 2753 e 2754 c.c. va individuata nell'interesse pubblico al reperimento ed alla conservazione delle fonti di finanziamento della previdenza sociale, fine che, invece, non sono diretti a tutelare i rapporti di assicurazione privata (qualificazione che ricomprende anche quelli attinenti alle prestazioni previdenziali ed assistenziali); restano, pertanto, al di fuori del predetto privilegio i contributi non versati dal datore di lavoro, poi fallito, al Fipdai (fondo integrativo di previdenza per i dirigenti di aziende industriali), cui erano dovuti non "ex lege" a condizioni prefissate (come nel caso del rapporto giuridico di assicurazione sociale), ma in forza della contrattazione collettiva relativa al personale dirigenziale.

Cassazione civile sez. I  23 dicembre 1998 n. 12821  

 

La causa del credito in considerazione della quale la legge accorda il privilegio generale sui mobili del datore di lavoro per i contributi di previdenza sociale di cui agli art. 2753 e 2754 c.c. va individuata nell'interesse pubblico al reperimento ed alla conservazione delle fonti di finanziamento della previdenza sociale, fine che, invece, non sono diretti a tutelare i rapporti di assicurazione privata (qualificazione che ricomprende anche quelli attinenti alle prestazioni integrative previdenziali ed assistenziali). Restano, pertanto, al di fuori del predetto privilegio i contributi non versati dal datore di lavoro, poi fallito, al F.I.P.D.A.I. (Fondo integrativo di previdenza per i dirigenti di aziende industriali), cui erano dovuti non "ex lege" a condizioni prefissate (come nel caso del rapporto giuridico di assicurazione sociale), ma in forza della contrattazione collettiva relativa al personale dirigenziale.

Cassazione civile sez. I  23 dicembre 1998 n. 12821  

 

In sede di ripartizione dell'attivo, non è possibile considerare automaticamente ammesso nello stato passivo di un socio illimitatamente responsabile, il privilegio riconosciuto solo in sede di formazione dello stato passivo della società fallita, attesa l'efficacia preclusiva, nell'ambito della procedura concorsuale, del decreto di approvazione dello stato passivo e l'autonomia delle procedure fallimentari della società e dei soci illimitatamente responsabili. La collocazione in privilegio, ex art. 2751 (n. 2 e 5) e 2753 c.c., nello stato passivo della società, non comporta che il decreto si collochi automaticamente in privilegio anche nello stato passivo del socio illimitatamente responsabile ex art. 148 l. fall. Per ottenere la collocazione in sede privilegiata anche nello stato passivo del socio illimitatamente responsabile ex art. 148 l. fall., allorché il decreto di esecutività di quest'ultimo non contenga un esplicito riconoscimento del privilegio, il creditore sociale deve proporre tempestiva opposizione allo stato passivo personale del socio. Il decreto di esecutività dello stato passivo emesso dal giudice delegato svolge, quando non sia opposto, effetti preclusivi nell'ambito della procedura fallimentare, anche in relazione all'esistenza di cause di prelazione, così che queste, se non riconosciute in quella sede, non possono esser fatte valere in sede di impugnativa del progetto di riparto dell'attivo.

Cassazione civile sez. I  21 giugno 1996 n. 5776  

 

L'espressione "datore di lavoro" contenuta negli art. 2753 e 2754 c.c., comprende tutti i soggetti tenuti al versamento dei contributi previdenziali obbligatori, senza alcuna distinzione in base alla natura subordinata o autonoma del rapporto di lavoro, con la conseguenza che l'ivi previsto privilegio generale sui moduli opera anche con riguardo a crediti contributivi afferenti alla posizione assicurativa di lavoratori autonomi, e, pertanto, si estende a presidio di quelli propri dell'Enasarco.

Cassazione civile sez. I  23 dicembre 1994 n. 11115  



 
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