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Art. 2755 codice civile: Spese per atti conservativi o di espropriazione

I crediti per spese di giustizia fatte per atti conservativi o per l’espropriazione di beni mobili nell’interesse comune dei creditori hanno privilegio sui beni stessi.


Commento

Espropriazione: [v. 2910]; Privilegio: [v. 2745].

 

Atti conservativi: atti tesi a mantenere integro, materialmente e giuridicamente, il patrimonio di un soggetto, (es.: sequestro conservativo [v. 2905]; azione per la apposizione di sigilli [v. c.p.c. 753]; azione revocatoria [v. 2901]; intervento nelle procedure esecutive).

 

La norma pone un privilegio speciale a tutela di crediti relativi alle spese di giustizia effettuate nell’interesse comune dei creditori. Le spese devono essere relative solo ad atti conservativi oppure espropriativi, idonei ad avvantaggiare i creditori. Si escludono dall’applicazione della norma le spese per atti stragiudiziali o relative ad atti che si sono compiuti al di fuori del processo.


Giurisprudenza annotata

Spese per atti conservativi

Al creditore istante per la dichiarazione di fallimento del suo debitore va riconosciuto il privilegio per le spese di giustizia (di cui agli artt. 2755, 2770 c.c. e 95 c.p.c. ) con riferimento alle spese all'uopo sostenute, atteso il sostanziale parallelismo tra creditore procedente nella procedura esecutiva singolare e creditore istante nella procedura concorsuale.

Cassazione civile sez. I  31 gennaio 2014 n. 2112  

 

Anche in assenza di consecutio temporale tra la procedura di concordato preventivo rinunciata e la nuova domanda di concordato preventivo, i crediti maturati nell'ambito della procedura rinunciata dal commissario giudiziale e dal perito estimatore devono ritenersi maturati in occasione e/o in funzione della procedura concorsuale ex art. 111 l. fall. e pertanto devono essere soddisfatti integralmente prima di tutti gli altri ex art. 2755 e 2770 c.c.

Tribunale Isernia  11 ottobre 2013

 

Se il credito prededucibile del professionista incaricato dal debitore è pacificamente ammissibile col privilegio ex art. 2751 bis n. 2 c.c., il credito maturato dalle figure di nomina giudiziale (commissario giudiziale, liquidatore, curatore) è meritevole del (duplice) privilegio potiore per spese di giustizia ex art. 2755 e 2770 c.c., trattandosi di soggetti che svolgono istituzionalmente il compito di conservazione e/o liquidazione dei beni della procedura, nell'interesse comune dei creditori, analogamente a quanto accade per i compensi del custode e del legale del creditore procedente nella procedura esecutiva.

Tribunale Terni  13 giugno 2011

 

Al creditore istante per la dichiarazione di fallimento del suo debitore va riconosciuto il privilegio di cui agli art. 2755, 2770 c.c. e 95 c.p.c. (privilegio per spese di giustizia) con riferimento alle spese all'uopo sostenute, atteso il sostanziale parallelismo tra creditore procedente nella procedura esecutiva singolare e creditore istante nella procedura concorsuale.

Tribunale Fermo  15 gennaio 2010

 

Al creditore istante per la dichiarazione di fallimento del suo debitore non può essere riconosciuto, con riferimento alle spese di giustizia all'uopo sostenute, il privilegio di cui agli art. 2755, 2770 c.c. in quanto non risulta individuato alcun bene specifico sul quale il privilegio speciale di cui ai citati articoli possa attuarsi.

Tribunale Roma  04 dicembre 2003

 

 

Spese giudiziali

In virtù della espressa previsione di cui all'art. 95 c.p.c. (secondo cui sono a carico di chi ha subito l'esecuzione le spese sostenute dal creditore procedente e da quelli intervenuti che partecipano utilmente alla distribuzione), il recupero delle spese sostenute dai creditori può trovare realizzazione solo in caso dell'utile partecipazione di costoro alla distribuzione, all'esito di risultata fruttuosa esecuzione, che abbia cioè consentito la realizzazione di una massa attiva da distribuire, formata da quanto proviene dall'assoggettamento ad espropriazione del patrimonio del debitore (art. 2740 c.c.), comprensivo di beni e di crediti, a carico del quale vengono quindi in definitiva a gravare le spese dell'esecuzione. Ne consegue che, a parte le spese fatte nell'interesse comune dei creditori da soddisfarsi in prededuzione dalla massa attiva in ragione del privilegio che le assiste (art. 2755, 2770, 2777 c.c.), le altre spese sostenute dal creditore procedente e dai creditori intervenuti sono collocate nello stesso grado del credito, e possono trovare soddisfazione - al pari del credito per capitale ed interessi - solamente in caso di capienza.

Cassazione civile sez. III  29 maggio 2003 n. 8634  

 



 
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