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Art. 2759 codice civile: Crediti per le imposte sul reddito

I crediti dello Stato per l’imposta sul reddito delle persone fisiche, sul reddito delle persone giuridiche e per l’imposta locale sui redditi, dovuta per i due anni anteriori a quello in cui si procede, hanno privilegio, limitatamente all’imposta o alla quota d’imposta imputabile al reddito d’impresa, sopra i mobili che servono all’esercizio di imprese commerciali e sopra le merci che si trovano nel locale adibito all’esercizio stesso o nell’abitazione dell’imprenditore.

Il privilegio si applica sui beni indicati nel comma precedente ancorché appartenenti a persona diversa dall’imprenditore, salvo che si tratti di beni rubati o smarriti, di merci affidate all’imprenditore per la lavorazione o di merci non ancora nazionalizzate munite di regolare bolletta doganale.

Qualora l’accertamento del reddito iscritto a ruolo sia stato determinato sinteticamente ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la ripartizione proporzionale dell’imposta, prevista dal primo comma, viene effettuata sulla base dei redditi iscritti o iscrivibili ai fini dell’imposta locale sui redditi.


Commento

Imposta sul reddito delle persone fisiche (I.R.PE.F.): [v. 2752]; Imposta sul reddito delle persone giuridiche (I.R.PE.G.): [v. 2752]; Imposta locale sui redditi (I.LO.R.): [v. 2752]; Imprese: [v. Libro V, Titolo II]; Privilegio: [v. 2745].

 

Reddito d’impresa: deriva dall’esercizio di imprese commerciali ed è costituito dagli utili netti (risultanti dal conto profitti e perdite) conseguiti nel periodo d’imposta.

 

Bolletta doganale: bolletta che viene rilasciata in seguito al pagamento dei tributi doganali.

 

Ruolo: elenco alfabetico di contribuenti predisposto dagli uffici tributari, contenente per ciascuno di essi le generalità, il domicilio fiscale, il periodo d’imposta.

 

L’intento della norma è quello di evitare che i contribuenti possano frodare il fisco, dichiarando di non avere i mezzi per pagare e si giustifica per il particolare rapporto tra il tributo da pagare e i beni strumentali alla produzione di quelli che sono colpiti dal tributo stesso.


Giurisprudenza annotata

Privilegi.

I privilegi ex art. 2752, comma 1, 2759, comma 1 e 2771, comma 1, c.c. trovano la loro giustificazione nel rapporto di strumentalità esistente tra i beni costituenti l’oggetto del privilegio e la produzione del reddito gravato dall’imposta costituente l’oggetto dei crediti previsti dalle norme suindicate; conseguentemente, non essendo l’i.r.a.p. un’imposta sul reddito, al relativo credito non può riconoscersi il privilegio generale sui mobili previsto dall’art. 2752, comma 1, c.c. (neppure alla stregua di una sua interpretazione estensiva).

Tribunale Vercelli  14 luglio 2006

 

In tema di privilegio speciale sui mobili inerente a crediti per le imposte sui redditi, l'art. 2759 c.c. (che riconosce privilegio speciale ai crediti per imposte sul reddito sui mobili strumentali all'esercizio dell'impresa e sulle merci relative, con collocamento al settimo posto nell'ordine dei privilegi sui mobili) limita l'efficacia del privilegio a due periodi di imposta e cioè ai due anni più recenti tra quelli in cui è sorto il credito tributario e che necessariamente debbono precedere il pignoramento (art. 2916, sub. 3, c.c.) da chiunque sia stata promossa l'esecuzione individuale o l'inizio dell'esecuzione collettiva (art. 44 e 52 l. fall.).

Cassazione civile sez. I  14 gennaio 1999 n. 330  

 

 

IRPEF

In tema di IRPEF, il principio, secondo cui il reddito di una società di persone è imputato a ciascun socio, indipendentemente dall'effettiva percezione ed in proporzione della quota di partecipazione (cosiddetta personalizzazione del debito d'imposta, prevista dall'art. 5 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 597 e poi ribadita nel testo unico approvato con d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917), non incide sull'autonomia patrimoniale della società rispetto al socio, con la conseguenza che la società medesima, in relazione all'imposta discendente a carico del socio dall'applicazione di detto principio, non può essere chiamata a rispondere, perché non è debitrice, nè può vedere i propri beni soggetti ai privilegi di cui agli art. 2752 e 2771 c.c., riguardanti il debitore (ed altresì si sottrae al privilegio speciale contemplato dall'art. 2759 c.c. su beni di terzi, non sussistendone i relativi presupposti).

Cassazione civile sez. I  12 gennaio 1989 n. 87  

 

 

Esecuzione fiscale

Va dichiarata manifestamente infondata, in riferimento all'art. 53 cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 65, comma 1 d.P.R. 602/73 nel combinato disposto con gli art. 2759 c.c. e 514 c.p.c., nella parte in cui, in tema di credito dello Stato per omesso versamento delle imposte IRPEF ritenute alla fonte, ammette la pignorabilità dei beni strumentali dell'azienda in quanto su di essi il fisco ha privilegio (nella specie, il giudice ha rinvenuto la fonte del privilegio fiscale e della conseguente pignorabilità in quanto l'imposta deve essere ritenuta alla fonte e si giustifica col fatto che l'imprenditore si sottrae, col non versare l'imposta che trattiene sulla busta dei dipendenti, ai suoi doveri e, in particolare, al più generale dovere di solidarietà tributaria).

Pretura S.Giovanni V.  12 luglio 1982

 

 

Fallimento

Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2759 c.c. in relazione all'art. 3 cost., nella parte in cui tale disposizione, attribuendo al credito di rivalsa I.V.A. presso il committente di un servizio riguardante beni immobili un privilegio speciale senza che sussista "ab origine" il bene su cui la prelazione possa essere esercitata, determina una disparità di trattamento rispetto ai creditori per I.V.A. di rivalsa verso il cessionario.

Tribunale Milano  16 giugno 1980

 

Il privilegio speciale mobiliare che, a norma dell'art. 2759 c.c., assiste i crediti dello Stato per l'imposta sul reddito delle persone fisiche, dovuta per i due anni anteriori a quello in cui si procede, limitatamente all'imposta o alla quota d'imposta imputabile al reddito d'impresa, ha per oggetto i mobili che servono all'esercizio di imprese commerciali e le merci che si trovano nel locale adibito all'esercizio stesso o nell'abitazione dell'impresa esercitata da una società di persone, regolare o di fatto, nonostante che debitori della relativa imposta siano i soci a ciascuno dei quali il reddito è imputato in proporzione alla quota di partecipazione agli utili.

Tribunale Genova  27 settembre 1979

 

 



 
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