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Art. 2754 codice civile: Crediti per contributi relativi ad altre forme di assicurazione

Hanno pure privilegio generale sui mobili del datore di lavoro i crediti per i contributi dovuti a istituti ed enti per forme di tutela previdenziale e assistenziale diverse da quelle indicate dal precedente articolo, nonché gli accessori, limitatamente al cinquanta per cento del loro ammontare, relativi a tali crediti ed a quelli indicati dal precedente articolo (1).


Commento

Privilegio generale: [v. 2746]; Datore di lavoro: [v. 2753]; Istituti e enti (o fondi speciali): [v. 2753].

 

Tutela previdenziale e assistenziale: tutela del lavoratore dai rischi della menomazione o della perdita della sua capacità lavorativa in conseguenza di eventi predeterminati [v. 2114 ss.].

 

(1) Le assicurazioni previste dalla norma sono quelle relative, ad esempio, alla tubercolosi, la disoccupazione, la maternità. Soggetto passivo del privilegio è solo il datore di lavoro. Tale privilegio non si estende alle assicurazioni stipulate liberamente.

 

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

In tema di imputazione di pagamento, qualora un datore di lavoro abbia una pluralità di debiti verso un ente previdenziale, il pagamento parziale va imputato alla estinzione del debito relativo alle sanzioni civili, in quanto credito meno garantito, piuttosto che al capitale rappresentato dalle contribuzioni omesse, poiché il primo è assistito da un privilegio, per ordine di soddisfazione e per entità dell'importo coperto, pari a metà (artt. 2754 e 2778 n. 8 cod. civ.), suvvalente rispetto al secondo, assistito da privilegio di grado poziore e per l'intero importo (artt. 2753 e 2778 n. 1 cod. civ.). Cassa e decide nel merito, App. Firenze, 05/08/2008

Cassazione civile sez. lav.  06 maggio 2014 n. 9648  

 

 

Previdenza ed assistenza

Qualora un datore di lavoro abbia una pluralità di debiti verso un ente previdenziale, il pagamento parziale va imputato alla estinzione del debito relativo alle sanzioni civili, in quanto credito meno garantito, piuttosto che al capitale rappresentato dalle contribuzioni omesse: essendo il primo assistito da un privilegio, per ordine di soddisfazione e per entità dell'importo coperto, pari a metà (artt. 2754 e 2778 n. 8 c.c.), suvvalente rispetto al secondo, assistito da privilegio di grado poziore e per l'intero importo (artt. 2753 e 2778 n. 1 c.c.).

Cassazione civile sez. lav.  06 maggio 2014 n. 9648  

 

 

Privilegi.

Non è condivisibile il principio secondo cui la causa del credito in considerazione della quale la legge accorda il privilegio generale sui mobili del datore di lavoro per i contributi di previdenza sociale di cui agli art. 2753 e 2754 c.c. va individuata nell’interesse pubblico al reperimento ed alla conservazione delle fonti di finanziamento della previdenza sociale, fine che, invece, non sono diretti a tutelare i rapporti di assicurazione privata. Alla luce del d.Lgs. n. 252/2005, in materia di disciplina delle forme pensionistiche complementari, infatti, proprio la definizione di complementarietà di tali forme – conseguentemente dirette a costituire, insieme a quella obbligatoria, un unico strumento previdenziale, idoneo ad attuare il principio costituzionale ex art. 38 cost. – induce a ritenere che la previsione ex art. 2754 c.c. sia applicabile anche ad istituti previdenziali nella pattuizione collettiva, quale la Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani (Nella specie, la Corte ha accolto l’appello, ammettendo il credito della Cassa al passivo fallimentare).

Corte appello Roma sez. I  04 febbraio 2013 n. 647  

 

La previsione di cui all’art. 2754 c.c. è applicabile anche ad istituti previdenziali che traggano le fonti delle proprie erogazioni previdenziali nella contrattazione collettiva.

Corte appello Roma sez. I  04 febbraio 2013 n. 647  

 

La causa del credito in considerazione della quale la legge accorda il privilegio generale sui mobili del datore di lavoro per i contributi di previdenza sociale di cui agli art. 2753 e 2754 c.c. va individuata nell'interesse pubblico al reperimento ed alla conservazione delle fonti di finanziamento della previdenza sociale. Tale fine, non è tutelato invece dagli enti privati, ancorché essi siano portatori di interessi collettivi, e che gestiscono forme integrative di previdenza e assistenza. Da ciò deriva che restano esclusi dal privilegio i contributi non versati dal datore di lavoro alla Cassa edile, che sono dovuti dall'imprenditore non in forza della legge, ma in virtù della regolamentazione dei contratti collettivi.

Tribunale Milano sez. II  24 gennaio 2007 n. 886  

 

La causa del credito in considerazione della quale la legge accorda il privilegio generale sui mobili del datore di lavoro per i contributi di previdenza sociale di cui agli art. 2753 e 2754 c.c. va individuata nell'interesse pubblico al reperimento ed alla conservazione delle fonti di finanziamento della previdenza sociale, fine che, invece, non sono diretti a tutelare i rapporti di assicurazione privata (qualificazione che ricomprende anche quelli attinenti alle prestazioni previdenziali ed assistenziali); restano, pertanto, al di fuori del predetto privilegio i contributi non versati dal datore di lavoro, poi fallito, al Fipdai (fondo integrativo di previdenza per i dirigenti di aziende industriali), cui erano dovuti non "ex lege" a condizioni prefissate (come nel caso del rapporto giuridico di assicurazione sociale), ma in forza della contrattazione collettiva relativa al personale dirigenziale.

Cassazione civile sez. I  23 dicembre 1998 n. 12821  

 

La causa del credito in considerazione della quale la legge accorda il privilegio generale sui mobili del datore di lavoro per i contributi di previdenza sociale di cui agli art. 2753 e 2754 c.c. va individuata nell'interesse pubblico al reperimento ed alla conservazione delle fonti di finanziamento della previdenza sociale, fine che, invece, non sono diretti a tutelare i rapporti di assicurazione privata (qualificazione che ricomprende anche quelli attinenti alle prestazioni integrative previdenziali ed assistenziali). Restano, pertanto, al di fuori del predetto privilegio i contributi non versati dal datore di lavoro, poi fallito, al F.I.P.D.A.I. (Fondo integrativo di previdenza per i dirigenti di aziende industriali), cui erano dovuti non "ex lege" a condizioni prefissate (come nel caso del rapporto giuridico di assicurazione sociale), ma in forza della contrattazione collettiva relativa al personale dirigenziale.

Cassazione civile sez. I  23 dicembre 1998 n. 12821  

 



 
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